Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Un ritaglio del verbale e due rare immagini della ditta Tibiletti da Fb Panificio Santa Venera e da www.delcampe.it/collezionismo

La lettura dei verbali del Consiglio di amministrazione della Cooperativa Fratelli fra i ferrovieri in Pontassieve è a tratti commovente. Seguendo la storia della realizzazione di un forno per la panificazione dal 1931 al 1947 è possibile rivivere il clima che si respirava nel periodo fascista, durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, le difficoltà economiche, le difficoltà a fronteggiare le imposizioni del regime, i drammi della guerra. Senza aggiungere niente o quasi al racconto dei verbali e conservando perfino gli errori, questa storia si racconta da sé.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 23/X/1931/IXo

La decisione di acquistare il forno
(…) Il Consiglio unanimemente delibera che non avendo – malgrado l’interessamento di autorevoli personalità – potuto ottenere la licenza per la panificazione a riscaldamento diretto, di provvedere immediatamente, informando varie Ditte costruttrici di forni a vapore moderni a riscaldamento indiretto, affinché rimettino offerte ed incarica intanto dei consiglieri di recarsi ove sono in funzione detti forni per prendere quelle cognizioni e informazioni che si rendino utilissime per la scelta nell’acquisto.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 13/XI/1931/IXo
(…)Il Consiglio esamina dove dovrà essere costruito il nuovo forno a vapore. Presentando questi serie difficoltà, per la sua costruzione sopra la volta della cantina del carbone non garantendo a nostro avviso sufficiente resistenza per reggere un carico di 60 tonnellate (…); ed allora il Consiglio decide di dare incarico ad un competente per fare un sopralluogo (…).

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 25/XI/1931/IXo
Dai contatti con alcune delle migliori ditte del tempo, era risultata adeguata la fabbrica di forni di Giacinto Tibiletti di Milano.
(…) Nella odierna adunanza presente il Rappresentante della Ditta Giacinto Tiribelli costruttrice di forni a vapore (…) Signor Ceccarelli Mariano (…) concludendo il prezzo ristretto di L.19000 rinviando la firma del contratto di acquisto a quando il Consiglio sarà in possesso del nulla osta per la licenza di panificazione, rilasciato dalla Prefettura di Firenze. (…) Nell’eventualità dell’intero pagamento al collaudo, il Consiglio ha chiesto alla Ditta (…) un ulteriore sconto sull’intera somma e cioè: il 5 p % anziché il 3 già offerto.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 12/XII/1931/IXo
Problemi economici e gestione del personale
(…) Il Consiglio ritiene ormai inderogabile il momento di provvedere che considera attualmente eccessive, e non potendo procedere ad un’economia riducendo gli stipendi del personale, finché il medesimo non avrà subito una prossima ed inevitabile sistemazione; delibera intanto per primo, appena sarà in funzione il nuovo forno, il quale impianto a differenza di quello esistente potrà consentire l’utilizzazione del secondo fornaio dopo le ore 9 antimeridiane, per impiegarlo a compiere la gita del servizio a domicilio e così il personale di dispensa verrà ridotto a due eliminando il terzo, che grava sul bilancio spese, per una non disprezzabile somma di L.2400.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 22 Aprile 1936 XIVo
I problemi economici favoriscono la depressione del cassiere
(…) Il Cassiere Sig. Gori ringrazia sentitamente il consiglio per la stima tributatagli (…) per non aver accettato le sue dimissioni da tale carica. Pure con rincrescimento si vede costretto ad insistere lo si voglia esonerare dalle mansioni di cassa (…) per le sue condizioni di spirito depresso in seguito a molteplici disgrazie di famiglia. Ma il Presidente e i consiglieri pregano vivamente il Gori di non insistere nelle dimissioni, le quali vengono ritirate dal Gori.
Il cassiere fa una dettagliata relazione sulle condizioni finanziarie della Cooperativa che definisce preoccupante per deficienza di denaro liquido in confronto agli impegni.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione dell’8-11-1938 XVII
L’Ente Cooperativo Approvvigionamenti ECA, fondato nel 1927, nel 1938 era diventato EICA per l’aggiunta dell’aggettivo italiano. Le cooperative, evidentemente, erano tenute a dimostrare apprezzamento per questo istituto del regime.
(…) Il Consiglio di Amministrazione accoglie l’invito scrittogli dal Presidente dell’Ente italiano cooperativo approvvigionamenti nell’intento di dimostrare il proprio attaccamento all’EICA del quale quotidianamente apprezza i benefici (…) all’unanimità delibera di sottoscrivere e versare all’EICA quale nuova quota azionaria L 2600.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione dell’15-10-1941 XX
(…) Si esamina le condizioni di disponibilità di cassa che (…) si fanno sempre più precarie. (…) Si propone di vendersi i quattro quartieri per abitazione sovrastanti ai locali della sede della Società, ma questo si ritiene che non sia un rimedio in quanto verrebbe a ridurre il valore dell’immobile e questo potrebbe pregiudicare il fido alla banca (…) Si decide di chiedere ai fornitori di dilazionare la scadenza dei pagamenti.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 18-febbraio 1945
Tempo di guerra
(…) Il Presidente Nunzi spiega le ragioni che hanno originato le sue dimissioni parlando di condizioni precarie (…) che non gli consentono di dedicarsi come il compito richiede alla Cooperativa (…) a causa dello sfollamento lontano da Pontassieve.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 1/8/1945
Il forno bombardato
(…) quattro impellenti necessità per la ricopertura del forno a vapore rimasto danneggiato per l’incursioni aeree avvenute a Pontassieve. (…) la spesa per la ricopertura del locale ove è costruito il forno oscilla fra le 20000 lire e le 29000 lire.
Il Consiglio delibera la ricopertura.

Adunanza del Consiglio d’Amministrazione del 12 settembre 1947
Si sacrifica il forno per salvare la cooperativa
(…) per salvare la Coop occorre eliminare spese (…) il Presidente chiede che nella adunanza di questa sera siano rotti gli indugi è arrivato il momento di decidersi: il forno non corrisponde alle nostre richieste (…). IL Consiglio dopo fatti tutti i calcoli possibili immaginabili decide all’unanimità di chiudere il forno e di pagare in dispensa il fornaio.

Vedi anche

Nasce la prima Cooperativa fra ferrovieri a Pontassieve

Pontassieve la rinascita nel dopoguerra

Le nostre storie