Presenti ormai anche d’inverno, con la bella stagione si sentono di più

Scritto da Monica Galli |    Maggio 2016    |    Pag. 18

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Insetticidi

Al mondo si contano oltre 3.500 specie di zanzare, insetti coevi dei dinosauri. Vegetariane, si alimentano di liquidi zuccherini come il nettare dei fiori favorendo, come le api, l’impollinazione delle piante.

Solo le femmine pungono e succhiano il sangue, elemento indispensabile per la maturazione delle uova. Con il ronzio attraggono i maschi e con un solo accoppiamento si riforniscono del seme necessario per la fecondazione delle uova che deporranno nella loro vita; ma ogni deposizione deve essere preceduta da un pasto di sangue.

Non è raro che ci svolazzino intorno anche d’inverno. Nelle nostre case restano in uno stato di torpore fino alla buona stagione, nascoste dietro gli armadi o fra le pieghe delle tende.

Come difenderci?

Vari sono i formati degli insetticidi per casa. I più diffusi si basano su aerosol (spray da spruzzare in aria e sulle superfici), fumigazioni (zampironi) ed evaporatori (l’insetticida impregnato in una piastrina o solubilizzato in un liquido evapora per riscaldamento).

I principi attivi devono rispondere a due requisiti: l’efficacia e una bassissima tossicità per l’uomo.

Etichetta e normativa

Gli insetticidi sono miscele di molecole chimiche (principi attivi) con azione biocida, definiti presidi medico-chirurgici (Pmc); devono essere autorizzati dal Ministero della salute (il numero di autorizzazione si legge in etichetta).

I nomi e le dosi dei principi attivi sono elencati nella composizione. Inoltre è obbligatorio riportare i simboli di pericolo, descrivere le modalità di impiego e le precauzioni da adottare quando si usano.

È importante leggere le indicazioni: un uso scorretto può avere ripercussioni gravi sulla salute dell’uomo e per altre forme di vita, soprattutto per gli organismi acquatici, pesci, crostacei, anfibi, o altri insetti come api e farfalle.

Gli insetticidi possono modificare gli equilibri degli ecosistemi di cui l’uomo fa parte: usiamoli con attenzione e parsimonia.

Foto F. Giannoni

I più diffusi, piretrine e piretroidi

Le piretrine sono sostanze ricavate dalle piante, soprattutto dai crisantemi; vengono usate per la rapidità d’azione, la modesta tossicità nei confronti degli animali a sangue caldo e la velocità con cui si degradano, senza residui sul terreno e sugli alimenti; per questo sono permessi dalla normativa europea nella coltivazione biologica come fitofarmaci.

Per motivi commerciali la versione naturale è spesso sostituita con piretroidi, molecole realizzate modificando in laboratorio le piretrine. I piretroidi sono più di 40, svolgono la stessa funzione delle piretrine, ma sono più potenti e stabili. Quindi permangono più a lungo nell’ambiente, risultando più economici ed efficaci.

Spirali, piastrine e liquidi anti-zanzara contengono sia piretrine che, soprattutto, piretroidi.

Tre sono i piretroidi considerati più pericolosi per l’ambiente e tossici per gli organismi acquatici, come pesci, larve di insetti e anfibi: pralletrina, transflutina ed esbiotina.

Diffusa è anche la tetrametrina, attiva contro i pidocchi e impiegata negli shampoo contro la pediculosi. Un altro piretroide da menzionare è la cipemetrina, indicata da molti studi come la più pericolosa per le api da miele.

Altri principi attivi

Esistono altre molecole che si trovano fra i componenti degli insetticidi casalinghi. Il piperonilbutossido è il più frequente ed è associato con piretrine e piretroidi per potenziarne l’azione.

Nelle pasticche per i tombini, quindi per agire contro le larve, invece si trova il diflubenzuron. Agisce impedendo che la chitina (la molecola che forma il rivestimento degli insetti) si depositi correttamente sul corpo degli adulti al momento della muta, portando allo sviluppo di adulti con cuticola fragile e quindi incapaci di sopravvivere e riprodursi. Anche questo è pericoloso per l’ambiente: il suo uso è da restringere agli ambienti chiusi (tombini, fontane, caditoie).

Una parola per il metoprene: molto diffuso e importante contro i parassiti degli animali, si trova nei collari e liquidi da distribuire sulla pelliccia. È simile a un ormone delle zanzare, ma in questa forma chimica impedisce il completo sviluppo delle larve.

Ha un effetto negativo sugli anfibi e, visto che il popolo delle rane dagli anni ‘50 è praticamente dimezzato, rendendo questi animali a rischio di estinzione, si pensa che l’uso in campagna di questo prodotto ne sia stata la causa più probabile.

Rischi per l’uomo?

Gli esseri umani soffrirebbero poco le dosi usate come insetticida fra le mura domestiche: sarebbero in grado di distruggerle senza grandi problemi, ma è facile nel corso della vita incrementarne la quantità assimilata con l’assunzione di cibi contaminati, l’uso di antiparassitari sugli animali domestici, l’uso di repellenti per zanzare da spalmare sulla pelle e gli shampoo antipediculosi.

Oltretutto sono molecole che si accumulano negli organi con molto grasso; fra questi anche e soprattutto il cervello, che ne è ricchissimo.

Alternative

Sono allo studio sistemi per sostituire gli insetticidi; ricordiamo il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) da distribuire nelle acque stagnanti: è un batterio che produce tossine che uccidono le larve delle zanzare, senza danni per altri organismi.

Negli ultimi anni sono stati condotti studi per la modifica genetica delle zanzare, come indurre le zanzare a produrre spermatozoi che generino solo maschi.

Casette per i pipistrelli

Partita nel 2007 da un’esperienza del Comune di Fiesole, sotto la supervisione dell’Università di Firenze e sostenuta da Unicoop, la campagna delle Bat Box (casette per i pipistrelli) si è rivelata molto importante e sicuramente da seguire per la lotta alle zanzare: i pipistrelli, mammiferi notturni insettivori, sono capaci di divorare ciascuno oltre 2000 insetti a notte.

Video