Incontro con Ginevra Di Marco

Scritto da Giulia Caruso |    Giugno 2005    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Voce regina
Voce lunare e solare.
Malinconica e gioiosa. Carnale e ricca di spiritualità.
Ginevra si affaccia sulla scena musicale nel '93, a fianco dei Csi, uno dei gruppi più significativi degli ultimi vent'anni.
Nel 1999 esordisce come solista con il cd "Trama Tenue", che - insieme ad altre collaborazioni di prestigio, come quella con Franco Battiato in "Gommalacca" - la consacrano come una delle migliori voci femminili italiane. Quello stesso anno vince il Premio Ciampi e, nel 2000, il Premio Luigi Tenco come miglior artista esordiente.

Ginevra è stata recentemente impegnata nel tour promozionale della sua ultima uscita discografica, "Disincanto", di cui è autrice di testi e melodie vocali e che si avvale - come sempre - della preziosa collaborazione di Francesco Magnelli, da tempo suo compagno di strada.
Una strada che l'ha vista esplorare territori musicali disparati, dall'elettronica alla world music, dal rock d'autore alla canzone popolare. Un percorso in cui, sia pure a fianco di artisti come Giovanni Lindo Ferretti e Max Gazzè, si è impegnata sempre e comunque alla costruzione di una sua autonomia artistica.
Al completamento della sua identità di donna e di musicista, Ginevra sta dedicando un amorevole ritorno alla tradizione vocale femminile toscana.
«E' stato vitale per me tornare alla riscoperta delle radici,di una vocalità che le donne di questa terra hanno tracciato nel tempo», afferma. Un processo che risale all'epoca di "Matrilineare", un'antologia di canzoni - tutte al femminile - di varie autrici, in cui Ginevra cantava una struggente e dolcissima ninnananna.
«Credo che la musica debba farci stare bene, il più possibile - così spiega mentre ci parla del suo ultimo album -. Sia che ci faccia piangere o sorridere, che ci porti in alto o si insinui strisciando tra i nostri sensi, che ci faccia pensare o stupidamente ancheggiare va sempre bene, basta che ci porti altrove, lontano da qui».

Ginevra è fatta così. Semplicemente al di fuori degli schemi, libera dalla schiavitù del "look" giusto ad ogni costo: «sono spontaneamente e felicemente lontana dai facili consumi imposti dal mercato».
"Disincanto" rappresenta una riflessione sul tempo che stiamo vivendo, pura presa di coscienza «per imparare, io per prima, a scegliere e orientarsi nel mutamento dei nostri tempi.
In un mondo che sta moltiplicando le possibilità di scelta credo che sia opportuno imparare a moltiplicare le nostre capacità di scelta».