Da prigione a fulcro d’arte e di idee

Scritto da Annarita Morelli |    Febbraio 2012    |    Pag.

Una trasformazione radicale è quella che vede il vecchio carcere "le Murate", la cui funzione carceraria si è protratta fino al 1985, riappropriarsi di una propria dignità e diventare, da luogo di reclusione e sofferenza, a laboratorio di cultura contemporanea.
Il complesso progetto di riqualificazione parte dal 2009, quando furono riadatti gli spazi ormai in disuso, in veri e propri appartamenti per giovani coppie e famiglie della graduatoria Erp, Edilizia residenziale pubblica. Il progetto prevede anche il rinnovamento degli spazi a favore dell'arte e dello spettacolo. Abbiamo incontrato l'Assessore alla Cultura e Contemporaneità di Firenze, Giuliano Da Empoli (nella foto a destra) per conoscere meglio il progetto e lo sviluppo futuro.

Quanti alloggi sono stati occupati e come sono strutturati?
«Al momento le famiglie che vivono alle Murate sono 73 ed è in programma il recupero di altre 28 unità abitative. Gli appartamenti hanno dimensioni di 40-60 metri quadrati, e ospitano famiglie comprese nelle graduatorie Erp. Sono case in affitto a canone particolarmente agevolato per persone con redditi bassi».

Con quale criterio sono state scelte le botteghe?
«Gli spazi delle botteghe, così come quello del Caffè letterario, sono stati assegnati tramite avviso pubblico all'inizio del 2010. Secondo quanto previsto, i locali sono destinati esclusivamente all'esercizio di attività culturali e di spettacolo, a laboratori per giovani creativi e a negozi di qualità. È in fase di completamento un ulteriore bando, dedicato specificatamente ad imprese di tipo culturale, con l'obiettivo di fare dell'area anche un parco urbano dell'innovazione nel settore dei beni culturali».

Il progetto degli Smart dissidents come si struttura?
«Si tratta di un'idea suggestiva: sulla scia di quanto avviene a Parigi, con la Maison des journalistes, alle Murate vogliamo ospitare giornalisti, dissidenti politici e attivisti che utilizzano internet e social network, e in generale le nuove tecnologie, per portare avanti le loro battaglie. Pensiamo a quanto avvenuto con la Rivoluzione Verde in Iran, o alla cosiddetta "primavera araba". Per i "dissidenti 2.0" ci saranno una ventina di stanze uso foresteria e un aiuto tecnico per continuare a far sentire la propria voce su internet senza essere censurati. Saranno a Firenze per lavorare e continuare la loro battaglia di informazione, e crediamo che anche la città avrà molto da guadagnare con questo scambio. I lavori alla foresteria si concluderanno nei prossimi mesi».

Come ha risposto il pubblico fiorentino a questa nuova apertura?
«Abbiamo riscontrato un interesse e una curiosità crescenti da parte dei fiorentini. Fin dall'estate 2010 gli spazi, il cui restauro era stato ultimato, sono stati utilizzati per alcune iniziative; quest'anno abbiamo fatto il bis, con eventi ogni sera, dalla musica al teatro alle istallazioni artistiche. Le attività dell'ex carcere proseguiranno per tutto l'anno con vari tipi di eventi».

Come sarà articolato il nuovo caffè letterario?
«Il caffè letterario, inaugurato a fine settembre, è uno spazio dedicato ovviamente ai libri, ma non solo. Al centro delle attività ci sarà un programma di incontri con gli autori, lettura, dibattiti, musica dal vivo, rassegne, esposizioni d'arte e di fotografia. All'interno c'è il wi-fi libero, giornali sia cartacei che sfogliabili sui tablets, musica, audiolibri, uno spazio bar. È un luogo che mancava a Firenze, e che il Comune ha fortemente voluto».

Info-Murate: www.comune.fi.it/cultura

L'intervistato è Giuliano da empoli, ex assessore alla cultura del Comune di Firenze.