Uno spettacolo con Daniela Morozzi dedicato a questi operosi insetti

Scritto da Edi Ferrari |    Dicembre 2015    |    Pag. 28

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Teatro Puccini

Maschi che non accettano che siano le femmine a detenere il potere, giovani che vogliono spodestare i vecchi, cattive consuetudini che si perpetuano, un delicatissimo equilibrio ambientale sempre più sul punto di rompersi definitivamente.

Una foto del nostro mondo contemporaneo? Sì e no. Il mondo de Il canto della Regina di Riccardo Sottili - in scena al Teatro Puccini di Firenze il 30 e 31 dicembre – è quello delle api, anche se, precisa il suo autore e regista, « ho immaginato dei personaggi un po’ strani, a metà strada fra gli uomini e le api, questa è una storia che si potrebbe svolgere in un appartamento » ; lo strumento è quello di una breve narrazione ( « è un apologo, non è una cosa da prendere troppo alla lettera: non voglio insegnare niente a nessuno» ), e la figura retorica è quella dell’allegoria.

« Da sempre – spiega Sottili – le api sono state utilizzate come metafora, come modello di ispirazione per gli uomini: Operose, industriose, pulite, efficienti, preoccupate solo del Pil… Immaginiamo che gli uomini si comportassero come api, cioè che si comportassero davvero secondo natura. Ma le api sono indicatori ambientali, fanno quello che la natura gli dice di fare. Noi dobbiamo invece necessariamente vivere anche secondo cultura » .

Facciamo un passo indietro. Come viene in mente a uno che fa l’autore e il regista (nonché fondatore di Occupazioni farsesche, che porta in scena anche questo spettacolo) di scrivere un testo sulle api (o meglio sui loro e i nostri comportamenti)? « Perché sono anche apicoltore. Solo da qualche anno, 4 o 5, e ho poche api. Ma prima conoscevo solo il lato filosofico e letterario di questo mondo » .

Un mondo in equilibrio molto precario: non solo quello delle api, ma anche di conseguenza il nostro. Ci sono infatti sempre meno api, soprattutto a causa dell’inquinamento, e in Cina a sostituire il fondamentale lavoro di questi insetti, cioè l’impollinazione, sono ora gli uomini.

Insomma “un mondo senza api non potrebbe sopravvivere”: parola dell’ape Regina in persona, Daniela Morozzi. « Un ruolo divertentissimo – racconta - un modo per raccontare un’allegoria della realtà, anche un mondo che può raccontarci qualcosa del rapporto uomo/donna, della grandissima crisi di identità del maschio » .

Questione che fino a un certo punto della storia ‘apesca’ non si poneva neanche: « Ai tempi di Aristotele (che ha scritto più di 2000 anni fa alcuni studi sulle api, ndr) non si sapeva dell’esistenza dell’ape regina », racconta Sottili. Ora invece incontreremo a teatro il dramma del povero fuco (il maschio dell’ape), impersonato da Lino Spadaro « che non conta veramente niente, che cerca di sostenere delle sue tesi ma lei, la regina, non sta neanche ad ascoltarlo; cerca persino di spodestarla organizzando una, fallimentare, rivolta dei fuchi. Uomini e donne, o maschi e femmine, insomma, non si parlano. Ma non è il solo pericolo dal quale deve guardarsi la regina – racconta ancora Morozzi. Lo stesso rapporto di potere c’è fra ape regina e ancelle (sul palco Gianni Ferreri, nel doppio ruolo di ancella e acaro, ndr): la natura prevede che quelle più giovani ti scavalchino e ti facciano fuori… » .

Vita grama, quella della povera regina: costretta ad accoppiarsi con diversi maschi pochi giorni dopo la sua nascita, passa tutta la sua vita a deporre uova. Ma per fortuna la nostra ape regina è arrivata al termine del suo mandato, e finalmente sarà libera di volare tra i fiori.

Ingresso in convenzione per i soci (da 15 a 19 euro) solo per lo spettacolo del 30 dicembre. Per quanto riguarda la replica del 31 dicembre, al termine dello spettacolo è previsto un brindisi con gli spettatori e un piccolo prolungamento della serata, con un gioco a premi condotto da Daniela Morozzi: in premio, naturalmente, gustoso miele!

Il Teatro Puccini è in via delle Cascine 41.

Info tel. 055362067, sul web www.teatropuccini.it