L’Università di Firenze promuove una ricerca sulle varietà presenti nelle aree urbane, che vuole coinvolgere tutti i cittadini

Scritto da Bruno Santini |    Maggio 2017    |    Pag. 8, 9

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

ricercatori formiche

Da sinistra: Filippo Frizzi, Giacomo Santini, Alberto Masoni

Ambiente

La formica è al centro di un progetto d’indagine (chiamato “Urbants”) per sapere quali varietà sono presenti nella nostra regione, in quali zone e se ci sono e che consistenza hanno le varietà “aliene”, che vengono da altre parti del mondo. Per fare una ricerca del genere o si mobilitano stuoli di ricercatori e ingenti risorse, e quindi non se ne fa di nulla; o ci si affida alla Citizen Science, traducibile in italiano in Scienza dei cittadini, che identifica le attività scientifiche che richiedono il contributo attivo della popolazione. Rispetto a molti altri insetti le formiche risultano, nell’immaginario collettivo, molto più affascinanti e degne di curiosità (ecco dunque il perché della scelta operata!), inoltre dal punto di vista ecologico sono degli ottimi indicatori dello stato dell’ambiente. L’idea quindi è quella di raccogliere un insieme di dati consistente per sviluppare mirate analisi di tipo ecologico.

Le formiche svolgono un ruolo chiave, essendo dei veri e propri “ingegneri” dell’ambiente, predando insetti dannosi come le blatte o erbivori parassiti delle piante, magari allevandone altri come gli afidi, oppure essendo cibo per altri animali come il picchio, o infine trasportando semi e materiale vegetale garantendo la dispersione di alcune piante specializzate.

Il progetto si svilupperà attraverso l’invio di foto digitali ad un indirizzo e-mail dedicato, inserendo dati dettagliati del luogo del rilevamento. Per semplificare l’operazione sarà sviluppata un’applicazione smartphone Android che permetterà di fotografare e di inviare direttamente all’indirizzo predisposto la segnalazione, corredata di posizione Gps, e alcune note facoltative come il proprio nome o il nome dell’istituto scolastico di appartenenza.

A Giacomo Santini (Dipartimento di Biologia dell'Università degli studi di Firenze, coordinatore e ideatore del progetto) chiediamo: quanto affidamento fate sulla partecipazione del cittadino qualunque?

«Il cittadino qualunque è spesso più affidabile e desideroso di partecipare alla conoscenza ed alla gestione del mondo che lo circonda di quanto si voglia far credere. Il cittadino che partecipa è un cittadino attivo ed informato; diventa qualcuno. Per questo sarà nostra cura diffondere i risultati in modo che ciascuno possa sentirsi parte della ricerca e non solo fornitore di dati».


Chi credete possa essere più sensibile al vostro richiamo?

«Speriamo in una ampia partecipazione. In ogni caso, se saremo in grado di accendere l'interesse di qualcuno che normalmente non è molto interessato alle questioni scientifiche, questo sarà per noi un successo».


Quanta e quale attendibilità riponete sul materiale che vi arriverà?

«Qualunque osservazione ci arrivi sarà per noi preziosa. Il numero di specie presenti in ambito urbano è generalmente molto limitato, ed in molti casi una semplice foto può essere sufficiente per una determinazione attendibile. Per i casi più complessi, e che richiedano la valutazione di campioni (come l'osservazione di caratteri particolari al microscopio), ci possiamo attivare per prelevare alcuni individui. Questo può essere molto importante per specie invasive e potenzialmente dannose per gli ecosistemi e fastidiose per l'uomo. Una foto, per quanto semplice, può fungere da campanello d'allarme. Il nostro Dipartimento avrà il compito di raccogliere tutte le segnalazioni, esaminarle, catalogarle e, se necessario, provvedere alla raccolta di ulteriori informazioni o campioni».

Che tempi vi siete dati per fornire i dati conclusivi del progetto?

«Nella nostra intenzione, il progetto non ha un termine esatto. Faremo una prima valutazione dei risultati nel prossimo inverno, quando le formiche sono meno attive e ci aspettiamo minori segnalazioni. Se riceveremo una risposta adeguata da parte dei cittadini, intendiamo comunque andare avanti. L'importanza della Citizen Science è anche in questo: finché la cittadinanza risponde, uno studio può continuare anche in condizioni in cui un progetto più “istituzionale” dovrebbe fermarsi. Inoltre le comunità naturali cambiano di continuo, ed osservazioni condotte in uno stesso luogo in tempi diversi possono dirci molto su questi cambiamenti».


«Dato che le formiche sono una componente essenziale in molti ecosistemi terrestri - conclude Santini - una maggiore conoscenza della distribuzione delle loro specie ci può dare delle informazioni preziose su come questi ecosistemi funzionano e del loro stato di salute. Detto questo, l'importanza del progetto non è solamente nei dati che speriamo di ottenere ma anche, e forse soprattutto, nella partecipazione del pubblico. L'essenza della Citizen Science è anche questo».

Per maggiori informazioni: www.urbants.eu


L’intervistato

Giacomo Santini

ricercatore del Dipartimento di Biologia Università degli studi di Firenze, coordinatore ed ideatore del progetto Urbants

Trekking

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Si cammina sulle strade e i sentieri utilizzati mille anni fa per raggiungere Roma dal nord d’Italia e d’Europa, con un itinerario che si snoda fra sentieri del Cai, strade sterrate e asfaltate secondarie. La via Romea Nonantolana e la via Francesca della Sambuca rappresentano un’interessante alternativa per gli appassionati di trekking che già hanno percorso gli affascinanti tratti della Francigena, cui le due strade peraltro si ricongiungono, e vogliono sperimentare qualcosa di diverso. I nuovi "pellegrini" potranno partire da Fucecchio, attraversare il Montalbano e toccare Pistoia, poi salire sull’Appennino fino a Porretta Terme, per proseguire attraverso la montagna bolognese e quella modenese, e da qui ridiscendere fino a Nonantola, alle porte di Modena. Per un percorso complessivo di 176 chilometri, percorribili a piedi in otto giorni, durante i quali riscoprire località dimenticate, paesaggi caratteristici e variegati, chiesette, fonti, edifici rurali, apprezzare profumi e colori di Toscana ed Emilia. Tutte le indicazioni nella guida di Pietro Balletti e Silvano Bonaiuti, Trekking sull’Appennino Tosco-Emiliano. Via Romea Nonantolana e via della Sambuca (L’Arcobaleno Editore).


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