Ha 50 anni l’Autostrada del sole che collega Milano a Napoli

Scritto da Gabriele Parenti |    Ottobre 2014    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Viadotto Aglio, Barberino di Mugello
Viadotto Aglio, Barberino di Mugello

Domenica 4 ottobre 1964, nell’area di sosta di Firenze nord fu inaugurata l’Autostrada del sole, alla presenza del presidente del consiglio Aldo Moro che tenne il discorso ufficiale in diretta televisiva. Per quella data era stato ultimato l’ultimo tratto fra Chiusi e Orvieto.

I lavori per la realizzazione dell’intero percorso Milano-Napoli erano durati otto anni. Il primo tratto, tra Milano e Parma era stato completato nel 1958, quello più arduo, tra Firenze e Bologna, nel 1960. Si disse che ognuno degli 85 km del tratto appenninico avrebbe meritato una cerimonia d’inaugurazione.

L’A1, con 38 gallerie e 113 viadotti era un’opera avveniristica che pose l’Italia all’attenzione del mondo intero: MoMa, il museo di New York, dedicò all’Autosole una mostra dal titolo “Un’opera d’arte italiana”.

Ponti, autogrill e la chiesa

Ed erano vere opere d’arte, gli audaci viadotti come quello sul torrente Aglio con un’unica arcata di 164 metri di luce o il ponte di Levane lungo 406 metri. Fecero sensazione anche gli autogrill “a ponte” o il ponte sul Po a 16 campate di 57 m. ciascuna, che fu collaudato con 10 carri armati Patton.

È capolavoro dell’arte contemporanea la chiesa che sorge presso il casello di Firenze nord. Realizzata da Giovanni Michelucci e dedicata a chi perse la vita nel corso dei lavori, si caratterizza per la forma “a tenda”, per i pilastri che ricordano gli alberi e il tema biblico dell’arca. Al tema del viaggio è dedicato anche il portale in bronzo e ottone di Pericle Fazzini che raffigura il passaggio del Mar Rosso.

I 755 km dell’A1 da Milano a Napoli (contro gli 849 della viabilità ordinaria) potevano essere percorsi in 8 ore, mentre prima occorrevano due giorni di viaggio. Andrea Barbato aveva scritto su “Il Giorno”: “tra Milano e Salerno ci sarà qualcosa di simile a una città lunga 800 chilometri, con motel, parcheggi, ristoranti, terrazze panoramiche, uomini in tuta, pronto soccorso, uffici di polizia, ecaffè (…) un immenso nastro trasportatore del turismo, dell’espansione industriale, della possibilità di spostamento”.

Ma Italo Calvino nel racconto Il guidatore notturno, parlò dell’autostrada come di un “non luogo”, dove si perde l’autenticità delle relazioni umane.

Ai vantaggi economici si aggiungeva un valore simbolico: la dorsale che univa il nord e il sud d’Italia divenne espressione dell’Unità nazionale. E fu anche emblema dell’Italia del “boom” anche se, paradossalmente, l’inaugurazione avvenne quando gli anni del miracolo economico avevano già lasciato il posto a una crisi congiunturale.

A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande a Marta Boneschi autrice di successi come Poveri ma belli e La grande illusione,dedicati rispettivamente agli anniCinquanta e Sessanta.

Cosa rappresentò l’Autostrada del sole per l’Italia del 1964?

«È stata la seconda potente rivoluzione nelle comunicazioni in Italia, dopo la ferrovia, costruita in seguito all’unità nazionale. È stata la risposta di un paese che rinasce, e cerca di annientare la propria “maledizione” geografica, quella cioè di essere una penisola lunga e accidentata, con molte città e vaste zone isolate, soprattutto nel Sud.

È stata una spinta alla motorizzazione di massa. Non è per caso che Pirelli e Fiat erano azionisti della società costruttrice. Muoversi per iniziativa propria, in totale libertà, senza consultare l’orario dei treni, andare in vacanza in posti lontani, visitare i parenti più spesso che in passato: tutto questo e altro, grazie all’Autostrada del Sole, hanno cambiato lo stile di vita italiano. È stata un forte incentivo all’industrializzazione diffusa. Lungo l’arteria si sono insediati capannoni, magazzini, fabbriche, che hanno portato lavoro e benessere senza necessità di emigrare.

Gli aspetti negativi non sono mancati: eterni cantieri, cartelloni pubblicitari a devastare il paesaggio, inquinamento. Sono tutti danni che potevano essere contenuti».

Un simbolo degli anni ’60. Ma fu anch’essa una grande illusione?

«Tutt’altro che una grande illusione: l’Autostrada del sole è una realtà viva e forte. Credo che, quando la ripresa economica che tutti aspettiamo sarà in corso, bisognerà progettare un ampliamento. Correre d’un fiato da Aosta a Reggio Calabria, da Bolzano a Palermo nel ventunesimo secolo non dev’essere un’utopia. In treno, in automobile, auspico che gli italiani siano più vicini, più solidali, più consapevoli del loro essere una nazione, una parte dell’Europa, un ponte gettato sul Mediterraneo, non per odiare i vicini e i migranti, ma per costruire una società civile, prospera e aperta. A questo, dal tempo dei Romani, servono le strade».

È stato detto che fu una sorta di nuova unificazione dell’Italia…

«L’Unità d’Italia è tuttora da completare: come le ferrovie nell’Ottocento, le autostrade nel Novecento e ora l’informatizzazione di massa, con internet e i social network, aiutano a conoscersi, a dialogare. Anche in questo caso, solo i superficiali non possono cogliere la portata positiva di queste rivoluzioni culturali, rivoluzioni che stiamo attraversando senza pensarci su troppo».

L’intervistata: Marta Boneschi, scrittrice

Autosole. I festeggiamenti per Santa Maria delle Vertighe, Patrona dell’Autosole. Da ArezzoTv – 26.06.14 - durata 4’ 31’’