Firenze: visite guidate alla scoperta di un patrimonio che ha 300 anni di vita

Scritto da Edi Ferrari |    Settembre 2012    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Mettendo insieme, una accanto all'altra, le scaffalature dei suoi depositi librari, si raggiunge la ragguardevole cifra di 130 chilometri (che crescono, ogni anno, di 1,5 chilometri circa). Dentro questo numero, impressionante, ci sono la nostra storia e la nostra cultura. E voilà la Biblioteca Nazionale di Firenze, che vanta quasi 300 anni di vita e che dal 1885 ha aggiunto al suo nome il titolo di "Centrale": vuol dire che, per legge, riceve e conserva tutto ciò che si pubblica in Italia. Un patrimonio di 6.200.000 volumi a stampa, 150.000 testate di periodici, 4.000 incunaboli, 25.000 manoscritti, 29.000 edizioni del XVI secolo e oltre 1.000.000 di autografi; ma anche un centro di eccellenza per il restauro del libro e per lo studio e l'applicazione delle nuove tecnologie alla catalogazione libraria. Per conoscerne meglio la storia, a settembre e ottobre per i soci vengono organizzate una serie di visite guidate, con la possibilità di accedere a luoghi ai quali è solitamente vietato l'accesso, ma anche di visitare la mostra dedicata a Pinocchio e vedere le preziose tavole originali del libro.
«La biblioteca non è una splendida torre d'avorio nella quale rinchiudersi, ma un luogo vivo, per tutti». Maria Letizia Sebastiani dirige la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze da meno di due anni, ma fin dal suo arrivo si è posta come obiettivo proprio quello di aprirla alla città e alla gente, e ci è riuscita: «Per noi è una grande soddisfazione vedere quanta gente viene a scoprire, o riscoprire, questo luogo. Anche se avvicinare le persone alla cultura non è semplice, c'è sempre qualcosa in più che si potrebbe fare».


In effetti è un po' strano che cultura sia più che altro sinonimo di musei e monumenti, magari di musica e teatro. Ma no, la biblioteca no. «Accade perché con il libro cominciamo ad avere confidenza fin da piccoli, sfogliandolo. Crescendo può succedere di sviluppare un rapporto conflittuale, e penso soprattutto agli anni dello studio. Poi diventa una presenza quasi scontata nella nostra vita: è lì, lo possiamo acquistare anche al supermercato, lo affidiamo ad uno scaffale in casa. Perdiamo il senso della magia delle pagine, l'emozione di un viaggio che il libro è capace di darci anche stando sulla poltrona di casa».
Le visite guidate per i soci costano 5 euro, e tutto il ricavato andrà al restauro del portone originale e dell'ingresso della Biblioteca. Perché quello dei finanziamenti continua ad essere un tasto dolente. «Viviamo un periodo particolarmente difficile, e capisco che ci devono essere delle priorità. Però penso che quel portone, quello che nell'alluvione del 1966 arginò almeno in parte la massa di acqua e fango che inondò la Biblioteca, debba tornare al suo posto. E tutte le iniziative che vanno in quel senso sono le benvenute. Perché il patrimonio culturale è qualcosa che appartiene ai cittadini, e non solo allo Stato. Quindi tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa. Spendere per la cultura, soprattutto in un momento come questo, può sembrare superfluo. Ma la cultura è la nostra memoria».
Per le viste guidate, info e prenotazioni c/o agenzie Toscana Turismo (Argonauta Viaggi filiale c/o CENTRO*Gavinana, Firenze, tel. 0556800452).

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