Una nuova iniziativa nell’ambito del progetto di coabitazione, per offrire nuove opportunità di aiuto reciproco

Scritto da Sara Barbanera |    Giugno 2014    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Coabitanti abitare solidale
Coabitanti del progetto “Abitare solidale” Auser Firenze e firma del patto di coabitazione

Quasi 600 richieste di inserimento nel progetto, 174 famiglie coinvolte e 88 patti abitativi ben rodati nei Comuni della provincia di Firenze. Il progetto “Abitare solidale” è tutto questo e molto più perché il tam tam, il grande impegno dell’Auser di Firenze e il sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie hanno funzionato, tanto da risvegliare l’interesse di altri Comuni toscani, italiani, europei, della Comunità Europea e persino di progetti internazionali attivi dal Brasile alla Turchia, alla Polonia.

Di fronte al picco di richieste di utenti, enti pubblici e associazioni di volontariato, i referenti del progetto hanno aperto un nuovo capitolo costituendo l’Associazione Auser Volontariato Abitare Solidale, nata il 27 febbraio sotto la presidenza di Antonio Modi e il coordinamento di Gabriele Danesi che ci ha illustrato bilanci e prospettive dell’iniziativa.

In cosa consiste il progetto e che obiettivi si propone?

Gabriele danesi intervistato
Gabriele Danesi, coordinatore del progetto Abitare Solidale Auser
«Non soldi ma rapporti: questo è il presupposto di un percorso che risponde sia al problema abitativo che a quello di rapporti sociali sempre più disgregati. La crisi ci ha costretto a rivedere il nostro modo di consumare, di fare economia e soprattutto di essere in relazione per ricostruire una rete sociale più compatta.

Dal 2009 “Abitare solidale” fa incontrare le persone con un problema abitativo e, da due difficoltà, fa nascere un’opportunità: in cambio di compagnia e di piccoli servizi in casa e fuori, anziani soli in case troppo grandi danno ospitalità gratuita a persone con difficoltà economiche, universitari o donne vittime di violenza, sostenute dall’associazione Artemisia.

In gergo tecnico si chiama sussidiarietà sociale, in concreto solidarietà reciproca, in natura… simbiosi!».

Che risultati avete conseguito e come vi muoverete in futuro?

Anche grazie al sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie e delle sezioni soci Coop, negli ultimi mesi abbiamo registrato un boom di richieste di Comuni toscani e italiani. È un esperimento quotidiano, unico in Italia, specifico per ogni patto di coabitazione che viene puntualmente monitorato.

- Cerimonia di premiazione dell’“Award social innovation in ageing”, dell’Unione
europea, assegnato al progetto “Abitare solidale” e ritirato a Bruxelles il 25 marzo scorso

Esportarlo significa trasferire sia gli aspetti tecnici di procedure e formazione degli operatori, sia la logica di coinvolgimento delle componenti sociali specifiche per ogni territorio. Noi portiamo competenze ed esperienza, i Comuni aderenti forniscono i contatti con l’associazionismo locale perché torni a essere una comunità di sostegno e di condivisione fra esseri umani.

Ci stiamo muovendo molto, dalla Sardegna, al Friuli, alla Romagna fino a contesti internazionali dove, lo scorso marzo, il progetto ha vinto il premio “Award social innovation in ageing” della Comunità europea».

Come interpretate il successo degli ultimi mesi?

«Il significato è duplice: è l’effetto dell’onda lunga della crisi e di una riflessione su come usare al meglio le proprie risorse, materiali e umane. Le amministrazioni pubbliche sono interessate perché non chiediamo soldi ma li portiamo: procuriamo un risparmio nei servizi assistenziali e abitativi e investiamo nel progetto i fondi che otteniamo a vario titolo, ottenuti con bandi europei o da realtà come la Fondazione Il Cuore si scioglie. Come Auser, ci abbiamo creduto così tanto… che il progetto ha finalmente spiccato il volo».

Coabitanti del progetto “Abitare solidale”
Auser Firenze e firma del patto di coabitazione

A confermarlo è anche Antonio Modi, presidente dell’associazione: «L’obiettivo futuro è coinvolgere le nostre associazioni di base toscane: il successo del progetto dipende in gran parte dai volontari che vogliamo valorizzare al massimo con la formazione, il riconoscimento di un rimborso spese e la raccolta delle informazioni che ci arrivano giorno per giorno dal territorio».

Giorno per giorno, come una goccia che scava la pietra, come spiega Ester, volontaria ventisettenne da anni operatrice nel progetto: «Ricordo il primo patto di coabitazione siglato tre anni fa e che ancora funziona felicemente. Ci credo ogni giorno, seguendo le tante piccole difficoltà, incompatibilità e i progressi di ogni coabitazione. Non è mai facile al 100% perché richiede di mettersi in gioco e di accettare l’altro: è un percorso che fa sorgere un ponte fra due isole».

E basta attraversare il ponte per scoprire che “Nessun uomo è un’isola”.  

Info:

Abitare Solidale

Il sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie al progetto -
Dalla trasmissione Informacoop – 30.11.2013 – durata 5’ 38’’