Una dimora prestigiosa nel senese, della prima metà dell’‘800 dotata di uno straordinario parco storico

Scritto da Càrola Ciotti |    Giugno 2011    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Castelnuovo Berardenga, piccolo paese a sud-est di Siena, sorge su un colle incastonato tra le colline del Chianti e l'incantevole paesaggio delle Crete Senesi. Il paese, come tutta la zona circostante, deve il nome a un antico e nobile personaggio di stirpe franca, tale Berardo, vissuto nella seconda metà del X secolo, discendente di quel Guinigi da Lucca che fu Conte di Siena. Il visitatore, resterà certamente colpito dalla presenza sul territorio di moltissimi castelli - di cui oggi restano, più che altro, i ruderi - oltre a svariate chiese, pievi e badie. Tante anche le sontuose ville con parchi e giardini.

Il conte Galgano

Una di queste è Villa Chigi-Saracini, immediatamente riconoscibile con il suo monumentale ingresso, a chiunque giunga a Castelnuovo Berardenga. Le alte mura che circondano la villa e il suo grande parco sono parte integrante dell'assetto urbanistico del paese che, di fatto, mutò completamente dal momento in cui il conte Galgano Saracini decise di edificare proprio qui, per sé e la sua famiglia, questa prestigiosa dimora. Infatti, fu necessario abbattere la cinta muraria dell'antico castello medievale per ricavare uno spazio adeguato alla realizzazione del parco. Il complesso - che comprende anche una Cappella, adiacente alla Villa - risale alla prima metà dell'‘800.

Qui lavorò, tra gli altri, Agostino Fantastici, architetto, scenografo e scultore, esponente di spicco dello stile neoclassico in Toscana. Fu dato a lui l'incarico per la creazione del parco romantico e del giardino all'italiana antistante alla villa; inserì nuove essenze arboree e arbustive integrandole con le specie selvatiche esistenti, realizzò inoltre il laghetto, la grotta di spugne, la costruzione del ponte carrabile e del ninfeo dorico, posto sotto la villa. Per il suo notevole valore storico-monumentale e la bellezza paesaggistica, il parco è stato sottoposto a Vincolo architettonico dalla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Siena e Grosseto.



Chopin in collina
La proprietà del complesso è di una grande società immobiliare; tuttavia, grazie a una convenzione col Comune, è possibile visitare il parco gratuitamente nel fine settimana. L'ingresso al pubblico è quello dal lato ovest. Da qui, entrando, si nota subito la fontana circolare in marmo, attorniata da figure mitologiche - rappresentanti divinità marine - che sorreggono un grande piatto su cui si erge un tritone. L'opera fu eseguita nel 1866 dallo scultore Tito Sarrocchi, artista senese di riconosciuto talento. Fa da sfondo alla fontana il bel ponte a tre arcate (come la villa, purtroppo, non aperto al pubblico) che collega il fastoso edificio alla piccola collina di San Quirico, angolo delizioso di questo giardino storico. Un'altra opera del Sarrocchi - collocata in un piazzale circolare - è la grande colonna eretta in onore di Michelangelo Buonarroti; alla sua base si legge una bella epigrafe dello scultore Duprè, anch'egli senese e contemporaneo del Sarrocchi, dedicata a questo genio dell'arte.
Il parco, ricco di alberi e arbusti quali platani, faggi, tigli, cedri d'Atlante, lecci e allori, si estende su circa tre ettari, attraversati da vialetti che digradano verso il laghetto, ricavato a corona sul vasto prato nella zona antistante la villa, circondato da muschi e spugne. Vi sono anche tante aiuole, alcune tenute a prato, altre invece simili a piccoli boschetti, con piante sempreverdi. Certo, l'aspetto attuale del parco non è più quello di un tempo, quando erano numerose le specie di fiori colorati e profumati, piantate in vaso e in piena terra.


L'ultimo inquilino della villa, il conte Guido Saracini, che qui ha vissuto fino al 1965, coltivava rare orchidee e altre piante esotiche in una speciale serra calda, di cui oggi resta solo il ricordo. Inoltre, lo splendido parco fu in quel tempo teatro di concerti per artisti di fama internazionale. Infatti, il Conte fu grande appassionato di musica, tanto da fondare in Siena una prestigiosa istituzione, ancora oggi attiva: l'Accademia Chigiana. A testimonianza di questa passione, lo stesso Saracini, commissionò allo scultore Vico Consorti una serie di busti e statue - ancora oggi presenti - di grandi musicisti quali Verdi, Bellini, Chopin: proprio la statua del famoso compositore polacco, sorge al centro della collinetta di San Quirico, sotto l'ombra di secolari pini.

Orario di apertura al pubblico del Parco di Villa Chigi, fino a settembre: sabato e domenica dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19; ingresso gratuito

(Le foto dell'articolo sono di Federico Magonio)

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