La storia di Odisseo raccontata in prima persona da Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore di successo

Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2013    |    Pag. 6

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

«Recuperare la verità storica dei fatti è impossibile. Non solo perché la memoria di ogni uomo ha diversa estensione, ma perché ciò che attrae l’attenzione di uno sfugge a quella dell’altro.

Anche ammettendo la buona fede di ognuno, ciascuno ricorda quanto ha attratto la sua attenzione, non ciò che è passato realmente sotto il suo sguardo». Così scrive Valerio Massimo Manfredi nelle Idi di marzo (Mondadori, 2008).

Autore prolifico, abbiamo contato 16 romanzi, 12 saggi, 3 antologie di racconti e 3 di romanzi, ha una grande capacità narrativa: immerge il lettore in personaggi e situazioni leggendarie, che abbiamo incontrato sui libri di storia, ma che grazie a lui diventano storie vive e attuali. Insomma, Manfredi racconta la “sua” storia; per questo abbiamo citato subito la sua considerazione sulla “verità storica”.

Settanta anni appena compiuti, l’otto marzo scorso, archeologo, scrittore, conduttore televisivo, incontrandolo la prima domanda che viene spontanea è proprio questa: cosa si sente di più? «Le mie radici sono accademiche, ho sempre insegnato, lavorato sul campo.

La mia specializzazione è la topografia antica, quindi mi sono occupato molto di esplorazioni, rotte commerciali e spedizioni militari. Il successo della trilogia Alexandros mi ha cambiato la vita esponendomi a tanti contatti con un pubblico internazionale e con personaggi di grande statura. Da lì l’attività di scrittore ha preso il sopravvento, ma non ha annullato l’attività dello studioso, anzi».

Affresco della tomba fromcois a vulci museo di villa torlona a romaEmozioni e nozioni

I suoi romanzi sono frutto di fantasia, ma immersi con precisione nel tempo in cui si svolge il racconto, e agganciati a verità storiche, a scoperte archeologiche.

Sono quasi tutti romanzi che rimandano all’antichità greco-romana. Sembrano nascere con naturalezza dalla fantasia di un archeologo, che dal coccio di una coppa cerca di immaginare chi ci beveva, chi vi aveva versato il vino e da dove proveniva, chi aveva lavorato la vigna e come…

«Non è proprio così: su quindici romanzi, poco meno della metà sono ambientati o nel presente o in un passato recente, per non parlare della mia narrativa breve che è ambientata in qualunque epoca. È chiaro che l’ispirazione viene di solito dalle proprie esperienze. L’ambientazione alla fine è un fatto secondario, ciò che conta è costruire una grande storia, comunicare emozioni e attraverso quelle veicolare dei messaggi».

Come si rapporta l’attività di scrittore con quella di archeologo? «Nel caso che una mia storia sia ambientata in quella dimensione, l’esperienza diretta fornisce uno sfondo realistico che dà alla storia più spessore e più efficacia, ma anche più emozioni. Naturalmente l’ambientazione dev’essere impeccabile e riferirsi con precisione agli oggetti, all’abbigliamento, all’arredamento dell’epoca in cui si svolge.

In questo senso il lettore riceve, indirettamente, anche nozioni storiche dalla lettura. Noi tutti abbiamo bisogno di conoscenze, ma anche di sogni. Possediamo una mente più grande della realtà che viviamo. Le emozioni sono altrettanto necessarie delle nozioni».

Arriva Nessuno

A novembre è stato presentato a “Lucca Comics” il primo di due libri dedicati a Ulisse, Il mio nome è Nessuno – Il giuramento. Quando uscirà il secondo volume? «Dovrebbe uscire per il “Salone del libro” di Torino, a metà maggio, ma non è matematico. L’importante è che la storia esca nel migliore dei modi e al massimo delle sue potenzialità espressive». 

La penna di Manfredi aveva tratteggiato un altro grande eroe greco: Alessandro il Grande con la trilogia Alexandros pubblicata nel 1998 e ripubblicata più volte

C’è un’analogia fra i due personaggi? «Non ne vedo. Uno è personaggio reale che ha fatto la storia, l’altro è frutto della tradizione epica. Per certo Alessandro leggeva Omero in un’edizione unica e preziosa, curata da Aristotele, che teneva sempre accanto al letto. Ma era appassionato più di Achille che di Ulisse, ovviamente. Fra l’altro, per parte di madre, si considerava discendente di Achille».

Il mistero etrusco

E veniamo al rapporto con la Toscana. Uno dei suoi romanzi, Chimaira, è ambientato a Volterra. Un fantasy, molto intrigante che tiene sospeso il lettore fino all’ultima riga.

È la storia di un archeologo, Fabrizio Castellani, impegnato in una ricerca su uno dei tesori dell’antica arte etrusca nel museo di Volterra. Un romanzo immerso in una luce tetra e misteriosa, con usi sanguinari e violenti.

Coppa da vino museo archeologico di vulci etruscan kylixCosa pensa Manfredi della civiltà etrusca? «Ha contatti profondi con quella greca e romana. L’alfabeto usato dagli Etruschi è quello dei Greci del sud… Il punto debole degli Etruschi è stato lo stesso dei Greci, mancanza di unità politica.

Alcuni studiosi ritengono che la società etrusca, a differenza di Roma, avesse irrisolto il problema sociale per la troppa differenza fra patrizi e plebe. Io, da diversi indizi che ho messo insieme, non la penso così.

Comunque la società etrusca rimane per molti versi misteriosa, perché non ne conosciamo la lingua; ma anche se la conoscessimo, non avremmo granché da leggere.

Può indicare ai nostri lettori un sito da riscoprire e da valorizzare? «Vulci, per esempio, nella Maremma laziale. Ci sono anche scavi in corso in una delle necropoli e ho potuto dare un’occhiata da un’apertura a una tomba inesplorata. Una grande emozione.

Vulci è meno conosciuta di Cerveteri e Tarquinia, quindi può riservare molte sorprese. Anche la città è meravigliosa, unica da molti punti di vista, immersa in un paesaggio mozzafiato… in un ambiente incontaminato. Andare a Vulci è un regalo che uno fa a se stesso».

Nelle foto partendo dall'alto:

  • Valerio Massimo Manfredi
  • Affresco della Tomba Froncois a Vulci ora presso il museo di Villa Torlonia a Roma
  • Coppa da vino (Museo Archeologico di Vulci)

YouTube
Vulci: la scoperta di una tomba etrusca - Durata 1’ 28”

YouTube
Manfredi a “Che tempo che fa” - Presentazione del libro su Ulisse - Durata 15’ 7”


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