Tonnellate di prodotti inutilizzati, ma in buone condizioni, destinate a comunità e associazioni

Scritto da Francesca Magnelli |    Maggio 2010    |    Pag.

Cinzia ha 24 anni, vive a Santa Croce sull'Arno, in provincia di Pisa, in un piccolo appartamento insieme al suo bambino. Adesso ha trovato lavoro come badante e può permettersi di pagare un affitto. Ma fino a poco tempo fa non aveva i soldi neppure per mangiare. Senza una famiglia che l'aiutasse, senza un marito - il suo compagno l'ha lasciata quando ha saputo che era incinta - ha trovato un'ancora di salvezza nella rete di solidarietà nata intorno al progetto "Coop Buon fine" per il recupero dei prodotti, confezionati e freschi, rimasti invenduti nei supermercati Coop. 

«L'abbiamo aiutata per un anno, portandole gli omogeneizzati per il bambino, i biscotti, i succhi di frutta - dice suor Nadia, direttrice della comunità terapeutica "Il Doccio" di Bientina e coordinatrice del progetto "Buon fine" in Valdera -. Oltre a lei, tramite la parrocchia di Vicarello, stiamo dando una mano a 25 famiglie in difficoltà, anche italiane». Nuclei composti da cinque persone, con figli piccoli, che fino a qualche anno fa non avevano problemi e che adesso, con la crisi, si trovano costretti ad affrontare spese importanti con un lavoro solo, perché uno dei genitori è stato licenziato o è in cassa integrazione.

La sezione soci Valdera aderisce al progetto "Re.so" dal novembre 2006. Ogni giorno un addetto della cooperativa sociale "Il Delfino" - a cui fa capo anche la comunità "Il Doccio", che si occupa del recupero e del reinserimento di 20 ragazzi tossicodipendenti - passa a ritirare la merce nei punti vendita di Ponsacco, Pontedera e Bientina.

«Con il nuovo centro commerciale di Pontedera, la quantità dei prodotti recuperati è praticamente raddoppiata - dice Marinella Volpi, presidente della sezione soci Valdera - per cui coinvolgeremo altre associazioni di volontariato per aiutare un maggior numero di persone. Proprio in questi giorni stiamo definendo gli ultimi dettagli con la San Vincenzo di Pontedera, città nella quale vivono tanti extracomunitari sotto la soglia di povertà».

La prima a controllare la merce ritirata è suor Nadia. «Arrivano tonnellate di prodotti, in buone condizioni. Una parte la teniamo per la mensa della nostra comunità, una parte la inviamo alle famiglie povere di Vicarello. Due volte alla settimana riusciamo a mandare qualcosa anche alla mensa dei poveri di Sant'Ermete, che dà da mangiare a quaranta persone. E poi abbiamo contatti con la Misericordia di Pontedera, alla quale inviamo soprattutto scatolame, e con altre comunità di ex tossicodipendenti. Con questo progetto non solo siamo riusciti a rispondere concretamente ai bisogni della gente ma lo abbiamo fatto costruendo una vera e propria rete di solidarietà sul territorio. E questa è la cosa più bella».

 

Colle di Val d'Elsa

L'ultima a entrare nella grande famiglia di Coop "Buon Fine" è stata la sezione soci di Colle di Val d'Elsa. I risultati sono incoraggianti: dal 10 marzo, giorno in cui è partito il progetto, al 30 marzo, sono stati donati prodotti per un valore di oltre 5000 euro, provenienti in particolare dai reparti di carne (avicunicola e carni rosse), ortofrutta, gastronomia e latticini, seguiti da forneria e generi vari.

Tutti i giorni, alle 10 di mattina, i prodotti non più vendibili perché vicini alla data di scadenza o perché contenuti in confezioni ammaccate o non più integre vengono ritirati e consegnati alla Pubblica assistenza e alla Misericordia di Colle di Val d'Elsa, che provvede a recapitarli in sei diverse sedi della Caritas del territorio e da qui distribuiti alle famiglie o alle mense dei poveri. Un giro che si completa entro la fine del giorno stesso per evitare il deperimento dei prodotti freschi, diventati il punto di forza del progetto Buon fine inizialmente partito con i prodotti a lunga scadenza.   

 

Empoli
Solidarietà in festa

La sezione soci di Empoli è stata la prima a dotarsi di una vera e propria macchina organizzativa per la raccolta delle merci rimaste invendute, operazione che già si faceva negli ipermercati. Un percorso che ha portato alla costituzione di Re.so (Recupero solidale), un'associazione che unisce tutte le realtà coinvolte in questo progetto. Oltre alla raccolta e alla distribuzione delle merci invendute, negli ultimi quattro anni ad Empoli è stata sperimentata con successo una nuova forma di recupero per tutta quella merce che non viene riutilizzata dalle associazioni.

La lista è lunga e comprende capi di vestiario particolari, giocattoli, utensili, casalinghi, vasi e attrezzi da giardino, ombrelloni, cuscini, articoli di profumeria e piccoli elettrodomestici, quelli che vengono riportati nei negozi come non funzionanti e che Serafino, un volontario della sezione soci Coop di Empoli dalle mani d'oro, riesce sempre ad aggiustare. Tutti questi prodotti trovano posto sulle bancarelle del mercatino che l'associazione Re.so (Recupero solidale) organizza ogni primavera ad Empoli, in collaborazione con le associazioni di volontariato di tutto il territorio dell'empolese-Valdelsa e il coinvolgimento diretto di circa 200 volontari.

Quest'anno l'appuntamento è per domenica 16 maggio, a partire dalle ore 15, al mercato ortofrutticolo di Empoli, in via Magolo 1. Oltre al mercatino, molto frequentato, ci sarà animazione per i più piccoli, musica, stand gastronomici, e a fine serata una grande grigliata per chiudere in bellezza, tutti insieme, la giornata.

Quanto ricavato dalle vendite sarà in gran parte ridistribuito alle associazioni sotto forma di buoni alimentari da destinare alle famiglie più bisognose, una parte sarà invece destinata ai progetti di adozione a distanza de Il Cuore si scioglie. Lo scorso anno il mercatino di Empoli ha fruttato 33.745 euro, l'esperienza è stata ripetuta anche a Castelfiorentino, dove sono stati raccolti 12.744 euro.

 

I numeri del progetto

A oggi sono coinvolti 72 punti vendita su 98 e 36 sezioni soci su 38. Nel 2009 sono state raccolte 750 tonnellate di prodotti, per un valore di 3.546.000 euro. Si tratta per lo più di prodotti freschi (81 per cento, provenienti soprattutto dal settore avicunicolo ma anche salumi, latticini, ortofrutta), seguito dall'alimentare industriale (12 per cento), non alimentare (6 per cento) e pet food (1 per cento).

Per la gestione del progetto Unicoop Firenze è convenzionata con 87 onlus e 150 associazioni. Grazie a questa rete di solidarietà sono state aiutate 8000 famiglie e nelle mense sono stati preparati circa 700.000 pasti, circa il 40 per cento.

 

Buon fine per gli animali

Il cibo per gli animali rappresenta un'altra importante novità del progetto Re.so., che, oltre alle scatolette e agli alimenti specifici, recupera confezioni di pasta particolarmente danneggiate per essere destinate alle famiglie, ma anche carne macinata. Il tutto si trasforma in ottimi pasti per i cani e i gatti di cui si prendono cura le associazioni Aristogatti e Amici del cane e del gatto.

L'associazione Aristogatti è un'associazione di volontariato senza scopo di lucro nata nel 1996 ad opera di un gruppo di amiche unite dall'amore per i gatti e dalla volontà di far fronte a una situazione di degrado in cui vivevano le varie colonie di randagi sparse nei giardini empolesi. Oggi l'associazione opera sul territorio degli 11 comuni appartenenti alla Asl 11, curando e gestendo quei gatti che vivono liberi senza padrone e quelli delle colonie feline. Soggetti in particolare situazione di pericolo o in cattive condizioni di salute vengono ricoverati presso la struttura-rifugio, il Gattile di Empoli, che ospita circa 150 randagi.

 


Fotografie di Federico Magonio e Stilelibero