Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Giugno 2014    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Che vergogna e che danno state facendo voi tutti gruppi della grande distribuzione con la vostra politica di sempre maggior marchio privato! Vi rendete conto che state distruggendo un intero tessuto economico e sociale e state monopolizzando il mercato! Fate lavorare pochissime aziende che producono anonime per il vostro marchio. Quante piccole attività sono scomparse e sono in procinto di chiudere e quindi quanta disoccupazione e malcontento. In parte vi dovete sentire responsabili del disagio che tutti stiamo vivendo. Svegliatevi e cercate di essere un po’ più umani, si ridurranno il malcontento, i fermenti e il teso clima che cresce di giorno in giorno come un preludio alla rivolta popolare.
M. G. – Arezzo

L’analisi del signor Goretti è del tutto parziale. Il vantaggio di un’impresa a produrre con il marchio del distributore è di non avere i costi di pubblicità e commercializzazione ma di concentrarsi solo sulla produzione. Se per produrre per il marchio Coop occorrono strutture produttive medio grandi, per fior fiore Coop, ad esempio, ci sono anche strutture piccole e artigianali. Infine, nei nostri scaffali diamo grande spazio e opportunità alle imprese toscane e anche sulle nostre pagine accanto al marchio Coop mettiamo sempre un’impresa locale di qualità.

Dove vivi verde?
Salve. Volevo avere informazioni sulla linea vivi verde. Vorrei sapere dove si producono i prodotti alimentari di questa linea, in modo particolare l’olio biologico. Qual è l’azienda cui fate riferimento e quali sono le certificazioni biologiche.
F. M. - Firenze

Ente certificatore e stabilimento di produzione sono indicati in etichetta in ogni prodotto e, dato che il produttore non è sempre lo stesso, non possiamo rispondere qui alla domanda. Tutti i prodotti vivi verde Coop sono certificati dal Ccpb, (uno dei nove enti autorizzati in Italia per la certificazione del biologico), e ottemperano a tutti i regolamenti comunitari e nazionali in materia. Alla certificazione attestata dall’ente, si aggiungono continui controlli presso i nostri fornitori, al fine di verificare la corrispondenza della realtà produttiva alle esigenze di qualità.

L’ammazza edicole
Recentemente sono stati attivati nei vostri punti di vendita uno spazio "edicola" con rivendita di quotidiani e periodici. Lo dico con disappunto perché anni fa, al momento della liberalizzazione della vendita della carta stampata, la Coop aveva rinunciato a questa possibilità contrariamente a quanto invece deciso da supermercati concorrenti. Credendo che questa decisione fosse stata dettata da una scelta etica, mi domando come mai ora si sia cambiato rotta. Perché penalizzare, proprio ora, le edicole?
P. N. - Firenze

Sono cambiate molte cose rispetto alla decisione di venti anni fa. Negli anni ’90 nelle edicole c’era ancora il boom delle vendite dei giornali (grazie soprattutto ai gadget) e anche dei libri. Ora, invece, le vendite di quotidiani, mensili e libri, hanno subito un crollo verticale. La sola vendita dei giornali non basta più a sostenere un esercizio commerciale come l’edicola. Ed è anche vero che per vendere i giornali non bastano le edicole, bisogna avvicinarli ai cittadini, a dove va la gente. Si è cominciato con gli strilloni all’angolo delle strade, poi sempre più nei bar e negli esercizi pubblici… e anche noi non potevamo continuare a non offrire questo servizio ai nostri soci e clienti che l’hanno molto gradito, visto il successo delle vendite.

Tempo salvato e perso

Facendo la spesa con il Salvatempo al Centro*Empoli, la consegna delle buste per la spesa la fa il vostro personale, previo controllo dello scontrino per il pagamento delle stesse, perdendo così la praticità di poter imbustare la spesa “strada facendo” e pagare velocemente alla cassa. Il tempo da salvare ritengo debba essere quello di Coop, ma anche quello del cliente.
F. M. – Castelfiorentino (FI)

Erano in pochi a pagare gli shoppers in MaterBi, scaricando i costi su soci e clienti onesti e corretti. Inoltre, c’è un modo semplice per mantenere la comodità e la velocità del Salvatempo: adoperare le borse portate da casa. Lo fanno già tre clienti su quattro, si risparmiano soldi, tempo e si difende l’ambiente.

Turismo inconsapevole
Capisco la crisi delle agenzie turistiche, ma quando leggo articoli come questo sull’“Informatore” n° 1 di gennaio 2014 (titolo: Al mare d’inverno) confesso che mi viene lo scoraggiamento perché penso a quanta strada c’è ancora da fare per acquisire una consapevolezza e un equilibrio accettabile nel consumo e nell’utilizzo del nostro tempo libero. Noi poveri lavoratori dopo essere stati “spolpati” a dovere da un lavoro (quando c’è un lavoro...) ripetitivo, senza interesse e spesso frustrante, dobbiamo anche essere pilotati su come spendere il nostro magro salario per bisogni e comportamenti fuorvianti. Un esempio lampante è il turismo di massa, gestito da imprese multinazionali che replicando all’infinito il demenziale modello “Disneyland” e facendo leva sugli istinti meno nobili delle persone, depredano e sbudellano le poche zone rimaste integre nel pianeta, rendendoci tutti più poveri. Così non è raro incontrare persone che (dicono loro) hanno visto l’Egitto piuttosto che la Thailandia ma che ignorano non dico il Palazzo Ducale di Urbino o di Mantova (troppo lontani...), ma addirittura la Certosa del Galluzzo dove si potrebbe arrivare col bus dell’Ataf. Avrei sperato di trovare di meglio sull’“Informatore”.
P. C. - Barberino di Mugello (FI)

Ringraziamo il socio per aver espresso la sua opinione.

Offerte per tutti
A Porta a Mare c’è un punto vendita Unicoop Firenze all’incirca delle stesse dimensioni di quello di Cisanello, ma che, a differenza di questo, non è elencato fra le grandi strutture riportate sui volantini. C’è un motivo particolare? Colgo l’occasione per chiedere anche per quale motivo tantissimi prodotti inseriti nel volantino, sono in vendita solo nei Superstore, grandi Superstore e Ipercoop e non in tutti i punti vendita Unicoop Firenze, come quello di Vecchiano, ad esempio, a due passi da casa mia. Secondo me sarebbe più opportuno magari diminuire il numero di prodotti, ma renderli accessibili in tutti i punti vendita. In un paese di profonde disuguaglianze come il nostro, penso che almeno i soci Coop dovrebbero avere le stesse opportunità.
S. T. - Migliarino (PI)

Il supermercato di Porta a Mare ha mille metri quadrati di area di vendita in meno di quello di Cisanello e di conseguenza può contenere un numero di prodotti e di offerte inferiore. A differenza delle catene di distribuzione privata che hanno in genere negozi tutti uguali, e di conseguenza anche l’offerta di prodotti, noi abbiamo punti vendita molto diversi fra loro e l’offerta non può essere che differente da punto a punto. Riducendo il numero dei prodotti in offerta solo a quelli che possono stare nei piccoli punti vendita, toglieremmo alle grandi strutture la capacità di attrarre clienti e di fare concorrenza ai grandi supermercati privati. Se siamo in grado di fare prezzi convenienti anche a Vecchiano, è perché gestiamo un grande giro d'affari, grazie alle grandi strutture.

Bio-fragili
Ho avuto il piacere di poter acquistare per diverso tempo l’acqua minerale Sant’Anna in bottiglia Verde Sant’Anna Bio Bottle, perché era l'unica con la bottiglia biodegradabile. Ora non la trovo più, né trovo altre acque con bottiglie biodegradabili. Avrei il piacere di conoscerne il motivo.
A. M. - Firenze

L’acqua è stata tolta dall’assortimento per problemi sulla tenuta della bottiglia: troppo fragile, spesso si schiacciava nel pancale o addirittura nell’utilizzo a casa. L’anomalia è stata segnalata al fornitore; a oggi purtroppo non è possibile reinserire il prodotto fino a che non si risolvono questi problemi.

Interessi svincolati
Da qualche anno i miei risparmi li ho nel Prestito Sociale vincolati a 18 mesi. Con sacrifici, perché non li puoi toccare, altrimenti non prendi nemmeno gli interessi che ti spettano. Ora mi arriva una lettera a casa, dove si legge che i tassi di interesse sono ridotti sia per i depositi normali che per quelli vincolati. Non ritengo giusto che quelli vincolati possano essere abbassati. Se noi risparmiatori ci siamo impegnati a lasciare a voi i nostri risparmi per un anno e mezzo senza toccarli, anche voi vi siete impegnati a darci quegli interessi. Non ritengo giusto cambiarlo quando volete. Alla fine del contratto va bene, ma non prima. Un impegno è un impegno.
I. C. - Firenze

Il Contratto di prestito vincolato prevede il cambiamento del tasso sia verso l’alto che il basso; inoltre dà la possibilità al socio, nel caso di riduzione dei tassi, di interrompere il contratto, riscuotendo gli interessi già maturati, per trovare una destinazione più favorevole ai propri risparmi. La cooperativa ha da sempre, e nei limiti del possibile, mantenuto costanti i tassi che ha applicato; l’ultima variazione avviene dopo un “fermo” di tre anni.

Senza App
Sono anni che la mia spesa viene fatta alla Coop e non ho mai avuto alcun inconveniente o episodio su cui reclamare, almeno fino ad oggi. Stamattina sono passata alla Coop di Prato, ho fatto una spesa veloce e mi sono messo in coda alla cassa. Cellulare in mano, pronto a usare l’App (Stoccard di iPhone) per evitare di trasportare milioni di carte fedeltà dietro, non appena gli mostro lo smartphone con la carta in bella vista, ha iniziato a prendermi quasi in giro... Mi ha trattato come se stessi lì a commettere un reato o a rubare chissà che, solo perché intendevo provare a usare una semplice e utile App. Se questa App è proprio il male e non deve essere assolutamente utilizzata, deve essere esposto un cartello in cui possano essere informati i soci.
V. M. - Prato

La carta socio non è una normale carta fedeltà: è personale e deve essere utilizzata esclusivamente dal socio, per statuto e per legge. Essere socio significa stabilire un rapporto di natura economico-patrimoniale sottoposto a precise normative. A maggior ragione se la carta consente il pagamento della spesa o è abilitata per il servizio Salvatempo: in questo caso ci sono seri motivi di sicurezza e responsabilità civile e penale. I nostri punti vendita sono in grado di leggere il codice a barre da iPhone o similari, ma fino a che non è stata trovata una soluzione che escluda l’uso da parte di chiunque di una carta socio, non è possibile attivare questo servizio.