Anche in Toscana le "banche del tempo"

Scritto da Stefania Conforti |    Luglio 1997    |    Pag.

Tempo a rendere
Soltanto un anno fa le banche del tempo esistenti in Italia si contavano sulle dita di una mano. Erano nate per valorizzare una risorsa preziosa qual è il tempo di ognuno e rispondere alle esigenze quotidiane in un rapporto di reciproco aiuto. Esperienze simili erano già diffuse in Europa, soprattutto in Inghilterra e in Francia.
L'idea, semplice e innovativa, ha cominciato a circolare suscitando interesse e proprio in questi mesi ne sono state censite circa 120, alcune già funzionanti, altre in via di progettazione o di sperimentazione.
La banca del tempo è un istituto di credito inusuale: chi aderisce non deposita denaro ma tempo, scegliendo liberamente quale attività svolgere; ad un'ora depositata corrisponde un'ora da ritirare. Come tutte le banche ha uno sportello dove aprire un conto corrente per registrare il dare e l'avere, mentre un estratto conto periodico richiama al rientro chi è in rosso. Ogni aderente utilizza un libretto degli assegni da sottoscrivere nel momento in cui usufruisce di un servizio.
I rapporti di dare e avere sono contratti stipulati unicamente con la banca e non direttamente fra i soci: se Anna accompagna in auto Maria, quest'ultima può saldare il suo debito con Antonio che le accompagna il bambino a scuola o con qualsiasi altra persona iscritta alla banca. Lo scambio è alla pari: un'ora ha lo stesso valore per tutti, indipendentemente dall'età, dalla condizione sociale o dalla professione. In pratica è possibile 'scambiare' un'ora di aiuto in giardino con un'altra di guida a un museo, il pagamento delle bollette con un'ora di pratica al computer. L'impegno comune è il pareggio in tempi ragionevoli, con la certezza che ogni 'scoperto' ha almeno contribuito a risolvere qualche problema.
«La banca del tempo si fonda sullo scambio di servizi e di attività in armonia con le richieste espresse da ciascuno - spiega Rosa Amorevole, una delle prime a credere in questo tipo di esperienza e a diffonderla in Italia - permettendo dunque l'incontro tra bisogni e disponibilità. E' un luogo dove poter vivere concretamente la solidarietà, ma anche dove è possibile valorizzare conoscenze e vocazioni altrimenti non riconosciute».
«Chi si associa alla Banca - prosegue Rosa Amorevole - fa qualcosa per sé e per gli altri e partecipa alla vita del proprio quartiere e del proprio paese, riacquistando il piacere della relazione. L'obiettivo è rompere l'isolamento per migliorare la qualità della vita delle persone, ricreando quei rapporti di buon vicinato ormai persi».
Per funzionare bene è preferibile che le banche operino in un territorio limitato: un piccolo comune, un quartiere, una zona di una grande città; mentre il numero ottimale degli aderenti dovrebbe variare da un minimo di trenta a un massimo di cento persone.
«Per partire - aggiunge Rosa Amorevole - è necessario un gruppo motivato, in grado di coniugare l'entusiasmo all'operatività e un ente (Comune, quartiere, associazione) per sostenere l'iniziativa almeno nella fase iniziale, senza però alcuna interferenza nella gestione».
A Firenze nell'ultimo anno sono sorti alcuni gruppi, uno nella zona di Oltrarno, un altro in S. Croce e un altro ancora presso la sezione soci Coop di via Carlo del Prete, il primo di una serie che coinvolgerà le altre quattro sezioni soci della città. Attualmente collaborano al progetto circa sessanta persone, che hanno frequentato due corsi di formazione per promotori di banche organizzati dall'Ufficio spazi e tempi del Comune, in collaborazione con Unicoop Firenze.
«Mi sono avvicinata a quest'esperienza con il desiderio di promuovere rapporti solidali - sostiene Viviana Quaglia, una delle fondatrici del gruppo di via Carlo del Prete insieme a Maria Antonia Gronchi - e ho constatato che la banca si fonda su un principio di solidarietà non a senso unico come quello che regola il volontariato, ma in ogni caso vitale e entusiasmante. Cos'è una banca del tempo, del resto, lo si capisce bene nella concretezza di ogni giorno, entrando nel vivo dell'esperienza. Le attività che si scambiano non sostituiscono il lavoro professionale. Si tratta infatti di 'piccole' azioni che il mercato non considera e che per la loro flessibilità e dinamicità non potrebbero comunque essere organizzate».
«La banca del tempo - prosegue Viviana Quaglia - è anzitutto un luogo accogliente, dove costruire rapporti di tipo amichevole come potevano essere un tempo i rapporti con chi abitava nella stessa strada o con chi aveva figli nella stessa scuola. Nel nostro gruppo, attualmente siamo in undici e contiamo di coinvolgere almeno una trentina di persone, abbiamo iniziato la sperimentazione la prima domenica di giugno con una visita guidata in città. Sono circolati così i primi assegni e a settembre contiamo di poter aprire uno sportello nella nostra zona, quella di Firenze nord-ovest: la sede sembra quasi certa, il resto lo sperimenteremo cercando di trovare insieme delle soluzioni».

Per saperne di più
'La Banca del Tempo. Come organizzare lo scambio. I valori, i principi, i protagonisti' di Rosa Amorevole, Grazia Colombo, Adele Grisendi. (Franco Angeli editore).

Le Banche del tempo in Toscana

Poche e semplici regole per ridurre i rischi:

Arezzo - Presso la sede dell'associazione Nuove Economie, Tel. 0575/23058.
Certaldo - Sede provvisoria in via 2 giugno 30, tel. 0571/660117.
Firenze - Per informazioni telefonare a Cristina Bevilacqua, Ufficio spazi e tempi del Comune, tel. 055/2768094-2768388, fax 2768075. Sportello nella zona di S. Croce presso la sede del Comitato di quartiere n. 1 (giovedì ore 17-19, tel. 055/2767618). L'Ufficio spazi e tempi del Comune organizza una serie di incontri informativi (settembre-dicembre) e due corsi di formazione per promotori.
Empoli - Presso l'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune, tel. 0571/73651.
Lucca - Presso l'Auser, tel. 0583/91330 (martedì ore 17.30-20; venerdì ore 17.30-19).
Prato - Il gruppo promotore si riunisce presso la sede della Cgil, tel. 0574/4591.
Scandicci - 'La bottega del tempo', presso l'Informagiovani del Comune, tel. 055/2590189 (martedì ore 17-19).
Sesto Fiorentino - Gruppo promotore presso l'associazione Olimpia De Gouges, tel. 055/4487346.
Volterra - Via Roma, tel. 0588/86438 (martedì e giovedì ore17-19; mercoledì, venerdì, sabato ore 10.30-12.30).