700 anni dalla nascita di Boccaccio. La modernità del linguaggio del grande certaldese

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Gennaio 2013    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Sull'opera di Boccaccio possiamo dire di conoscere tutto o quasi: alcuni suoi lavori sono giunti fino a noi nella versione originale e autografa. Possiamo ripercorrere quasi passo per passo la sua produzione letteraria, dai primi lavori poetici in latino e in volgare, scritti a Napoli, alle ultime riflessioni esistenziali nel suo ritiro di Certaldo.

Dobbiamo questa profonda conoscenza dell'opera boccacciana grazie soprattutto allo studio e alle ricerche di Vittore Branca, il grande filologo e studioso (nato nello stesso anno di Boccaccio ma seicento anni più tardi), che ha dedicato gran parte della sua esistenza a fare luce e stabilire punti fermi sulle creazioni dell'autore del Decamerone.

Invece, come per contrappasso, poco sappiamo del suo passaggio terreno. Sulla sua nascita conosciamo solo l'anno, appunto il 1313, ma ci sono ignoti il giorno, il mese e perfino il luogo. Ancora gli studiosi sono a domandarsi se sia nato a Firenze oppure a Certaldo o addirittura a Parigi, frutto di una fugace relazione fra suo padre Boccaccio (o Boccaccino) di Chellino e una aristocratica della corte francese.

Anche sulla donna della sua vita, la leggiadra Fiammetta, poco si sa. Potrebbe essere stata una giovane vissuta alla corte napoletana di Roberto d'Angiò (forse una sua figlia illegittima?), come una pura creazione dell'immaginazione del Boccaccio; nessuno può affermarlo con certezza. Del resto tutto o quasi tutto della sua vita affettiva e sentimentale è avvolto in una fitta nebbia nella quale è difficile separare il vero dal falso, ciò che è provato dai documenti da quello che è frutto della fantasia dei posteri.

Che si sia sposato non esistono le prove; sembra però che nel 1358 sia morta una sua figlia di nome Violante, e questo lascerebbe supporre che Boccaccio abbia in qualche periodo della sua vita, costituito un nucleo familiare.

Anche sulla sua esistenza oltre la vita sussistono vari punti oscuri. Sappiamo che morì a Certaldo il 21 dicembre del 1375 e che fu sepolto nella chiesa oggi intitolata ai santi Jacopo e Filippo; ma sappiamo anche che, con la riforma leopoldina del 1783, le sue spoglie vennero "trasportate e sparse nel cimitero della chiesa prioria". Nei primi anni del secolo scorso si credette di aver ritrovato il suo teschio celato in una parete della casa che aveva abitato negli ultimi anni, ma ulteriori esami hanno escluso questa eventualità.

Fra le informazioni inoppugnabili resta comunque l'anno della sua nascita, ed è su questa certezza che si è lavorato per alcuni mesi nell'intento di commemorare in maniera consona il grande concittadino.

 

Le iniziative

Un comitato - composto da rappresentanti di Regione e Provincia, dei Comuni di Firenze, Certaldo e Fiesole, dell'Ente Boccaccio -, è stato incaricato di stilare una serie di iniziative che copriranno tutto l'arco dell'anno per l'anniversario di Boccaccio.

Un primo progetto è la pubblicazione di un libro (curato dall'ex presidente dell'Ente Boccaccio, Massimo Gennari) che, in forma di racconto, ripercorre i luoghi toscani della vita e delle opere del poeta certaldese.

È prevista anche un'opera multimediale che prende spunto da quello che è considerato il primo romanzo psicologico Elegia di Madonna Fiammetta, per proporre un "viaggio pittorico, fotografico e performativo", curato dall'artista Cinzia Fiaschi.

Il Museo Pecci di Prato organizza alcune mostre nelle quali, fra l'altro, verranno esposte opere pittoriche realizzate fra il 1967 e il 1997 da artisti quali Campigli, Guttuso, Levi, Manzù, Maccari, Mafai, Sassu... Saranno esposti anche i lavori di giovani artisti chiamati a cimentarsi su temi boccacciani.

Si è inoltre organizzato un convegno internazionale che riunirà i maggiori studiosi di musica medievale. Nell'occasione si eseguiranno anche concerti di musica medievale e rinascimentale.

Per tutto il 2013, con cadenza mensile, si organizzeranno nei locali di Casa Boccaccio, letture tratte dal Decamerone a cura  dell'Oranona Teatro. Continuerà anche - ormai si ripete da quindici anni - uno spettacolo che "si ispira alle opere del poeta e porta in scena attraverso tutte le arti del teatro, recitazione, danza, musica, combattimenti eccetera, circa 180 fra attori, acrobati e figuranti" e che coinvolge l'Associazione culturale Elitropia.

Ultima iniziativa - ma non per importanza - è la costituzione, nell'ambito del "Premio letterario Giovanni Boccaccio", di una sezione riservata agli studenti del circondario Empolese-Valdelsa e del Comune di Firenze che saranno invitati a elaborare un proprio racconto sulla falsariga delle novelle del Decamerone. La speranza e l'auspicio è che si palesi un nuovo Boccaccio del XXI secolo.

 

 

L'INTERVISTA
Dalla poesia alla prosa

Quest'anno il poeta e letterato di Certaldo verrà ricordato con una serie di iniziative in tutta la Toscana (alcune anche fuori). Ne parliamo col professor Stefano Zamponi, ordinario di Paleografia latina all'università degli studi di Firenze e presidente dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio.

 

Qual è stata l'importanza di Giovanni Boccaccio per la nostra lingua?

«Boccaccio è il letterato che ha dato piena dignità letteraria alla prosa italiana: prima di lui infatti la grande letteratura in volgare era soprattutto poesia, si pensi a Dante con la Commedia e Petrarca con il Canzoniere. Inoltre Boccaccio ha inventato una prosa ricca di sfumature, anche linguistiche, con l'uso di forme dialettali».

 

Qual è il suo valore culturale e sociale?

Boccaccio è il narratore di un nuovo ceto sociale molto ampio (da quella che oggi chiameremmo «borghesia degli affari», fino ai piccoli artigiani, ovvero gli uomini liberi all'interno dei liberi comuni), esalta i valori spirituali più alti dell'uomo (che si potrebbero riassumere nel concetto di «cortesia»), e insieme diventa il paladino di una sostanziale parità fra uomo e donna. Presenta un'umanità fortemente radicata nella sua concreta carnalità, vista con un occhio spesso divertito e sempre indulgente.

 

Molte saranno le celebrazioni per questo anniversario. Quale sarà dunque il fil rouge che unirà questi eventi?

Sicuramente la volontà di far fruire Boccaccio a tutti i livelli: dal coinvolgimento delle scuole, al territorio (con gli itinerari), alle manifestazioni popolari, alla ricerca storica, linguistica, filologica, con un nuovo esame approfondito di tutti i manoscritti più significativi.

 

[Rossana de Caro]

 

 

Casa Boccaccio

Il meglio del Decameron in versione integrale, Venerdì 11 gennaio, ore 21.30, parte il progetto speciale "Si racconta le novelle del Boccaccio", con la lettura integrale della prima novella della prima giornata del Decameron, quella di Ser Ciappelletto, una beffa che fa sì che un uomo di malaffare riesca, in punto di morte, a farsi credere e adorare come santo.

Il progetto è ideato da L'Oranona Teatro, regia di Carlo Romiti. Le letture si svolgeranno ogni secondo venerdì del mese a Certaldo, in Casa Boccaccio, da gennaio a ottobre, ogni mese una novella di una diversa giornata, dalla prima alla decima, una sorta di "il meglio del Decameron".

 

 

Nelle foto, a partire dall'alto:

  • Boccaccio, affresco. Palazzo Arte Giudici e Notai, Firenze (Foto g.c. U. Montano)
  • P. Benvenuti, Boccaccio nel suo studio, XIX sec.
  • Certaldo alto

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