Torna Il dì di festa, domenica 20 marzo

Scritto da Laura D'Ettole |    Marzo 2011    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

 

La quarta edizione di eventi, escursioni, visite guidate alla riscoperta della ricchezza culturale in Toscana, si terrà domenica 20 marzo.
Il tema portante di questa iniziativa organizzata da Unicoop Firenze in collaborazione con le cooperative culturali toscane aderenti a Legacoop sarà quello dell'unità d'Italia nell'accezione più libera e ampia possibile. Le attese, mentre si tirano le fila delle tre edizioni passate, sono per un'altra puntata di successo.
«Al di là delle cifre è stata molto positiva la valutazione degli utenti, che hanno ben compreso e apprezzato il valore culturale dell'iniziativa» fa sapere Olmo Gazzarri, dell'associazione toscana delle coop di produzione lavoro. Il secondo Dì di festa, quello di domenica 16 gennaio (il terzo mentre scriviamo è ancora in fase di realizzazione), ha visto 28 eventi in programma e più di 800 presenze. Quelle con prenotazione e indicazione di numero massimo di partecipanti erano 17 in totale: fra queste, 12 hanno registrato il tutto esaurito e in molti casi (viste le tante richieste) sono state formate liste d'attesa per il mese successivo. Le prenotazioni telefoniche sono state oltre 750, i contatti complessivi più di 1500.


Il merito del successo de Il dì di Festa
è, indiscutibilmente, anche l'offerta estremamente originale e inedita di queste proposte sparse in tutta la regione e realizzate da soggetti, le cooperative culturali, che conoscono a menadito il proprio territorio. Veri e propri presìdi sparsi in paesi e borghi che pur facendo parte della memoria culturale del mondo, si inseriscono con difficoltà nelle rotte turistiche tradizionali. Con la loro presenza, questi soggetti imprenditoriali spesso di nascita recente, non solo contribuiscono a mantenere vivo il passato, ma offrono opportunità di occupazione a giovani, donne, laureati che oggi in Italia purtroppo sono sempre più emarginati dal mondo del lavoro. E meno male che qualcuno ha il coraggio di dire che la cultura non si mangia, e non interessa a nessuno!


La Sinagoga di Firenze

Età media fra i 30 e i 40 anni, donna (per oltre il 50%), laureata in storia dell'arte, agraria, geologia. È un po' questo l'identikit prevalente dell'operatore della cooperativa di servizi socio-culturali aderente a Legacoop. Sono una quarantina, queste imprese, hanno in media 25 addetti, producono annualmente circa 40 milioni di fatturato e occupano mille persone (il 90% sono soci che lavorano). Si occupano di mostre, musei, pinacoteche; in una parola, di promozione e tutela del patrimonio artistico. Per loro, la formula cooperativa è stata una vera e propria opportunità imprenditoriale che ha consentito di non abbandonare le proprie radici per "cercar fortuna" altrove. Sono nate soprattutto negli anni '90: da Montelupo, a Cortona, a Massa Marittima, a Chiusi. Lavorano con le scuole, promuovono il territorio, moltiplicano ricchezza, se è vera la formula del presidente di Confindustria fiorentina Giovanni Gentile, secondo cui ogni 100 euro investiti nel settore culturale si attivano 249 euro di Pil nel sistema economico regionale.


«L'iniziativa de Il dì di festa ci interessa non tanto dal punto di vista dei ricavi immediati - sottolinea Riccardo Vannini, responsabile delle coop di servizi culturali di Legacoop -, ma piuttosto per la costruzione di una rete stabile con il milione e passa di soci che fa riferimento a Unicoop Firenze». Un "volano" economico che può offrire stabilità, introiti, continuità e visibilità ad un mondo culturale "minore", che tale non è.
Qualche esempio? Anghiari, luogo della famosa battaglia del 1440 celebrata dal genio di Leonardo, è un borgo fra i più belli d'Italia abitato da poco meno di seimila persone. Qui è nata una coop (Cooperativa Toscana d'Appennino) che organizza gli eventi culturali del territorio.


La Madonna del Parto di Piero della Francesca

Per Il dì di festa di gennaio e febbraio
ha accompagnato i visitatori attraverso le "Memorie celate, ovvero la preistoria di Anghiari" oppure conduce per mano di fronte a una delle opere più misteriose e emozionanti di Piero della Francesca, La Madonna del Parto a Monterchi. Oppure la coop Itinera, nata a Livorno e organizza il giro dei "fossi" cittadini in battello e la visita alla cantina del maestro d'ascia.
Insomma, i luoghi non saranno le più note mete del turismo di massa, ma la creatività e l'inventiva per ridare loro nuova visibilità si è ormai messa in moto.

L'iniziativa de Il Dì di Festa ha adesso anche un proprio sito, continuamente aggiornato con date e riferimenti geografici di tutti gli eventi:

www.ildidifesta.it