Pisorno, prima città del cinema italiano, in una mostra a Palazzo Blu di Pisa

Scritto da Andrea Marchetti |    Maggio 2016    |    Pag. 38

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Sophia Loren in "Madame Sans-Gêne", di Christian-Jaque, 1961 - Foto Angelo Frontoni, Cineteca Nazionale - Museo Nazionale del Cinema

La mostra

Prima ancora che a Cinecittà, il grande cinema italiano si faceva a Tirrenia, frazione marittima del Comune di Pisa fondata nel 1932 (la prima fra le nuove città volute dal fascismo) dove in precedenza c’erano pinete a perdita d’occhio cantate da D’Annunzio, che frequentava quei luoghi, in La pioggia nel pineto.

Gli studi cinematografici Pisorno di Tirrenia (così chiamati perché a metà strada fra Pisa e Livorno) furono per un periodo i più importanti d’Italia.

La mostra “Tirrenia-Città del cinema, Pisorno/Cosmopolitan 1934-1969”, ospitata al Palazzo Blu di Pisa fino al 3 luglio, ne celebra la nascita, lo sviluppo e il periodo d’oro fino alla definitiva chiusura, nel 1969.

A Palazzo Blu sono esposti costumi di scena, locandine, ritratti, foto di divi, macchinari, parti di sceneggiature, spezzoni e immagini dei film girati negli studi di Tirrenia in cui, nel corso degli anni, hanno lavorato Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Vittorio Gassman, Vittorio De Sica, Elio Petri e Sergio Corbucci.

Si parla di una parte fondamentale della storia del cinema italiano, e non solo, ma anche di un importante spaccato di storia italiana, spesso rappresentata proprio attraverso i film.

Gli studi Pisorno furono costruiti nel 1934 per volontà di Giovacchino Forzano, drammaturgo e librettista di successo. La prima produzione fu, nel 1935, il film Campo di maggio. Gli stabilimenti, progettati da Antonio Valente, erano modernissimi e pensati per essere totalmente autarchici, in grado di sopperire a tutte le esigenze di produzione, dalla pellicola al prodotto finito.

Dal 1935 agli anni della seconda guerra mondiale, a Tirrenia si girarono circa 80 film. Negli anni della guerra gli studi furono occupati prima dai tedeschi e poi dagli Alleati, che li usarono come magazzini militari.

Dopo la guerra, gli studi ripresero, ma con minor successo, la loro attività; nel 1961 la Cosmopolitan Film del produttore cinematografico Carlo Ponti acquistò gli studi, cambiandone il nome da Pisorno a Cosmopolitan. Ai Cosmopolitan furono girati film importanti con attori, attrici e registi di successo.

Tuttavia, soprattutto per la concorrenza di Cinecittà (fondata nel 1937) i Cosmopolitan Studios cessarono l’attività nel 1969. Nel 1987, per il loro film Good Morning Babilonia, i fratelli Taviani ricostruirono negli studi di Tirrenia una piccola Hollywood di inizio secolo. Gli studi di Pisorno sono ora in ristrutturazione e gli edifici, in gran parte, diventeranno alberghi.

«L’avventura degli stabilimenti di Tirrenia - dice Giulia Carluccio, professore ordinario di Storia del cinema all’Università di Torino - riguarda alcuni decenni cruciali del Novecento. Analizzando la storia degli stabilimenti Pisorno, si ripercorrono i grandi snodi del cinema italiano sonoro del secolo scorso, sullo sfondo della Storia, degli eventi politici, delle modificazioni sociali e del costume degli italiani. La mostra ha voluto raccontare il cinema di Tirrenia incrociando la prospettiva locale con quella nazionale, attraverso una molteplicità di documenti che illuminano il lavoro della filiera produttiva di Tirrenia, con il riferimento ai registi, ai divi, alle maestranze e ai generi che, in modi diversi e variegati, hanno reso grande il nostro cinema».

L’esposizione di Palazzo Blu, curata da Giulia Carluccio, è organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu di Pisa in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino.

L’ingresso alla mostra è gratuito. Orari di apertura: dal martedì al venerdì 10-19; sabato e domenica 10-20.

Info: www.palazzoblu.it

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