Annita ha voluto la carta elettronica per pagare la spesa

Scritto da Laura D'Ettole |    Aprile 2012    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

(Annita, socia Unicoop Firenze - Foto di D. Tartaglia)

«Mi hanno voluto tutti tanto bene e tutti mi dicevano: tu non devi morire. Così ho fatto!». Promessa mantenuta. Annita, classe 1910, fiorentina di nascita, ha 102 anni ed è socia, più anziana di Unicoop Firenze stessa, iscritta da sempre.
Per Annita gli informatici di Integra, la società che gestisce la carta socio abilitata al pagamento elettronico della spesa, hanno dovuto fare gli straordinari: infatti nel modulo/contratto erano previste due sole caselle per l'età. "Chi può chiedere una carta elettronica a 100 anni?" si erano probabilmente chiesti. Annita! E i sistemi erano andati in tilt, ma poi sono stati riadattati a questo fenomeno di longevità.
Annita è iscritta al libro soci della Coop dal 1971, ancor prima dell'anno che fu pietra miliare, quel 1973 in cui la fusione fra le due cooperative di Firenze e di Empoli dette vita alla maggiore coop di consumo italiana.
«Io ho sempre fatto la spesa alla Coop. Ancora oggi ci vado due volte la settimana». Da sola? «Certo, da sola e a piedi. Qualche volta mi faccio accompagnare, ma poi faccio tutto da sola perché sono incontentabile. Mangio di tutto. Perfino la panna con i cialdoni...». Annita, lo dice senza modestia, è una grande cuoca perché ha imparato da suo padre. «Il babbo era il primo cuoco di Cencio di Borgo San Lorenzo... Come, non lo conosce? È roba di prima categoria».


Annita arriva al negozio Coop dove tutti la conoscono e la vogliono aiutare. Lei declina gli aiuti con gentilezza. È sempre vivace. Saluta, sorride a tutti. Ora ha anche una fiammante carta socio Spesa In, e quindi non ha bisogno di contare gli spiccioli... una bella comodità.
È nata a maggio nel 1910, appena in tempo per vedere gli ultimi scorci della belle époque. Aveva due anni quando, nel 1912, affondò il Titanic. Poi, nulla fu come prima: «Il Piave mormorò», canticchia. Ha passato due guerre mondiali, una dittatura «terribile e paurosa, più della guerra». Ha fatto di tutto per mantenersi: «Il lavoro è uno dei miei ricordi più belli: ho iniziato a 17 anni. Ho fatto il "plissé" per gli abiti di moda, l'infermiera, la macellaia. Ho smesso di lavorare a 75 anni». Musica per le orecchie degli enti previdenziali. Annita ha vissuto una vita complicata, per 94 anni insieme alla sorella Alina, che ora non c'è più. Non si è mai voluta sposare, ma ha una folla di nipoti, pronipoti di primo e secondo grado. E un gatto, Chicco, «che sembra un cane per tutti i bacini che mi dà e mi fa tanta compagnia. La sera, prima di andare a letto, se non gli ho dato la buona notte protesta e mi tocca alzarmi di nuovo... Senta, ha altro da chiedermi? Ho furia, devo andare a farmi da mangiare. Mi richiami eh, mi richiami!». Tanti auguri, signora Annita.