Come difendersi dai raggi nocivi

Scritto da Alma Valente |    Giugno 1998    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Sotto il solleone
Spiagge nostrane, mari tropicali o paesaggi montani? Sono solo dettagli dopo un lungo inverno passato in città. Quello che conta è la voglia di rigenerarsi nel caldo abbraccio dell'estate: luce, sole, aria aperta e una bella abbronzatura. Ma attenzione perché il sole nasconde anche un'altra faccia, quella 'negativa', e senza le dovute precauzioni può far scontare la temporanea gioia della tintarella con eritemi, macchie e invecchiamento precoce della pelle.

Attenti agli Uv
Della vasta gamma di radiazioni solari che arrivano sulla terra, quelle ultraviolette (Uv) sono indubbiamente le più aggressive. A differenza infatti delle infrarosse, che producono esclusivamente calore e solo in casi particolari possono causare il pericolosissimo 'colpo di sole', le Uv sono responsabili dell'abbronzatura, ma anche di guai molto più seri per la nostra pelle. In particolare quelle di tipo B, che colpiscono gli strati superficiali dell'epidermide provocando eritemi e scottature, e quelle di tipo C, le più pericolose perché responsabili di alcuni tipi di cancro della pelle. Ma anche gli ultravioletti di tipo A, quelli con minore energia, possono essere molto insidiosi. Superando lentamente la barriera epidermica, fino agli strati più profondi del derma, sono i principali responsabili di quello che oggi viene definito 'invecchiamento cutaneo precoce'.

Come difendersi
La prima protezione contro i raggi nocivi ce la fornisce proprio il nostro corpo. All'azione del sole, infatti, la pelle reagisce con un aumento di traspirazione, con un ispessimento cutaneo e con la produzione di melanina. Un pigmento di colore bruno, che oltre a donarci la tintarella assorbe, riflette e diffonde le radiazioni ultraviolette, impedendo loro di entrare in profondità nella cute. Solitamente ci vuole qualche giorno prima che questo filtro naturale si formi: nel frattempo la pelle rimane indifesa andando soggetta, specialmente nei primi giorni di esposizione al sole, a scottature ed eritemi. E in ogni caso la melanina, da sola, non è sufficiente a proteggerci dai pericolosi raggi Uv.

Questione di pelle
Un valido aiuto ci viene dai filtri artificiali, sostanze in grado di assorbire le radiazioni nocive del sole entro una certa gamma di lunghezza d'onda. I filtri sono tanto più efficaci quanto maggiore è il loro indice protettivo. Per fare un esempio: se sappiamo che possiamo rimanere al sole per 10 minuti senza scottarci, utilizzando un prodotto con indice 2 possiamo prolungare il tempo di esposizione per 20 minuti; con un indice 4 fino a 40 e così via. Oggi, a differenza di qualche anno fa, i filtri sono molto più completi e il loro fattore di protezione si estende anche agli ultravioletti di tipo A.
Non bisogna dimenticare però che i filtri sono solo creme e che non tutti abbiamo le stesse reazioni. Il fattore di protezione di cui ognuno di noi ha bisogno dipende dalla capacità della nostra pelle di resistere alla luce (fototipo): soggetti con epidermide molto chiara e delicata, come i bambini e i biondi, devono usare particolari cautele, utilizzando prodotti a più alto indice protettivo. Un'altra accortezza da seguire è quella di rinnovare l'applicazione della crema in caso di bagni e docce frequenti e soprattutto di ricordarsi che il sole della Versilia non è certamente come quello dei tropici o dell'alta montagna.

Latte, crema o gel?
Sul mercato si trova una vasta gamma di oli, creme, latti e gel. I primi, indicati per le pelli più scure, resistenti o già abbronzate, hanno il vantaggio di essere più resistenti all'acqua e, grazie all'alto contenuto di grassi che comporta un aumento di lucentezza dell'epidermide, facilitano il passaggio dei raggi solari. Attenzione però, perché di solito hanno un fattore protettivo più basso e limitando la sudorazione in parte favoriscono le scottature. Le creme e i latti, grazie alla loro formulazione non untuosa che non lascia aderire la sabbia al corpo, sono i più acquistati. Sono facili da spalmare e disponibili in tutti i gradi di protezione ma, essendo solubili in acqua, hanno bisogno di essere rinnovati più volte durante l'esposizione al sole. Consiglio valido anche per i prodotti in versione gel, di solito reperibili sul mercato con uno schermo solare più elevato e adatti a chi ha la pelle grassa e impura.
Tra la vasta gamma di prodotti compaiono anche gli stick, destinati a essere utilizzati su zone circoscritte come labbra, zigomi, naso e mento, e le acque, rinfrescanti ed idratanti ma indicate solo per chi è già abbronzato.

Occhio ai prezzi
L'unica certezza, nel variegato mondo dei solari, è che il prezzo non è sempre proporzionale alla qualità e può aumentare, anche in maniera rilevante, a seconda delle categorie di negozi. A parità di marca, infatti, si registra una notevole differenza fra i prodotti venduti presso i supermercati e quelli reperibili nei negozi tradizionali; i più cari in assoluto sono quelli venduti esclusivamente in farmacia. Come regolarsi dunque? Facendo particolare attenzione ai prezzi perché, preso dall'euforia delle vacanze, il consumatore tende a non fare confronti e ad acquistare dove si trova. E questo, spesso e volentieri, si traduce in un'alterazione del mercato oltre che a un impoverimento del nostro portafoglio.