Bici-ambulanze per i vigili urbani per i primi soccorsi

Scritto da Andrea Marchetti |    Giugno 2011    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Pisa sarà la prima città italiana ad essere provvista di bici-ambulanze, munite di defibrillatore, affidate in dotazione alla Polizia municipale che opera nel centro storico.
Le biciclette, infatti, saranno equipaggiate con un Dae (Defibrillatore automatico esterno), un pallone rianimatore (pallone "ambu"), cannule di Guedel, una maschera facciale ed una bomboletta di ossigeno. In questo modo si potranno salvare le persone colpite da arresto cardiaco, una situazione in cui l'intervento tempestivo dei soccorritori è fondamentale.
La conformazione delle nostre città e dei centri storici, però, non permette un facile accesso con veicoli a motore alle aree pedonali. Con biciclette attrezzate, invece, sarà possibile fronteggiare situazioni in cui la velocità d'intervento fa la differenza: si calcola, infatti, che in Italia le cosiddette morti improvvise siano circa 70.000 all'anno. Nel 90% dei casi tutto sorge da una aritmia cardiaca, a causa della quale la fibrillazione ventricolare ferma il cuore, provocando la perdita di coscienza.
Bisogna intervenire quanto prima con scosse elettriche controllate, la defibrillazione appunto, così da interrompere gli effetti dell'aritmia. Ogni minuto che passa, infatti, si perde circa il 10% di possibilità di salvare chi è stato colpito da infarto.

Dopo cinque minuti potrebbero già verificarsi danni cerebrali irreparabili. Dieci minuti, invece, è il tempo limite oltre il quale ogni tentativo di rianimazione diventa vano.
Un'ambulanza attrezzata, però, ha un tempo di intervento di circa 10 minuti, ai quali bisogna sommare altri 5 o 6, necessari per chiamare i soccorsi: la defibrillazione fatta per tempo, dunque, può essere l'unica speranza di salvezza.
Per questo sono stati ideati e costruiti i defibrillatori automatici pubblici, prima diffusi negli Stati Uniti ed in altri Paesi europei ma, da oggi, anche in Italia, a partire da Pisa: lo scorso 24 marzo, infatti, l'associazione Idee per Pisa ha donato all'amministrazione comunale (grazie anche al contributo della famiglia pisana Bartalini Chiaranda, in ricordo della signora Mirella) la prima bici-ambulanza, affidata ai vigili urbani.
Il Comune ha programmato l'acquisto di altri defibrillatori (costano 1200 euro l'uno) e prima della bella stagione, quando la città della Torre Pendente sarà piena di turisti, sarà attiva una pattuglia di vigili urbani dotati di bici-ambulanza: un servizio utile per la sicurezza e la salute di turisti e cittadini. I vigili urbani stanno seguendo un corso di formazione tenuto dal dottor Maurizio Cecchini, specialista in cardiologia della medicina d'urgenza ed animatore della campagna contro la morte improvvisa: grazie a Cecchini, infatti, dal 2007 è attivo un defibrillatore presso uno stabilimento balneare di Tirrenia, mentre altri 20 sono sparsi in luoghi pubblici di Pisa e dintorni. Sull'esempio di Pisa altre città italiane hanno programmato interventi simili: nel mese di giugno, è la volta di Bergamo.