Cos'è, come è gestito e come si accede al prestito sociale

Ma sono sicuri i soldi prestati alla Coop? Come sono gestiti? Chi fra gli oltre duecentomila soci prestatori non si è posto questa domanda scorrendo le pagine dei giornali, qualche mese fa, quando quotidianamente apparivano le notizie legate a Consorte e all'operazione Unipol-Bnl?
Su questo ultimo punto c'è una premessa da fare: Unicoop Firenze non ha partecipato fin dall'inizio al progetto di scalata di Bnl e non ha alcun impegno finanziario in questa direzione. Questo perché il gruppo dirigente della cooperativa non ha condiviso l'operazione Unipol-Bnl, a cominciare dalle premesse: «Il no della nostra cooperativa a Consorte è venuto ancora prima dell'Opa su Bnl: non ci trovavamo d'accordo sul modo di gestire l'Unipol. Per questo una parte del mondo cooperativo toscano non ha voluto aderire all'aumento di capitale necessario per portare in porto quella operazione», ha detto Turiddo Campaini in un'intervista apparsa lo scorso mese sull'Informatore. Quindi una concezione diversa della rappresentanza degli interessi della cooperazione che «non possono essere delegati a nessuno e devono essere verificati collegialmente», ha sottolineato Campaini.

I numeri
Unicoop Firenze gestisce un prestito che nel 2005 ha raggiunto quota 2,6 miliardi di euro e riconosce ai soci il 2,0125% di interessi netti (2,30% lordi). I soci prestatori sono cresciuti anche lo scorso anno di oltre il 4%, segno evidente che molte famiglie toscane ritengono che questa sia una forma di remunerazione conveniente per il proprio risparmio. In effetti il prestito sociale di Unicoop Firenze ha un rendimento più alto rispetto ad altri prodotti di liquidità - dai libretti di risparmio postale ad altri molto pubblicizzati in televisione - come riconosceva un articolo apparso qualche mese fa su Sole 24 ore, autorevole giornale economico.
«Va bene, sarà più alto. Ma è sicuro?», si chiedono comunque le famiglie con insistenza. Non basta rispondere semplicemente sì. Le rassicurazioni vere provengono da due fattori essenziali: un sistema di controlli normativi che tutela il socio e la solidità patrimoniale della cooperativa.

Storia e garanzie
Il prestito sociale viene da lontano: dalla nascita del movimento cooperativo, oltre 150 anni fa. I criteri che lo ispiravano erano legati al fatto che la cooperazione degli inizi non aveva capitali propri per funzionare, crescere e svilupparsi. Ancora oggi il prestito non è una gestione del risparmio. Le risorse che il socio affida alla cooperativa consentono un rapporto diretto fra azienda e risparmiatore, con un duplice vantaggio: per la cooperativa, che non deve ricorrere a costosi intermediari finanziari (leggi banche) per ampliare e sviluppare la propria rete di vendita e la propria attività, e per i soci, che così riescono a spuntare rendimenti più alti.
Sugli strumenti finanziari delle cooperative vigila la Banca d'Italia. In particolare il prestito sociale è regolamentato dalla deliberazione del Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) del marzo 1994 e dalle istruzioni della stessa Banca d'Italia. In queste disposizioni si stabilisce l'ammontare complessivo del prestito che le cooperative possono raccogliere in relazione alla loro solidità patrimoniale, e si definiscono le garanzie per il socio prestatore. E poi c'è la sicurezza della solidità finanziaria di Unicoop Firenze. Basta un dato per tutti: il patrimonio netto della cooperativa ammonta a 824 milioni di euro, dato del bilancio consuntivo 2004. Oltre 1600 miliardi di lire...

In pratica
Il limite massimo per ogni libretto di prestito sociale, dal 1° gennaio 2005, è di 30.000 euro. Non ci sono spese di chiusura, né di tenuta conto; il deposito inoltre non è vincolato e il socio ne può disporre a semplice richiesta.
La raccolta è riservata esclusivamente ai soci iscritti da almeno tre mesi nel libro soci, come prescrive la normativa. La cooperativa, dopo la stipula di un contratto scritto, emette una (e una sola) scheda nominativa non trasferibile intestata esclusivamente al socio prestatore. A quest'ultimo resta in mano un libretto in cui vengono segnati tutti i movimenti di denaro effettuati nel tempo. Le somme versate con assegni di conto corrente sono disponibili dopo l'accertamento del loro "buon fine", e comunque non prima di 25 giorni.
Il prelievo (parziale o totale) per legge può essere effettuato in seguito a preavviso (anche telefonico) di 48 ore, ma di fatto la cooperativa ha anche la facoltà di effettuare il prelievo contestualmente alla richiesta. Il rimborso in contanti può avvenire nei limiti della disponibilità nel punto vendita e comunque entro i confini imposti dalla legge antiriciclaggio.
Per prelevare e versare il socio può delegare un'altra persona, che a sua volta potrà cumulare fino ad un massimo di cinque deleghe redatte su apposito modulo.
In caso di variazione sfavorevole del tasso d'interesse il socio può recedere dal prestito alle precedenti condizioni, purché ciò avvenga entro 15 giorni dalla data della comunicazione mandata per lettera dalla cooperativa. Una volta all'anno viene fornita una comunicazione, con il dettaglio delle operazioni effettuate dal socio.
In caso di smarrimento della scheda di prestito occorre farne denuncia alle autorità: la cooperativa provvederà a bloccare il conto ed emettere il duplicato.

Gli investimenti
I capitali disponibili sono investiti, prima di tutto, per l'attività della cooperativa e quindi sono impiegati in immobili, terreni, attrezzature, merci e strumenti per i punti vendita. Grazie a queste risorse la cooperativa ha potuto avere negli ultimi dieci anni un forte sviluppo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti i soci: ipermercati, centri commerciali, supermercati. Immobili di valore, con grandi aree di parcheggio; un patrimonio ricco e che vale già più di quanto è costato.
Oggi l'Unicoop Firenze non ha debiti verso le banche o istituti finanziari: gli unici finanziatori della cooperativa sono i soci prestatori, e il prestito sociale costituisce l'89,75% di tutti i debiti.
Grazie al prestito sociale, all'attività commerciale che genera liquidità e alle riserve accumulate con gli utili di questi ultimi venti anni, la cooperativa può disporre anche di una notevole quantità di denaro, che va gestita perché non perda di valore. Come nelle famiglie, insomma, si pone il problema di non lasciare le riserve in un cassetto o sul conto corrente. Per questo la gestione finanziaria della cooperativa è importante e vitale ed è da sempre improntata ad effettuare operazioni con la massima prudenza, per salvaguardare la propria solidità patrimoniale e gli interessi dei soci.
Unicoop Firenze ha sempre evitato investimenti che promettono alti rendimenti a scapito della sicurezza. Per questo non ha mai subito problemi dall'andamento capriccioso della borsa. Il 91% degli investimenti finanziari di Unicoop Firenze sono in titoli dello Stato italiano e titoli (non azionari) delle maggiori società europee dell'area euro. Tutti quotati e quindi prontamente liquidabili senza problemi.
Nello scorso mese di dicembre Unicoop Firenze ha aumentato la propria partecipazione alla banca Mps portando la propria quota al 2,427% (prima era l'1,5%), pari ad un investimento totale di circa 300 milioni di euro. Questa partecipazione fa parte di un più ampio progetto, che si sta sviluppando in sinergie operative destinate a creare nuovi strumenti finanziari per i soci. Ma anche dal punto di vista finanziario la partecipazione nella banca Mps è un buon investimento: ha un buon rendimento, è sicuro ed è destinato a mantenere ed incrementare di valore nel tempo.

LA RETE
80 sezioni per i soci

L'attività del prestito è svolta nei 6 ipermercati, 41 supermercati e 33 mini mercati, ma è presente anche uno sportello nella sede di via Santa Reparata, nel centro di Firenze.

Nella maggior parte dei casi l'attività è svolta dal box informazioni, mentre per le sezioni di prestito più frequentate e negli iper sono stati predisposti degli uffici appositi.

Le operazioni di prestito possono essere fatte in uno qualsiasi di questi punti, non solo dove si è aperto il libretto.

L'orario segue quello dell'apertura dei punti vendita con qualche limitazione: non si possono fare operazioni la domenica, le altre feste ed il mercoledì pomeriggio; in genere l'attività comincia un po' dopo l'orario di apertura del negozio, ha una pausa nell'ora di pranzo e chiude un po' prima delle vendite. Insomma, una rete capillare ed efficiente che rende il prestito sociale anche comodo e i propri soldi disponibili fino a sera e per tutta la settimana, sabato compreso.
Tutte le informazioni sul prestito (regolamento e orario delle sezioni) sono continuamente aggiornate sul sito www.coopfirenze.it

La valuta, sia per i prelievi che per i versamenti, decorre dal giorno stesso dell'operazione