La moneta elettronica. I pro e i contro delle varie carte

Senza contanti
Negli ultimi dieci anni la monetica è entrata diffusamente nelle abitudini di acquisto della gente. E così, oggi, il 20 per cento dei pagamenti nei punti vendita dell'Unicoop Firenze avviene senza contanti. Basta una carta (bancomat, Coop Card, carta di credito per gli Ipercoop) e l'addebito è fatto direttamente sul conto corrente in banca, senza bisogno di moneta contante.
Anche l'impresa commerciale ha dei vantaggi: meno denaro da trattare con diminuzione degli errori nel conteggio, minori problemi di resti e quindi maggiore velocità nelle operazioni di pagamento, con riduzione dei tempi di attesa alle casse.

Carte di credito
Il sistema è in apparenza abbastanza conveniente per il consumatore - si paga una volta al mese con un unico resoconto - ed offre servizi ed opportunità al titolare della carta, ma è molto costoso per l'esercente e quindi a lungo andare anche per il consumatore. Ecco perché alcuni operatori, che accettano tutte le forme di pagamento, garbatamente cercano di indurre l'utente ad usare il Pagobancomat. La commissione supera infatti abbondantemente l'uno per cento e quindi - specie per chi tratta generi alimentari, con ricarichi bassi sul prezzo di vendita - diventa un costo importante. Per questo motivo nei supermercati Coop non vengono accettate le carte di credito, mentre lo sono negli Ipercoop, che hanno nelle vendite una forte incidenza di generi non alimentari.

Bancomat
Il bancomat è la carta più diffusa in Italia. Oltre al pre-lievo di denaro contante presso gli sportelli automatici digitando il codice segreto personale (Personal Identification Number), consente anche il pagamento della spesa (Pagobancomat). All'inizio l'operazione lanciata dalle banche era gratis: nessun costo né per gli utenti né per gli esercenti più lungimiranti, che si sarebbero dovuti dotare solo di un Pos, piccolo congegno elettronico che sul filo della telematica consente di realizzare, in tempo reale, transazioni in migliaia di negozi.
Poi, meno di due anni fa, gli istituti di credito hanno cominciato a trattenere qualcosa: pochi soldi per le spese, spiccioli apparentemente. Ovvero quelle 20 o 25 mila lire l'anno a carico del titolare della carta sui consuntivi del conto corrente, e trattenute dello 0,20% per la grande distribuzione e i benzinai e dello 0,60% per tutti gli altri esercizi forniti di Pos.
Nelle scorse settimane la Cogeban, un'organizzazione dell'Associazione banche italiane, ha emanato un'apposita direttiva intitolata 'Convenzione per la gestione del marchio Pagobancomat', nella quale si invita gli istituti di credito ad unificare la percentuale a carico degli esercenti. Ossia per tutti un secco 0,53%: per la grande distribuzione è una percentuale che rappresenta quasi il triplo di quella attuale. All'occhio del consumatore queste percentuali possono apparire del tutto marginali; in realtà rappresentano un'incidenza importante. Il margine commerciale della cooperativa è intorno all'uno per cento, quindi se tutti i nostri soci pagassero la spesa col Bancomat circa la metà dell'utile passerebbe dalla cooperativa alle banche. E' chiaro che prima o poi questo nuovo costo finirà per riversarsi sul prezzo dei prodotti: in pratica chi paga alla fine è sempre il consumatore.
L'Unicoop Firenze si opporrà con forza all'ipotesi di aumento della commissione Pagobancomat, a tutela degli interessi dei suoi soci e clienti.
Sappiamo quanto sia forte il potere del sistema bancario italiano ed è per questo che sono preferibili strumenti di pagamento propri.

CoopCard
Tecnicamente è una 'carta di debito', al pari di quelle emesse da altre imprese di grande distribuzione. La CoopCard è gestita da una società del gruppo Unicoop Firenze, e i costi complessivi sono a carico della cooperativa. Anche se accade che l'utente si veda addebitare dalle banche spese per le operazioni in conto corrente.
I vantaggi della CoopCard sono essenzialmente due: contiene un micro-chip (una memoria) per cui funziona anche quando cade il collegamento telefonico; il consumatore non deve digitare un codice segreto, per cui può usare la carta con facilità e senza perdite di tempo. Con l'introduzione della CoopCard l'Unicoop Firenze ha effettuato un buon servizio per i suoi soci e clienti, maturando un'importante esperienza nel campo della gestione della moneta elettronica.

Monetica per i soci
La diffusione del pagamento senza contanti, nella rete di vendita Coop, riguarda per ora meno di un cliente su cinque. Noi vogliamo consentire ad un più alto numero di consumatori di fare la spesa senza contante e con risparmio di tempo. Ricordiamo che fra poco più di un anno ci sarà la sostituzione della lira con l'euro: i decimali costituiranno per tutti qualche problema in più. Per questo l'Unicoop Firenze ha realizzato un sistema innovativo che, nelle nostre intenzioni, dovrebbe fortemente incrementare l'uso della monetica.
Dal primo giugno i soci che ne faranno richiesta potranno addebitare direttamente sul proprio conto corrente bancario l'importo della spesa, utilizzando semplicemente la carta socio. Già oggi viene presentata la propria carta socio per partecipare alle offerte speciali riservate ai soci e per collezionare i punti della raccolta a premi.
In pratica la carta socio sarà una carta multifunzionale assai utile, comoda e a costi molto limitati e comunque contrattati con le banche dalla stessa Unicoop Firenze: una garanzia in più per i nostri soci.
Nazzareno Speca
Vicepresidente Unicoop Firenze

Occhio alla carta
Carta socio: troppi smarrimenti
E' solo un rettangolino di plastica, ma dev'essere tenuto con cura ed attenzione, come fosse denaro contante. Parliamo della carta socio, che ancora molti trattano con troppa disinvoltura e scarsa attenzione. Eppure già contiene i punti per ritirare premi di valore o anche per avere sconti sulla spesa, prodotti a prezzo speciale, ingresso scontato a mostre e concerti. Chi non la ritrova perde occasioni e soldi, quindi dev'essere trattata bene. Ora, poi, con la possibilità di poterla usare per pagare la spesa, diventa ancora più preziosa. Quindi attenzione: è da trattare come le banconote, la carta bancomat o quella di credito.