Il progetto per i bambini del Saharawi

Scritto da Isabella Puccini |    Giugno 2001    |    Pag.

Giornalista

Scuola nel deserto
L'ultimo conflitto coloniale d'Africa. Così lo chiamano i Saharawi. Che dal 1975 vivono in esilio, scacciati dal Marocco dai territori del Sahara occidentale. Hanno trovato rifugio nel deserto dell'Hammada, al confine con l'Algeria. Uno dei luoghi più inospitali della terra, dove in estate la temperatura supera i 55° e in inverno scende sotto lo zero.
Duecentomila i profughi che vivono in una condizione di accampamento permanente. Dove non esiste economia. Unica risorsa gli aiuti umanitari. Un popolo che, malgrado tutto, vive con grande dignità, mantenendo la tenace speranza di tornare nelle proprie terre.
La Repubblica araba Saharawi democratica si è organizzata in modo assai efficiente. I territori sono divisi in quattro province, ciascuna delle quali è suddivisa a sua volta in comuni e municipi. Una struttura molto ben organizzata, un modello di progresso sociale e civile di quello che sarà il futuro stato indipendente.
Caposaldo importantissimo per la società saharawi è l'educazione. L'obiettivo fondamentale è garantire un'istruzione per tutti, formare la popolazione per prepararla a gestire, organizzare e sfruttare le risorse del proprio paese quando sarà di nuovo libero. Tutti i bambini frequentano la scuola e nonostante le difficili condizioni non esiste analfabetismo tra i giovani. Per questo Coop, insieme all'Associazione nord-sud della provincia di Pisa, ha scelto di finanziare con un contributo di 100 milioni il miglioramento della condizione scolastica.
«Quando a novembre siamo andati in Saharawi, ci siamo resi conto che l'idea originaria di dotare l'accampamento di un gregge di pecore non sarebbe stata sufficiente a soddisfare la reale emergenza di questo popolo - dice Claudio Vanni, che ha seguito tutto il progetto per conto di Unicoop Firenze -. La cosa più urgente era intervenire sulla scuola, materialmente in condizioni disastrose, e sopperire alla mancanza di libri e di supporti didattici». La scuola media 12 ottobre è un edificio costruito con mattoni di argilla e sabbia nel bel mezzo del deserto. Qui studiano e vivono 3500 studenti tra gli 11 e i 14 anni, in condizioni igieniche assai precarie.
La pompa dell'acqua non funziona da anni, e l'acqua necessaria al fabbisogno della scuola viene trasportata con autocisterne dalla zona di Tindouf. Coop acquisterà una nuova pompa con tutta l'attrezzatura necessaria a farla funzionare, in modo da riportare l'acqua a tutto il campo. E così si rimetterà anche in funzione la piscina della scuola.
Altro obiettivo dell'intervento di solidarietà sarà dotare l'edificio scolastico di porte e finestre. Per proteggersi dai rigori notturni, infatti, i bambini le hanno murate. Ma perché mandarli a scuola proprio nel deserto?
«Il motivo principale è lasciare che gli spazi scolastici più vicini ai villaggi siano frequentati dagli studenti più piccoli - spiega Dan, rappresentante del Fronte Polisario in Toscana -; inoltre da noi non esistono le università. Gli studenti che intendono proseguire gli studi sono costretti ad andare all'estero: Cuba, Algeria, Libia, Europa. Vivere tutta la settimana lontani da casa, quindi, è anche un modo per abituarsi ad essere autonomi e responsabili».

Da Pisa al Sahara
Grazie all'impegno della sezione soci Coop di Pisa e dell'Associazione nord-sud, nei mesi scorsi nei punti vendita di Unicoop Firenze della provincia di Pisa sono stati raccolti 6.621 chilogrammi di prodotti alimentari in favore del progetto "Scuola 12 ottobre". Questo rilevante risultato è stato raggiunto attraverso la grande partecipazione all'iniziativa di soci e consumatori.

www.uncuoresiscioglie.it è l'indirizzo del sito dedicato alla campagna, con notizie "fresche" e tante fotografie