Nuovi e antichi samurai in mostra

Scritto da Edi Ferrari |    Marzo 2017    |    Pag. 36

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Armatura giapponese

Armatura periodo Edo - sec. XVIII 

EVENTI

Aprono al pubblico le nuove sale giapponesi del Museo Stibbert di Firenze; per l’occasione viene allestita una curiosa mostra dedicata al confronto tra i robot creati durante la seconda metà del Novecento e le armature medievali orientali ed europee delle collezioni Stibbert. “Robot Fever: il samurai nell’era dei chogokin” prende infatti in considerazione parte degli oggetti più rari e inconsueti raccolti da Stibbert nella sezione giapponese del suo museo, confrontandoli con i moderni robot ideati dai maggiori designer di giocattoli orientali ed americani.

La mostra ripercorre la storia e l’evoluzione del giocattolo nipponico, a partire dal successo interno fino all’esplosione del fenomeno a livello internazionale, grazie ai fumetti e ai film di animazione. Vengono così messi a confronto i vari elementi che costituiscono le armature dei samurai conservati nella collezione giapponese del Museo e l’interpretazione data dai designer: sarà un divertimento per collezionisti e appassionati ricercare nei personaggi dei robot gli elementi decorativi tratti dalla tradizione delle armature europee e giapponesi.

La sezione giapponese del Museo Stibbert è la prima grande collezione monotematica che nasce in Italia, intorno al 1870, e una delle prime al mondo al di fuori del Giappone. Stibbert fu folgorato dall’arte giapponese, che apprezzò per la prima volta durante l’Esposizione universale di Parigi nel 1867. Partendo da un piccolissimo nucleo di opere acquistate subito dopo l’esposizione parigina, Stibbert si impegnò sistematicamente, fino a pochi mesi prima della sua morte, per comporre l’attuale collezione giapponese. Il risultato è uno straordinario insieme di armi e armature, else e corredi di spada, oggetti d’arredo, rotoli dipinti, tessuti e costumi, la maggior parte dei quali di grande valore artistico e storico.

Le sale che ospitano la Sezione giapponese non erano state oggetto finora di alcun intervento conservativo; ultimamente avevano subito gravi danni per infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto. Gli interventi di restauro, finanziati dalla fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, hanno riportato al loro originario aspetto gli ornati che fanno da scenografico sfondo alle armature dei samurai, le vetrine e gli arredi. Nuovo anche l’impianto di illuminazione, grazie al contributo dell’azienda Targetti.

La mostra inizia ad aprile, con l’inaugurazione delle nuove Sale giapponesi, e chiude a settembre. Per i soci ingresso in convenzione all’intero percorso museale (6 euro invece di 8 euro). Il Museo Stibbert è in via Stibbert 26.

Info: 055475520, www.museostibbert.it


Museo degli Innocenti

Interno con putti

La novità più importante è l’esposizione dei due putti che, su indicazione della Sovrintendenza ai beni artistici e per il precario stato di conservazione, non sono stati rimessi in facciata, ma sono esposti nel museo.

Con il nuovo allestimento del Museo degli Innocenti e fino al 31 marzo i soci Unicoop Firenze, muniti di carta socio e documento di identità, avranno diritto al biglietto ridotto, in tutte le diverse tipologie, con l'indicazione di intero/ridotto: Small, Medium, Large, Extralarge, Family Small e Family Medium (l'elenco e i prezzi si trovano sul sito del museo www.istitutodeglinnocenti.it). Il biglietto per l’accesso semplice al Museo costa 7 euro, ridotto per i soci Coop 5 euro, con il noleggio dei supporti alla visita rispettivamente 10 e 8 euro a costo ridotto.



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