Dal 1º gennaio 2017 in vendita solo apparecchi con un nuovo decoder per il digitale terrestre

Televisori

Il mondo dei televisori è in agitazione: circolano a “varie frequenze”, sui media e nei punti vendita, informazioni più o meno corrette, tra il confuso e l’allarmato, su un’altra possibile rivoluzione a soli quattro anni dal completamento della prima (passaggio dall’analogico al digitale).

Tutto nasce dal fatto che, per lasciare spazio alle telecomunicazioni mobili in modalità 4G e 5G, in rapida crescita, la Ue ha chiesto da tempo ai vari governi di lasciare libera la “banda 700” (parliamo di MHz), cioè circa un terzo di quella oggi utilizzata per le trasmissioni televisive. Questo perché le comunicazioni terrestri via etere sono ideali per le connessioni con smartphone e tablet, e almeno in Italia, il digitale terrestre (non il cavo o il satellite come in altri paesi) è anche la piattaforma preferita dalle emittenti televisive.

Per ora il limite fissato dalla Commissione europea per questa “rinuncia di banda” delle tv è il 2020, con possibilità di slittamento al 2022. Questo implica la messa in commercio, già un po’ di tempo prima, di apparecchi televisivi idonei a ricevere un nuovo protocollo trasmissivo con un nuovo codec, a maggiore compressione, che serve per continuare a vedere quello che già si vedeva prima, ma su uno spettro più ristretto di un terzo.

Allo stato attuale e salvo proroghe, a partire dal 1° luglio la normativa italiana (decreto Milleproroghe, convertito in legge a fine 2014) prevede l’obbligo per i produttori di vendere ai distributori (e dunque anche a Coop) solo apparecchi di nuova tecnologia che abbiano un decoder integrato di tipo Dvb-T2 in sostituzione dell’attuale Dvb-T.

In più riporteranno in etichetta la sigla Hevc, che è il nome del nuovo codice di compressione (chiamato anche Mpeg 5) che va a rilevare l’attuale Mpeg 4-Acv usato per l’alta definizione. L’Hevc supporta l’ultra definizione fino a 8K.

La vendita al dettaglio di questi televisori con un “motore nuovo”, chiamiamolo così per semplificare – già presenti nei punti vendita e la cui diffusione aumenterà con le novità e le promozioni attese per l’estate –, diventerà obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2017 (salvo proroghe al momento non previste). Fino a quella data le due tipologie di tv digitali, di prima e seconda generazione, convivranno.

Va sottolineato che la materia è in evoluzione: le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra (“perché è sempre il consumatore a dover pagare i costi delle transizioni tecnologiche?”) ed è evidente che ci sono interessi ed equilibri in gioco da salvaguardare.

Il consumatore si trova davanti a un bivio. Da una parte acquistare un televisore già adeguato con le sigle Dvb-T2 e Hevc, dall’altra optare per un modello oggi comune di televisore, cioè un Dvb-T Mpeg 4 che trova ancora in commercio fino alla fine dell’anno, prima del pensionamento, a prezzi particolarmente scontati. In questo caso quando si dovrà tutti passare al nuovo sistema a risparmio di banda, il teleutente con una spesa non eccessiva dovrà dotarsi di un decoder digitale esterno di tipo Dvb-T2 Hevc. Per completezza d’informazione, va aggiunto che la vita media di un televisore oggi è calcolata intorno agli 8 anni.

Un escamotage, quello del decoder esterno, che sembrava consegnato all’album dei ricordi e che invece si ripresenta anche per chi ha già provveduto anni fa a cambiare apparecchio.

Le date

1° luglio 2016

i produttori devono mettere in commercio solo tv con digitale terrestre di seconda generazione Dvb-T2 Hevc

1° gennaio 2017

diventa obbligatorio vendere solo questo tipo di televisori

2020 (o 2022)

è la data del passaggio, in tutta l’Unione europea, delle frequenze al nuovo sistema che libera la banda 700

Le sigle

Dvb-T2

Il Digital video broadcasting - Terrestrial (Dvb-T) è lo standard del consorzio europeo Dvb per la trasmissione televisiva digitale terrestre. Il T2, messo a punto nel 2007, è lo stesso standard ma di seconda generazione.

Hevc

L’High efficiency video coding è lo standard video erede dell’Mpeg-4 Avc, di cui raddoppia il rapporto di compressione. Supporta l’ultra definizione fino a 8k e oltre (8192×4320).


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