I nuovi centri commerciali: alla ricerca del basso impatto ambientale e dell'aggregazione sociale

Scritto da Laura D'Ettole |    Luglio 2002    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Ritorna il "mercatale"
Centri commerciali che hanno al loro interno una piazza dove la gente passeggia e s'incontra. Dove gli impianti applicano le tecnologie più moderne per il risparmio energetico e dove, uscendo nel parcheggio, ci si potrà imbattere nelle rovine restaurate di una villa romana che era là molto prima di loro, secoli e secoli fa. Quando apriranno, nel 2003, il centro di Sesto Fiorentino e quello di San Lorenzo a Greve appariranno così. In Europa si sono già accorti che in Italia sta succedendo qualcosa di molto interessante sul fronte della costruzione dei centri commerciali e l'esperienza Coop viene spesso messa al centro di giornate di studi e tavole rotonde.
'Il centro commerciale
Ritorna il "mercatale 2
è un organismo complesso che oggi si configura come un vero e proprio laboratorio di progettazione in cui sperimentare soluzioni formali avanzate, capaci di lasciare un segno indelebile sul territorio', sottolinea Paolo Antonio Martini, uno dei progettisti del centro di San Lorenzo a Greve. Il nuovo centro fortunatamente è il risultato di una evoluzione che niente ha a che fare con i predecessori di qualche decennio fa, quegli enormi scatoloni anonimi in cui si compravano solo tante merci a buon mercato. Il centro commerciale di oggi è diverso: è intrattenimento, scambio sociale, comunicazione. E in una cultura come quella di Coop, tutto questo è stato rielaborato e amplificato: la galleria commerciale diventa anche piazza, 'uno spazio micro-urbano circondato da strutture e servizi che cambiano a seconda delle esigenze del territorio'. Questa nuova centralità della piazza coperta si ritrova in San Lorenzo a Greve e a Sesto, ed è un elemento decisamente innovativo della progettazione. Continua Martini: 'Appaiono nuove forme e di conseguenza anche nuovi materiali (zinco, titanio, alluminio), soluzioni costruttive che si rifanno alle tecnologie aeronavali piuttosto che all'architettura storica'.
E poi ci sono scelte impiantistiche di riduzione dei consumi energetici che hanno bisogno del supporto di materiali adatti.

Energia col contagocce
Ritorna il "mercatale 3
Poteva sembrare una pura dichiarazione di principio, e invece l'impegno ambientale di Coop a partire dal '95 si è tradotto in un programma concreto su cui far convergere gli sforzi di innovazione e il know how accumulato negli anni. Un organismo come un ipermercato, tanto per fare un esempio, secondo un'elaborazione dei consumi medi forniti dall'Istat, assorbe in media una quantità di energia elettrica pari a quella consumata da 3500 fiorentini; tanto gas metano quanto quello utilizzato annualmente da poco più di 900 famiglie. E poi produce molti rifiuti.
'Lo sforzo di introdurre dispositivi e innovazioni capaci di ridurre al massimo l'impatto ambientale del centro commerciale è un'esperienza che contraddistingue il mondo Coop, e su questi temi ci confrontiamo con le esperienze più avanzate in Europa', sottolinea Fortunato Della Guerra, responsabile del settore impianti dell'Inres, la società del gruppo Coop che progetta le strutture di vendita. Anche nei futuri centri commerciali di Sesto e San Lorenzo a Greve è prevista una raccolta differenziata spinta di plastica, vetro, legno e quant'altro, in modo tale che nei classici cassonetti dei rifiuti vadano a finire sempre meno materiali. Si cercherà di utilizzare il più possibile la luce naturale e anche quando si accenderanno le luci un'illuminazione quasi solare migliorerà il comfort, abbattendo nel contempo in modo consistente i consumi di energia.
Ritorna il "mercatale 4
Anche la climatizzazione e il condizionamento, grazie al recupero del calore e alle pareti ventilate, sono finalizzate ad abbattere i consumi, mentre la refrigerazione si avvale di impianti che non utilizzano gas dannosi per lo strato di ozono. Ma non finisce qui, perché l'Inres attraverso i collegamenti telematici monitorizza una rete di impianti di 300 iper e supermercati sparsi in tutta Italia per controllare eventuali anomalie di funzionamento. Vale a dire che da qui si sorveglia spegnimento, accensione automatica e regolazione delle temperature perfino del forno del... super di Pisa a Cisanello. Può sembrare strano, ma è un modo per garantire un buon uso degli impianti e risparmio energetico.

Territorio risparmiato e verde
E' curioso che per realizzare un centro commerciale di quartiere si decida di destinare ad aree verdi quasi sette ettari di terreni originariamente assegnati, dal piano regolatore, a funzione di grande parcheggio: eppure a San Lorenzo a Greve è successo proprio così.
L'idea di interporre degli spazi di verde fra il centro commerciale e le case (una 'fascia di rispetto') a San Lorenzo a Greve potrà prendere così la forma di un polmone verde che divide spazi abitativi e attività commerciale, mentre a Sesto Fiorentino ha assunto l'aspetto di dune alberate, modellate apposta per fare da schermo acustico e visivo. Il fatto è che nella progettazione di entrambe le strutture la filosofia che ha guidato gli architetti è sempre stata quella di ridurre al massimo l'ingombro dell'edificio, scegliendo ad esempio di interrare gran parte dei parcheggi. Costa di più, ma si risparmia territorio. E poi, grazie all'espediente dell'apertura di grandi asole, si è fatto in modo che anche i parcheggi interrati fossero illuminati naturalmente e alberati. A Sesto, per esempio, le piante mostreranno le loro cime nei parcheggi superiori attraverso questi fori, ma affonderanno le loro radici in basso, sei o sette metri più sotto.

L'archeologo nel cantiere
In quello che sarà il parcheggio, a Sesto Fiorentino, sono stati ritrovati i resti di una villa romana. Mentre a San Lorenzo a Greve il passato remoto è riemerso attraverso alcune sepolture, sulle quali sono in corso campagne archeologiche di indagine.
Nell'area del centro commerciale di Sesto, in particolare, ci sono tracce di frequentazione umana che partono dall'età del rame (2100 a.C.) per arrivare al III secolo d.C. Ci sono capanne, resti di focolari degli albori dell'epoca storica e poi i reperti più recenti: 'Abbiamo trovato i resti di un muro di una villa rustica romana: crolli di tetto, materiali in ceramica', spiega Lucia Sarti, che insegna all'Università di Siena e ha la responsabilità scientifica degli scavi per conto della Soprintendenza archeologica della Toscana insieme a Gabriella Poggesi. Quest'area verrà conservata e mantenuta a vista, come forse accadrà per i reperti di San Lorenzo a Greve, che potranno essere collocati in una sede appropriata per un'adeguata valorizzazione, in modo da essere visti dai frequentatori del centro commerciale che probabilmente sarà inaugurato, in contemporanea con quello di Sesto, nell'autunno del 2003.
Strutture leggere in alluminio e titanio coesisteranno con le vecchie pietre riportate alla luce grazie anche all'impegno finanziario di Coop. Contrasti solo apparenti, che ne fanno un modello che incuriosisce l'Europa.


Risparmio energetico
Premiati per l'ambiente
Coop vince il 'Greenlight Endorser Award 2002' per il proprio impegno nel campo della salvaguardia ambientale e nella prevenzione dell'inquinamento, attraverso l'uso di sistemi di risparmio energetico per l'illuminazione.
Il programma Greenlight è un'iniziativa della Commissione Europea che ha lo scopo di promuovere l'uso di sistemi di illuminazione più efficienti di quelli tradizionali e volti a contenere il consumo energetico. E' un progetto che vede la partecipazione di 14 paesi europei, si rivolge ai grandi utilizzatori di energia (uffici, banche, centri commerciali e così via) e Coop è stato il primo gruppo europeo della moderna distribuzione a prendervi parte insieme ad Inres, la propria società di ingegneria che progetta i punti vendita Coop.
I nuovi sistemi di illuminazione sono già stati inseriti negli ipermercati di Montecatini, Montevarchi e Cascina. Per avere un'idea della loro efficacia basti pensare che il solo risparmio di energia nell'ipermercato di Montecatini consente di contenere le emissioni di anidride carbonica di oltre 200 tonnellate l'anno. L'anidride carbonica, come è noto, contribuisce al processo di riscaldamento globale del pianeta meglio conosciuto come effetto serra, ed è l'oggetto principale dell'accordo di Kyoto che prevede un impegno da parte dei paesi firmatari per la riduzione delle emissioni di questo gas.