Con una sbirciata al 2012, fra i colleghi spuntano le iniziative che scavalcano i mesi invernali per pensare già alla giornata delle donne.

Scritto da Sara Barbanera |    Gennaio 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Prima e dopo La Befana
«Crisi o no - assicura Evelina, collega della sede di S. Reparata - dal '94 la Befana passa comunque, almeno per i figli dei colleghi di Unicoop!». Anche quest'anno Evelina e Stefano, collega del negozio di via Cimabue, hanno organizzato la festa che ogni 6 gennaio riunisce almeno un migliaio di colleghi, con i propri figli, all'Obihall di Firenze. «Abbiamo iniziato grazie a Mauro Cavicchi e Teresina Murgia, ai quali va un ricordo affettuoso - continua Evelina -; a preparare tutto, dai regali, al buffet all'animazione, siamo ormai una manciata di persone, ma è un modo per ritrovarsi e fare qualcosa che "fa bene"».
«La festa è per i più piccoli - spiega Stefano - con lo spettacolo della Compagnia delle Formiche di Scarperia e con la pesca di beneficenza dove ognuno riceve il suo regalo di Befana; sì, la pesca è per loro, ma anche per i bambini de Il Cuore si scioglie, dato che il ricavato dei biglietti ad offerta libera è destinato ai progetti della Fondazione».
Befana a parte, Evelina guarda più avanti: «E dopo la festa rimane ancora la voglia di coinvolgere altri colleghi nell'organizzazione, perché con qualche paio di braccia in più... si potrebbero fare tante cose, prima e dopo la Befana!».

A teatro con Alda
«Lavoro al progetto da quattro anni e, con il sostegno della sezione soci di San Giovanni Valdarno, finalmente la proposta ha trovato le gambe». Al centro dell'idea teatrale di Silvano, in pensione dall'Iper di Montevarchi da pochi mesi, ma sempre in contatto con ex colleghi, sezioni soci e solidarietà, è Alda Merini, recentemente scomparsa: «Lo spettacolo sulla poetessa della pazzia è andato in scena due volte, anche alla presenza di una figlia di Alda Merini. Io, Lara e Ilaria, (ex) colleghe dell'Iper di Montevarchi, insieme a Laura Becattini, stiamo lavorando con la sezione per proporre un altro spettacolo al femminile il 7 marzo, a San Giovanni: alle poesie, abbineremo monologhi di donne sul mondo del lavoro, sulla violenza, con testi anche nostri. Le donne saranno al centro, perché lo sono, oggi, con il loro coraggio, delicato e forte come la goccia sulla pietra».
Al centro sarà anche la solidarietà, perché quest'anno, come in passato, i fondi raccolti con gli spettacoli sosterranno i progetti de Il Cuore si scioglie.

Non tutti i mali...
La saggezza popolare dice tutto in poche parole, e Sonia, collega di Campi Bisenzio, ce lo racconta con le sue: dagli imprevisti della vita ci si deve aspettare di tutto, anche l'imprevedibile!
«In una fase difficile della mia vita - spiega Sonia - ho sospeso paure e incertezze, e ho trovato il tempo per gli altri. Alla Pubblica Assistenza di Campi ho trovato il calore e la voglia di "prestarmi", dando soccorso in senso vero come volontaria del 118». E fra tutti i servizi, Sonia ha scelto il più delicato: «Volevo misurare la mia forza e mettermi alla prova: lavorare in emergenza, di fronte a continue incognite, è effettivamente una prova di sangue freddo».
Sonia è ormai un'esperta di 118 e emergenze: «Paradossale, forse, ma rivolgere energie agli altri piuttosto che ai pensieri negativi è stato salutare, per gli altri e per me. Poi ci ho preso gusto: quando fai, anche poco e per quel poco che puoi... ti accorgi che la vita non è fatta solo del tuo piccolo orto, ma anche dei tanti piccoli orti degli altri».