Un nuovo canale per la raccolta fondi on line per San Paolo a Ripa d’Arno

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 13

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

San Paolo a Ripa d'Arno, Turino Vanni, Madonna col Bambino tra i santi Ranieri, Torpè e due sante (particolare), affresco, sec. XIV - Foto Gronchi Fotoarte

Pisa

San Paolo va in rete e lo fa con Eppela, il primo sito italiano di finanziamento collettivo di progetti profit e non profit, dove mettere in vetrina la propria idea e trovare sostenitori fra gli utenti della rete.

Ed è così che, con un salto millenario, l’antichissima Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno si sposa con le tecnologie del web per chiamare a raccolta tutti coloro che vogliono contribuire al suo restauro. La campagna “Sostieni San Paolo” si amplia e si fa sempre più popolare, dopo le prime iniziative partite ad aprile: dal 15 giugno al 31 ottobre, oltre che la donazione di punti ed euro alle casse, si potrà diventare piccoli o grandi mecenati anche con un contributo dato on line attraverso il sito www.eppela.com.

Se cambia il mezzo, non cambia lo scopo: quello di raggiungere quota 200.000 euro di raccolta popolare, fra donazioni, visite guidate, iniziative culturali e cene organizzate dalle sezioni soci dell’area pisana, con la partecipazione di soggetti pubblici e privati del territorio.

Sostenere sì, ma anche partecipare attivamente alle iniziative che la campagna ha messo in moto perché se da un lato l’obiettivo è raccogliere fondi, dall’altro è quello di richiamare le persone intorno a un progetto comune d’interesse collettivo.

E in realtà questa è anche la logica di Eppela, un sito dietro al quale c’è un’impresa toscana, nata a Lucca nel 2011 e ormai nota, in Italia e non solo, per i numerosi casi di successo fra le campagne accolte sul portale e finanziate con il crowdfunding: un termine che, tradotto alla lettera, rimanda a un capitale proveniente dalla folla, a un gran totale raggiunto dalla somma di tanti piccoli contributi.

Perché, come ci spiega Nicola Lencioni, fondatore e amministratore delegato di Eppela, ciò che da soli è impossibile, insieme… si può: «Se un’idea è di qualità, solida e comunicata con trasparenza, allora è in grado di raccogliere intorno a sé una comunità che si “affeziona” al progetto. Negli anni abbiamo promosso le proposte più diverse, dalla produzione di un cd musicale o di una giacca tecnica per ciclisti, alla riapertura di un teatro, al finanziamento di un concerto rock, ai “fochi” di Firenze che quest’anno hanno fatto boom anche grazie al contributo popolare! Negli Stati Uniti questo sistema è diffuso già da tempo, ma anche in Italia il finanziamento dal basso è ormai considerato una reale alternativa ai tradizionali canali di finanziamento, uno strumento attraverso il quale le buone idee possono raccogliere i capitali per diventare realtà. Sempre più ci capita di attivare progetti civici, a sostegno di servizi per la comunità o di beni comuni. “Sostieni San Paolo” è una campagna esemplare in questo senso: l’oggetto dell’iniziativa è un monumento millenario, somma di memoria, cultura, arte e senso di appartenenza a un territorio e a una storia; quindi ha tutte le potenzialità per coinvolgere il grande pubblico e diventare un bene di cui farsi piccoli o grandi mecenati. Chi lo farà avrà una serie di “premi” diversi in base al livello del contributo dato, sostanzialmente una ricompensa che gratifica il sostenitore, simbolicamente e materialmente. In 5 anni abbiamo finanziato oltre 2000 progetti in tanti settori, dall’alimentazione, alla moda, all’arte e alla tecnologia, ma in realtà dei progetti proposti on line solo il 55% arriva al finanziamento previsto. Chiaramente la riuscita del progetto si basa su molti elementi, primo fra tutti la trasparenza rispetto alla destinazione dei fondi: per questo sul sito daremo aggiornamenti costanti sia sull’ammontare raccolto on line e alle casse dei punti vendita, sia sullo stato dei lavori, con una documentazione che mostrerà via via come procede il restauro. Perché in tutto questo, il fattore X si chiama credibilità. Alla semplice domanda: “Perché dovrei darti i miei soldi?”, la replica sta in un rapporto diretto, di fiducia quasi personale, come quello che hanno i soci e consumatori con Unicoop Firenze: “Perché mi credi”».

Quanto ai premi, verranno riconosciuti a partire da un contributo minimo di 10 euro a cui corrisponde l’inserimento del nome del donatore in un registro conservato nella chiesa stessa. Per contributi maggiori sono previsti itinerari turistici in città, visite guidate alla Chiesa di San Paolo e altre occasioni culturali fra cui scegliere una volta effettuata la donazione, alla cassa o on line.

Facile, come fare un salto, e non a caso proprio da qui nasce il nome, come svela Nicola Lencioni: «Oppela o eppela si dice in Toscana quando aiuti qualcuno a sollevarsi o a saltare un ostacolo. Quando dal sogno alla realtà il salto è troppo lungo, serve il contributo di tanti, grazie ai quali un ostacolo può diventare un obiettivo condiviso, partecipato e, alla fine, raggiunto».

www.eppela.com/sostienisanpaolo

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