Scritto da Stefano Giraldi |    Gennaio 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

La prima volta che conobbi e fotografai quello che sarebbe diventato uno dei più grandi comici italiani è stato anni fa in Valdichiana ad una festa dell'Unità presso Montepulciano.

Ero in compagnia dell'amico Vincenzo Mollica, che ancora non era al Tg1 della Rai, ma lavorava presso una piccola televisione privata, Teleamiata di Montepulciano. Una sera mi disse: «andiamo a quella festa dell'Unità così mangiamo qualcosa e vediamo due "guitti" che recitano lì e che mi dicono bravi».

I due "guitti" in questione erano Roberto Benigni e Carlo Monni: all'epoca per "due" lire, una salsiccia e una rosticciana, recitavano alle feste dell'Unità.

Vederli all'"opera" era uno spettacolo, specialmente Roberto, vero "animale" da palcoscenico. Inutile dire che sia io che Mollica rimanemmo affascinati dalle loro performances, tanto che Vincenzo promise loro che avrebbe portato Federico Fellini a conoscerli, sicuro che ne sarebbe rimasto entusiasta quanto noi.

Ed è quello che fece: mantenne la sua promessa e ritornammo alla festa dell'Unità con il Maestro che in quel periodo soggiornava a Chianciano con la moglie, Giulietta Masina. Per me fu un privilegio assistere alla nascita di un grande astro dello spettacolo.


Foto di Stefano Giraldi


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