Una filarmonica nata nell’‘800 attiva ancora oggi, con 60 musicisti

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Gennaio 2015    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

La vita delle bande musicali in epoca moderna ha inizio negli anni a cavallo fra Sette e Ottocento quando, finalmente, la musica esce dai salotti della nobiltà e dell’alta borghesia e va incontro alla popolazione per le strade delle città e dei paesi.

Il concetto è semplice: non più una piccola cerchia di privilegiati che “riceve” la musica, ma la musica stessa si “offre” a chiunque abbia desiderio di ascoltarla. E se inizialmente le uscite erano in prevalenza di carattere religioso – una processione in onore del santo patrono, un funerale per accompagnare un personaggio illustre al camposanto –, attualmente l’intervento della banda è richiesto nelle occasioni più disparate, dal battesimo al matrimonio, dalla commemorazione di un evento storico all’intrattenimento in un pomeriggio lavorativo all’interno di un centro commerciale.

A Pistoia esiste, e fa spesso parlare di sé, una banda che se non è la più longeva della Toscana, poco ci manca, e probabilmente è quella che più di ogni altra riesce a diversificare la sua struttura a seconda dell’occasione in cui è chiamata a esibirsi. Si tratta della Filarmonica Pietro Borgognoni, il cui atto di nascita ufficiale risale al 1813 con il nome di Corpo musicale di Porta al Borgo, ma la cui prima solenne apparizione coincide con un avvenimento che coinvolge, anche se solo marginalmente, tutta la città.

L’anno è il 1815, il mese maggio, il giorno 28. In città arriva la notizia che Papa Pio VII, con tutto il suo seguito, è in viaggio da Genova verso Roma, e in quello stesso giorno attraverserà Pistoia. A qualcuno della banda viene in mente l’idea di andargli incontro e di scortarlo, a suon di musica, per tutto il tragitto all’interno del territorio pistoiese.

Così fu, infatti: un bel gruppo di musicanti, con le loro uniformi nuove fiammanti, allietarono per qualche chilometro il morale di quel papa romagnolo che era appena uscito da un’avventura forse più grande di lui. Perché contrastare quello scomodo personaggio che rispondeva al nome di Napoleone Bonaparte non era stato per niente agevole.

Il papa aveva dovuto subire affronti e umiliazioni di ogni genere, e solo da qualche mese, da quando cioè l’imperatore era stato spedito nella sperduta isola di Sant’Elena, poteva di nuovo respirare aria di libertà. Cosicché quell’omaggio musicale contribuì senz’altro a sollevargli lo spirito dopo anni di indicibili tribolazioni.

Da quella memorabile giornata sono passati due secoli durante i quali la banda ha avuto mille e mille occasioni per far sentire il suono, ora grave ora squillante dei suoi fiati e quello ritmico delle sue percussioni. Però, se gli strumenti sono sempre quelli classici di ogni banda, la Borgognoni si apre a nuove esperienze con strumenti esotici quali il banjo o antichi come la tiorba.

«In genere siamo chiamati a esibirci anche più volte la settimana - spiega Luigi Pavesi, suonatore di corno e “provveditore” (leggi: capobanda) della Borgognoni - e le occasioni sono le più svariate: andiamo nelle scuole e nelle piazze, nei centri per anziani o negli ospedali; ma anche in case private o in circoli culturali. Naturalmente non usciamo sempre con tutti i sessanta musicisti, uomini e donne, quanti ne conta il nostro organico. Per ogni occasione mettiamo in campo il giusto numero di strumenti».

I locali dove la banda si riunisce per le prove sono quelli adiacenti al neoclassico e bellissimo Pantheon, in piazza San Francesco; locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale e che i soci Coop continuano a restaurare e ampliare. «E sarà qui,- continua il maestro Pavesi, - che a partire da questo mese di gennaio inizieremo il nostro progetto forse più importante: quello di dar vita ai corsi di musica gratuiti riservati a giovani dai dieci ai diciassette anni».

Perché il compito che i musicisti pistoiesi sentono come un dovere non è tanto o solo quello di intrattenere con le loro note quante più persone possibili, ma soprattutto quello di avvicinare i giovani alla musica, magari facendogliela amare.

Info: 3333415515; m.malavenda@tiscali.it

Banda musicale di Pistoia - I 200 anni della Banda Borgognoni. Dal canale TVL – 15.11.13 – durata 2’ 48’’