Tipicità e filiera, le garanzie dei prodotti, al 20% di sconto nella promozione toscana dall’11 al 28 novembre

Scritto da Melania Pellegrini |    Novembre 2015    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Salumi toscani

Da sempre in Unicoop Firenze c’è molta attenzione al prodotto locale, alla tipicità toscana. Negli anni è stato instaurato un saldo legame con i fornitori del nostro territorio, perché attenzione alla tipicità vuol dire attenzione alla storia e alla cultura locale ma anche valorizzazione di chi lavora sul territorio. In particolare se si pensa alla tradizione culinaria toscana, i salumi ne sono un’espressione tipica e per questo nel reparto gastronomia i salumi di filiera toscana hanno un posto di rilievo.

Per essere salumi di filiera toscana questi prodotti devono rispondere a requisiti particolari. I suini devono essere nati e allevati nel territorio della Toscana; anche la macellazione, la selezione e la lavorazione delle carni e delle parti edibili devono avvenire in stabilimenti e laboratori ubicati nel nostro territorio. Inoltre i suini da cui ottenere le materie prime devono avere un peso non inferiore ai 160 kg, un’età non inferiore ai 9 mesi; devono corrispondere alle caratteristiche proprie del suino pesante italiano (definite ai sensi del Reg. Cee n. 3220/84) concernente la classificazione commerciale delle carcasse suine e ci sono poi caratteristiche di conformità sostanziali e formali che contraddistinguono i capi destinati alla produzione del Prosciutto toscano Dop.

Oltre al prosciutto sono molte le prelibatezze realizzate interamente nel territorio toscano e che fanno parte della tradizione nostrana che ha reso i salumi toscani famosi nel mondo.

Nell’assortimento presso i nostri banchi Gastronomia, in particolare, si possono trovare sbriciolona, salame, pancetta, soprassata, capocollo e spalla.

La sbriciolona è il simbolo degli insaccati toscani di qualità caratterizzato dai semi di finocchio selvatico che le donano un aroma unico.

Il salame toscano è un insaccato di carne suina aromatizzata con spezie, dal sapore intenso. Si ottiene da carne magra di suino macinata finemente, amalgamata con del grasso tagliato a dadini, conciata con sale, pepe, aglio macerato nel vino, insaccata nel budello e stagionata.

La pancetta è preparata con il ventre del maiale. Questo salume viene insaporito con pepe e aglio, salato e lasciato a riposare per 15 giorni circa. Una volta ripulito dal sale viene stagionata per oltre un mese. La sua forma cambia a seconda delle varietà, tesa o arrotolata. Un altro nome con cui è conosciuta la pancetta è “rigatino” per le striature che la caratterizzano.

La soprassata al contrario degli altri salumi viene prodotta con carni cotte a 95°C e successivamente tagliate, salate e aromatizzate. Le carni provengono dalla testa del suino e dopo la preparazione vengono insaccate in budelli e rivestite da sacchi di juta. È uno dei salumi che più ci riporta alla tradizione contadina toscana.

Il capocollo stagionato ha una forma cilindrica allungata ed è confezionato nella rete o in carta di paglia. È ottenuto dalle parti magre del collo del maiale, salato a mano, stagionato ed aromatizzato con pepe e numerose spezie.

In ultimo, ma non per qualità, c’è la spalla, altro salume della tradizione contadina che è conosciuta nelle sue diverse varianti in molte zone della Toscana. La spalla è caratterizzata da due differenti periodi di stagionatura a cui è sottoposta: il primo a basse temperature e umidità variabile; il secondo, più breve, a temperature e umidità più alte.

I salumi in Toscana sono spesso mangiati come antipasti accompagnati dal tipico pane toscano, detto sciapo o sciocco, che ne esalta i sapori.