Con la “Festa della Repubblica”, nuovo impegno contro le mafie per la democrazia e la legalità

Scritto da Don Pino Demasi |    Giugno 2016    |    Pag. 3

Parroco di Polistena (RC) e promotore della cooeprativa Valle del Marro.

Due giugno

Il 2 giugno, “Festa della Repubblica”, è il giorno in cui il nostro Paese celebra ed esalta la democrazia e la Costituzione come i pilastri di libertà e giustizia su cui si basa il nostro Stato.

Celebrare questa festa significa, però, anche fare memoria di quegli avvenimenti che portarono alla nascita della Repubblica. In particolare non possiamo dimenticare la Resistenza e i partigiani che la resero possibile. Persone di ogni età e ceto sociale, di ogni ideologia e cultura, che si misero in gioco per dare al nostro Paese un cammino di libertà, pace e giustizia.

A 70 anni di distanza l’Italia è un Paese in affanno, a causa anche del grave peso delle mafie, che oggi hanno assunto soprattutto il volto della corruzione. Il prezzo che la stragrande maggioranza dei cittadini sta pagando in termini di dignità e libertà è ormai altissimo. C’è bisogno di una nuova Resistenza. C’è bisogno di partigiani di una nuova Resistenza alle mafie, alla corruzione, a chi vuole privarci della nostra dignità e della nostra libertà.

Già nelle cosiddette terre di mafia, tanti giovani si son messi in gioco, come partigiani di questa nuova Resistenza, creando segni forti di cambiamento, grazie anche alla legge 109 del ’96 sull’uso sociale dei beni confiscati, uno strumento importante che sta distruggendo il “capitale economico e sociale” delle mafie, perché toglie loro ricchezza, potere e consenso.

Un esempio per tutti, l'esperienza della Cooperativa Valle del Marro, che coltiva 130 ettari di terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. La cooperativa, nonostante le continue intimidazioni mafiose, dal 2004 sta tracciando la strada di una vera imprenditorialità, fatta di buoni prodotti e collegata al mercato, opponendo al lavoro senza dignità delle mafie il lavoro libero, garantito, regolare.

Rilevante nel cammino della Valle del Marro è l’interesse manifestato da Unicoop Firenze: dal 2007 condivide motivazioni e impegno dei soci della cooperativa, sostiene e valorizza il lavoro, rendendo anche il consumo critico e responsabile protagonista del cambiamento in atto nella Piana di Gioia Tauro.

Attraverso progetti di formazione e solidarietà, attraverso progetti specifici di integrazione rivolti ai ragazzi africani della tendopoli di Rosarno, attraverso la commercializzazione dei prodotti, Unicoop Firenze, grazie anche alla Fondazione Il Cuore si scioglie onlus, si è inserita nel circuito positivo dei “nuovi partigiani”, favorendo non solo la crescita della cooperativa calabrese, ma aiutando il Paese in generale, e una terra di ‘ndrangheta in particolare, a costruire dentro la propria storia un futuro di libertà e dignità, senza cordoni ombelicali con le mafie.


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