I risultati commerciali e di gestione dello scorso anno

Scritto da Antonio Comerci |    Maggio 2016    |    Pag. 4,5

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Stand di fornitori al Centro*Gavinana nel 2015 - Foto Sicrea

Bilancio 2015

Mentre scriviamo, si stanno tenendo le assemblee consultive in 68 località. I temi sono quelli del risultato del Bilancio d’esercizio 2015 e dell’andamento della cooperativa. 

Il primo punto lo tratteremo nel prossimo numero. Sugli aspetti principali della gestione della cooperativa ecco le nostre domande a Golfredo Biancalani, Giulio Bani e Francesca Gatteschi.

Com’è andato il 2015?

«Nonostante il contesto esterno difficile - dichiara Golfredo Biancalani - il bilancio è positivo e rafforza il patrimonio netto della cooperativa. Nel 2015 la ripresa dei consumi è stata molto limitata, anche perché operiamo in un settore “maturo” del mercato, quello dei generi alimentari, con i consumatori che hanno, giustamente, comportamenti virtuosi, non sprecano e fanno estrema attenzione agli acquisti. Dal punto di vista competitivo la situazione è sempre più complessa, non tanto con gli altri supermercati, ma per il proliferare dei discount, di imprese di medie e piccole dimensioni altamente specializzate e degli acquisti tramite internet. Nonostante ciò, le vendite sono andate oltre i due miliardi e trecentoquaranta milioni di euro, con un piccolo ma significativo aumento, più 0,2%, a parità di rete di vendita con il 2014. L’utile commerciale è stato al di sotto dell’1,5% del fatturato netto».

Siamo sempre leader di convenienza?

«Sì - continua Biancalani - i prezzi praticati nei nostri punti vendita sono calati dello 0,4% sul 2014, contro il più 0,8% dell’indice Istat alimentare nazionale e il più 0,1% di Firenze. Abbiamo confermato il primato di convenienza che deteniamo da oltre 20 anni. La nostra funzione calmiere è confermata dall’indagine Panel Opus del settembre 2015, che attesta che i prezzi dei supermercati e ipermercati toscani sono i più bassi d’Italia: il 3,7% in meno della media nazionale. Inoltre, la classifica nazionale della convenienza stilata da Nielsen vede ai primi 5 posti le province dove è presente la nostra cooperativa. A questi risultati ha contribuito l’abbassamento prezzi di migliaia di prodotti di largo consumo avvenuto nel novembre del 2014 e in più occasioni durante lo scorso anno. I prodotti a marchio Coop più venduti competono addirittura con i prezzi praticati dai migliori discount».

Nel 2015 si è conclusa la riconversione degli ipermercati in superstore, con quali effetti sulle vendite e sui costi?

«È stata una scelta giusta al momento giusto - afferma Biancalani -, quando gli ipermercati cominciavano a perdere colpi di fronte al commercio elettronico e alle catene specializzate in abbigliamento, elettrodomestici, elettronica, telefonia. Settori presenti nei nostri ipermercati che portavano sì vendite, ma scarsi risultati economici. Abbiamo rinunciato a una fetta di vendite, ma sono diminuiti di più i costi legati a quelle vendite. È stata un’operazione molto complessa che ha richiesto investimenti per decine di milioni e tanta determinazione. C’è un aspetto che non abbiamo valorizzato a sufficienza e che, quindi, è passato quasi inosservato. Diversamente da ciò che avviene nel settore privato, siamo riusciti a mantenere i posti di lavoro, assorbendo diverse centinaia di eccedenze. Considero questo un grande risultato».

Per il futuro cosa si prevede?

«Il futuro non si presenta roseo. I risultati positivi del 2015 non devono farci dimenticare i problemi da risolvere. I nostri utili commerciali sono ancora insufficienti e troppo concentrati in alcune tipologie e reparti. Abbiamo costi non competitivi, in particolare quello del lavoro, dove le differenze a nostro svantaggio sono insostenibili. Questa situazione ci crea seri problemi nel fronteggiare soprattutto i nuovi concorrenti, che possono contare anche su una maggiore flessibilità, oltre ad avere costi strutturali inferiori. C’è bisogno di una grande consapevolezza dei gruppi dirigenti e di tutti i lavoratori delle difficoltà che abbiamo di fronte. Se questa consapevolezza ci sarà e avremo la capacità di superare i limiti che ho descritto, sono convinto che potremo guardare al futuro con ottimismo».

Il ridimensionamento dell’area di vendita degli iper ha lasciato posto ad altri operatori: con quali risultati per i nostri centri commerciali?

«I nostri soci e consumatori - dichiara Giulio Bani - hanno indubbiamente una migliore offerta commerciale rispetto a prima. Un ipermercato, nella gestione del non alimentare, ha una filosofia estensiva e generalista; in parole povere: di tutto un po’. Una politica di vendita messa in crisi dagli operatori specialistici, che nei loro settori di mercato offrono molti più prodotti e servizi. Quindi nei nostri centri sono arrivate realtà qualificanti, operatori prestigiosi che ne hanno aumentato l’attrattiva, coprendo anche nuovi settori merceologici. Dai rilevamenti che abbiamo fatto nei sei centri commerciali che avevano un Ipercoop, abbiamo avuto nel 2015 due milioni e mezzo di visite in più rispetto all’anno precedente, il 15 per cento d’incremento. Dal punto di vista economico abbiamo raggiunto un buon equilibrio reddituale rispetto agli importanti investimenti sostenuti dalla cooperativa. Altro aspetto importante, e affatto scontato, è che siamo riusciti a occupare larga parte degli spazi dei nostri centri commerciali, anche se il prossimo futuro desta non poche preoccupazioni!».

Qual è stata la politica di acquisto della cooperativa nel 2015?

«Abbiamo cercato di dare un contributo importante - interviene Francesca Gatteschi - allo sviluppo dell’economia toscana, dato che la prolungata crisi economica ha colpito molte imprese della regione. Nel 2015 il valore della merce acquistata da fornitori toscani (oltre 700) ha raggiunto i 459 milioni di euro, un quarto del totale delle vendite. Ma anche questo aspetto, che perseguiamo da sempre e in maniera più accentuata negli ultimi anni, si è arricchito nel 2015 di nuovi elementi. Forse i soci ricordano gli stand che molti nostri fornitori, circa duecento in tutto, hanno riempito delle loro produzioni nelle gallerie commerciali nel novembre scorso: in pratica abbiamo mostrato ai soci i fornitori di prodotti tipici, veramente a chilometro zero, di qualità artigianale. L’incremento delle vendite di quei prodotti, per il 40% freschi e freschissimi, rispetto all’anno precedente, è stato veramente importante».


Gli intervistati

Golfredo Biancalani, presidente del Consiglio di gestione

Giulio Bani, consigliere delegato alle Aree dello Sviluppo

Francesca Gatteschi, direttore acquisti


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