Da spreco a risorsa: il recupero della merce non vendibile, il ruolo dei dipendenti e dei soci volontari

Scritto da Valentina Vannini |    Aprile 2009    |    Pag.

Giornalista pubblicista. Laureata alla Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, è esperta in comunicazione e giornalismo on line. Collabora dal 2003 con l'Ufficio comunicazione istituzionale di Unicoop Firenze alla redazione del sito internet della cooperativa, di cui dal maggio 2015 è anche responsabile e coordinatrice redazionale.

Dal maggio 2008 cura la rubrica Socialità dell'Informatore. In questi anni per Unicoop ha anche curato l'editing e il coordinamento redazionale di vari opuscoli e pubblicazioni per campagne di solidarietà e progetti socio- culturali della cooperativa.

Tutto è cominciato negli anni ‘90. L'idea di alcuni dipendenti e di alcune sezioni soci Coop era di ridurre lo spreco di merce nei supermercati ed ipermercati attraverso il recupero di tutti quei prodotti che non possono più essere venduti, ma che in realtà sono perfettamente idonei al consumo, destinandoli in solidarietà ad associazioni del territorio.
Si tratta di prodotti con difetti nella confezione o vicini alla data di scadenza.
Nasce così "Recupero merci", un progetto che grazie all'impegno di tanti volontari raccoglie ogni anno, ormai da oltre un decennio, tonnellate di prodotti poi distribuiti alle organizzazioni di volontariato che assistono persone in difficoltà.

Forte del successo delle esperienze fatte, alla fine del 2006, è nato il progetto "Coop Buon Fine" allo scopo di allargare l'iniziativa anche ad altre sezioni soci e punti vendita non ancora coinvolti. Per meglio controllare tutto il processo è stato definito un insieme di regole standard da seguire dal punto di vista fiscale, dello stoccaggio delle merci, e degli accorgimenti igienico-sanitari, delineando i compiti e le responsabilità di ciascuno nelle strutture di vendita.

Dal 2007 al recupero di generi alimentari industriali e non alimentari si è affiancato il recupero dei prodotti freschi e freschissimi (prossimi alla scadenza, ma ancora validi) da destinare alle mense per indigenti.

Come funziona

Nelle aree di riferimento dei vari negozi vengono siglate convenzioni fra Unicoop Firenze e le associazioni del volontariato onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, iscritte in un albo regionale).
Le merci da destinare al recupero sono scrupolosamente controllate, tolte dalla vendita e raccolte in appositi contenitori in ambienti idonei, registrate e consegnate alle onlus, secondo calendari prestabiliti.
I volontari incaricati arrivano nei punti vendita  e poi consegnano cibo e prodotti alle mense per gli indigenti, o alle famiglie segnalate dai Servizi sociali.

La tipologia dei prodotti raccolti è molto varia: da quelli per l'igiene della casa e della persona all'abbigliamento, dagli alimentari duri (come scatolame, salse, bibite...) ai freschi e freschissimi come carni (soprattutto avicunicole), ortofrutta, ai salumi e latticini a libero servizio e referenze della "Forneria".
L'89% del totale della merce è costituito dai prodotti alimentari (di cui i freschi e freschissimi sono l'85%).
I non alimentari vengono raccolti per lo più negli iper e distribuiti ogni 7-15 giorni alle onlus convenzionate. Periodicamente i volontari delle sezioni soci si incontrano con le onlus e i responsabili dei punti vendita per verificare l'andamento del progetto.

Recupero ed emporio

Per completare il quadro di questa grande azione di solidarietà, diamo conto di due esperienze particolari e dell'attività a Siena. Altre sono in corso e sono altrettanto meritorie, ne abbiamo parlato e ne riparleremo da queste colonne.

Empoli. È stato organizzato addirittura un centro di stoccaggio dei prodotti che provengono dai supermercati della zona, dall'iper di Lastra a Signa e dal magazzino di Scandicci. Per gestirlo è stata creata l'associazione Re.So. (Recupero solidale) cui partecipano cinque sezioni soci, enti e le più importanti associazioni no profit del Circondario Empolese Valdelsa e Lastra a Signa. Tutto quello che non è richiesto dagli enti per distribuirlo direttamente alle famiglie e alle organizzazioni di assistenza è utilizzato in fiere di beneficenza o iniziative che coinvolgono la cittadinanza.

Prato. Dal 2008 è attivo un vero e proprio Emporio dove le famiglie in grave difficoltà economica possono fare gratuitamente la spesa per arrivare alla fine del mese. Il progetto è promosso da Caritas, Provincia, Comune, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Ma vi partecipano in tanti: oltre ad enti ed associazioni del territorio, numerose aziende toscane e nazionali che garantiscono l'approvvigionamento delle merci.

Unicoop Firenze ha partecipato al progetto fornendo innanzitutto la propria consulenza tecnico-logistica. La sezione soci ha poi contribuito al finanziamento del sistema informatico. I negozi Coop della città, grazie al coinvolgimento dei dipendenti, offrono all'Emporio prodotti che finirebbero fra i "rotti" ma perfettamente idonei al consumo.

Siena. Grazie al'impegno di tanti volontari e dei dipendenti Coop sono stati raccolti oltre 5.000 pezzi di merce in soli tre mesi (tra pasta, biscotti, bevande, sapone, prodotti freschi e non alimentari) nei due supermercati di Siena, in via Cittadini e via Grondaie. Questo il risultato di Coop Buon Fine, attivo da ottobre, promosso dalla sezione soci Coop con la Caritas, la Misericordia di Siena e le suore di San Girolamo. La merce viene destinata all'aiuto di persone e famiglie in grave difficoltà economica.

SEZIONI SOCI
Il recupero dà i numeri

Sono circa 458 le tonnellate di merce raccolta in 56 punti vendita Unicoop Firenze e nel magazzino di Scandicci, e distribuita a 81 organizzazioni senza scopo di lucro (onlus) nelle 7 province toscane in cui opera la cooperativa.
È il bilancio del 2008 di "Coop Buon Fine", il progetto di recupero a fine solidale dei prodotti invenduti.

All'iniziativa partecipano circa cinquecento dipendenti dell'Unicoop Firenze, oltre ai volontari di 31 delle 38 sezioni soci Coop, impegnate quotidianamente nella raccolta e distribuzione della merce alle associazioni di volontariato. E per il 2009 si prevede l'estensione ad altre sezioni soci con il coinvolgimento di altri punti vendita.

Naturalmente lo scopo della cooperativa resta quello di avere meno "scarti" possibile ed aumentare il più possibile l'efficienza della distribuzione. Tutto questo per mantenere bassi i costi per noi e i prezzi per i nostri soci e clienti.
Insomma questo tipo di solidarietà deve rimanere solo una "ultima spiaggia", un modo per non buttare via niente, o almeno solo quello che non può più servire.

Domenica 17 maggio, al mercato ortofrutticolo di Avane-Empoli, alle 15, torna "Solidarietà in festa", il mercatino dei prodotti del progetto "Recupero Solidale". Tanti banchi che venderanno di tutto partendo da unofferta minima. Un recupero... nel recupero!

 

EMPOLI
Loghi in mostra
Dal 24 aprile al 4 maggio, nello spazio soci del Centro*Empoli (via Sanzio), mostra dei lavori (bozzetti e fotografie) dei ragazzi del liceo artistico Virgilio di Empoli che, nell'ambito del progetto "Noi con gli altri", hanno realizzato il logo dell'associazione Re.so. (recupero solidale).


Fotografie di Massimo D'Amato

 


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