La presenza delle donne nel mondo politico di oggi

Scritto da Bruno Santini |    Marzo 2015    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Che fosse la risoluta e spigliata testimonial animata creata alla fine degli anni ‘50, per i caroselli di una nota marca di crema lucida-metalli, dal fiorentino StudioK e alla quale dava voce l’attrice Grazia Radicchi, o la battagliera protagonista del film di Luigi Zampa L’onorevole Angelina (che nel 1947 fruttò la Coppa Volpi al Festival di Venezia alla grande Anna Magnani), la donna in politica ha ispirato più di un lavoro e acceso spesso la fantasia popolare.

Ma nella realtà, ha decisamente stentato ad emergere tanto è vero che nel 2004 furono reintrodotte (dopo una prima apparizione tra il 1993 e il 1995) le ‘quote rosa’.

E proprio di questo si parlerà nel consueto appuntamento ‘Incontri con la città (organizzato dall’ateneo fiorentino e ospitato nell’aula magna del rettorato - piazza San Marco 4), in programma domenica 8 marzo alle ore 10.30, dal titolo “Il riequilibrio tra i due sessi nella rappresentanza politica”.

Alla relatrice Maria Cristina Grisolia (direttrice della Scuola di specializzazione per le professioni legali, e membro dell’associazione per gli studi e le ricerche parlamentari) chiediamo di darci qualche anticipazione del suo intervento.

«Nell’occasione intendo descrivere in modo sintetico il percorso fatto in Italia per l’introduzione (in via temporanea e transitoria, finché ce ne sarà bisogno) delle così dette azioni positive (le ‘quote rosa’!) in materia elettorale. E cioè quelle azioni volte a riequilibrare la nostra rappresentanza, per molto tempo apparsa assai deficitaria, quanto alla presenza delle donne nelle assemblee rappresentative».

«È questa - ci spiega Grisolia - una necessità sentita nel nostro, come in altri Paesi, i quali, non spontaneamente allineati in questo senso attraverso l’azione dei partiti, intendono dare alla rappresentanza e alla democrazia una veste più matura ed aperta ai diversi apporti provenienti da soggetti di sesso diverso. A questo fine cercherò di rispondere a tre domande fondamentali: come le ‘quote rosa’ non si pongano in contrasto con i principi di eguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione proprio in materia di rappresentanza. Quali sono le condizioni perché esse siano introdotte. Quando esse sono state applicate e quali i loro risultati».

L’intervistata: Maria Cristina Grisolia, direttrice della Scuola di specializzazione per le professioni legali e membro dell’associazione per gli studi e le ricerche parlamentari

Quindi l’Italia non è la sola nazione che ha adottato questo ‘correttivo’.

«No, esistono, per esempio, anche in Francia e Spagna. In altri Paesi (specie in quelli del nord Europa) non c’è bisogno delle “quote”, data la spontanea apertura dei partiti verso una rappresentanza più articolata».

Come vengono percepite, dal cittadino, le quote?

«Questa è una domanda che dovrebbe essere fatta ad un sociologo della politica e non ad un costituzionalista, come sono io, che non indago su tali fenomeni sociali. Posso solo dire che ogni limite al diritto di elettorato attivo e passivo, potrebbe apparire costrittivo, se non si è sufficientemente convinti della necessità di dare respiro alla nostra democrazia e alla politica, spesso asfitticamente ripiegata su posizioni autoreferenziali».

Spogliandosi per un momento dei panni della costituzionalista, come donna, quale giudizio dà all’introduzione delle quote nei sistemi elettorali?
«Devo dire che io ritengo necessario ricorrere a tali rimedi (che ripeto, sono per loro natura transitori, cioè si applicano fino a quando ce ne sarà bisogno), ma non come donna, bensì come comune cittadina».

Un suo personalissimo parere su quelle che ritiene siano le capacità, nell’ambito politico, della donna.

«Penso sinceramente che le donne oggi forniscano un prezioso contributo alla dialettica politica. Senza fare ingiuste generalizzazioni, ritengo che risultino davvero positive: la capacità, del tutto femminile, di affrontare i problemi in modo pragmatico e con una forte aderenza alla realtà; la maggiore capacità di mediazione e di confronto delle idee; la maggiore pazienza e volontà di resistere; non ultima, davvero, la maggiore serietà e moralità, dovute, credo, soprattutto alla lunga assenza dalla politica. Del resto, al di là di queste banali osservazioni, mi pare che i risultati parlino da soli».

Info: www.unifi.it/incontri

Il tempio delle muse

Danze romantiche

Alle 16.30, sempre in aula magna, la rassegna musicale “Il Tempio delle Muse” – realizzata dalle attività artistiche dell’Ateneo, in collaborazione con il Museo di storia naturale – offre il concerto “Danze europee nel salotto romantico”. Protagoniste due pianiste formatesi al Conservatorio Cherubini, Monica Petrelli ed Enrica Piccolomini. Il repertorio prevede valzer e danze folkloristiche nell’Europa dell’Ottocento romantico, (Schubert, Brahms, Grieg, Dvorak).