Per le olive raccolto in tono minore a causa della mosca olearia che ha colpito in particolare la Toscana

Scritto da Andrea Schillaci |    Novembre 2016    |    Pag. 12

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

raccolta olive

Foto F. Magonio

Agricoltura

La mosca è tornata. Purtroppo anche quest’anno la produzione delle olive toscane subirà una perdita del 30% per la proliferazione dell’insetto, che ha interessato il 60% degli oliveti della nostra regione. «La diffusione del parassita – commenta Enzo Rossi, presidente di Fedagri – è partita dalla collina per arrivare sulla costa: qua si sono registrati i danni maggiori».

Ma da cosa dipende questo fenomeno? «L’infestazione della mosca olearia – risponde il professor Giampiero Maracchi, climatologo e presidente dell’Accademia dei Georgofili – c’è sempre stata, ma i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno influito molto. Se nel periodo di fine primavera-inizio estate le temperature superano i 28 gradi, il fiore dell’olivo tende ad “abortire” e questo provoca forti diminuzioni nella produzione. Quest’anno ci sono state ventate di aria calda (legate all’alta pressione proveniente dalla Libia) che hanno colpito le olive Frantoio, una delle tre varietà più presenti in Toscana, insieme a Leccino e Moraiolo, e che hanno provocato una forte diminuzione nella produzione. Sono state colpite in particolare le province di Firenze, Arezzo e Lucca, meno il Chianti senese e la Maremma. L’unica prevenzione possibile è legata ai trattamenti, che devono essere tre per essere più sicuri. Quest’anno, essendoci stato un attacco a ridosso della raccolta, gli agricoltori hanno effettuato l’ultimo trattamento rispettando il limite dei 28 giorni fra l’intervento e la raccolta, così da bloccare il parassita. Purtroppo se i trattamenti sono fatti da pochi coltivatori, diventano inutili».


È poco l’olio toscano

Ma quanto incide il comparto dell’olio nell’economia toscana? Dai dati di Coldiretti, la Toscana ha una superficie di 91.000 ettari di oliveti, 48.000 aziende olivicole ed una produzione di circa 15.000 tonnellate all’anno di olio. Ci sono 4 Dop di olio extra vergine di oliva (Terre di Siena, Lucca, Chianti, Seggiano) che si aggiungono alla Igp Toscano. Quest’ultimo da solo rappresenta oltre il 30% della produzione di olio extra vergine italiano messo in commercio con la certificazione di origine.

«In cifre – continua il professor Maracchi – vuol dire 130 milioni di euro nella nostra regione, rispetto ad un Pil agricolo fra i 2 e i 2,5 miliardi. Poca cosa sul piano economico, quindi, ma tanto per la tutela del paesaggio e la sua valorizzazione per il turismo di qualità, un comparto molto più significativo per la Toscana. E dove si dovrebbe intervenire con molta più forza. Faccio solo un esempio: in Svizzera, dove l’agricoltura è la seconda voce di spesa dopo la difesa, alcuni anni fa venne promosso un referendum per chiedere di aumentare le tasse per mantenere l’agricoltura di montagna. L’80 per cento dei votanti disse di sì. L’olio toscano è un prodotto di grande qualità e meriterebbe una maggiore promozione, anche pensando all’importanza della dieta mediterranea e a un’occupazione giovanile che ultimamente sta crescendo in questo settore».


Un mare d’olio dall’Africa

E di tutela, truffe e promozione hanno parlato recentemente a Firenze, per la “Giornata nazionale dell’extravergine italiano”, i vertici delle organizzazioni di categoria di fronte a circa 10.000 agricoltori. A proposito delle tante truffe legate all’uso di olio straniero di bassa qualità, Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana, ha ricordato che nel 2015 in Italia le importazioni di olio di oliva dalla Tunisia sono aumentate del 481%, per oltre 90 milioni di chili.

«È stato un errore – ha affermato –. Il rischio è il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono mescolati con quelli nazionali. Per tutelare il made in Italy chiediamo maggiori controlli presso i porti e le frontiere, un sistema informatico per la tracciabilità, più valore ai Panel certificati per le valutazioni, etichette chiare e leggibili».


  L'intervistato:  Giampiero Maracchi climatologo, presidente dell'Accademia dei Georgofili


Il profumo dell’olio

Istituto agrario Pescia

Un aspetto curioso legato al “profumo” dell’olio. Gli studenti di quinta dell’Istituto tecnico agrario “Anzillotti” di Pescia, il 30 novembre, il 1° e 2 dicembre, inviteranno i visitatori, presso lo spazio soci del Centro Commerciale Montecatini (via di Biscolla, Massa e Cozzile), a prove di assaggio di oli diversi per individuarne caratteristiche, pregi e difetti. I ragazzi che andranno allo stand, per prepararsi, prenderanno parte a un piccolo corso di formazione interno all'istituto nel mese di novembre. Tre incontri durante i quali Daniela Vannelli dell'associazione Donne in campo Toscana spiegherà loro come si fanno i test di assaggio dell'olio alla ricerca delle caratteristiche: profumi e aromi particolari. Il "flavour", insomma, tema della manifestazione e del convegno che si svolgerà all’Istituto agrario il 3 dicembre, con ospiti importanti che parleranno di olio.




Offerta per i soci

Arriva la “dama”

Arriverà nella seconda metà di novembre la tradizionale offerta ai nostri soci d’olio extravergine d’oliva 100 per cento italiano, come lo scorso anno.

Il periodo buono per raccogliere le olive in quasi tutta Italia parte dal giorno di Ognissanti, cioè a novembre. La tendenza di anticipare il più possibile la partenza, per un prodotto stagionale come è l’olio, va a scapito della qualità e anche del prezzo. Infatti, se si anticipa la stagione c’è meno prodotto quindi costa di più e, senza la giusta maturazione delle olive, con meno qualità. Quindi, pazienza ancora per qualche settimana, la “dama” da cinque litri a marchio Fior Fiore Coop arriverà e sarà come sempre conveniente e di ottima qualità.


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