Le nuove tecniche chirurgiche per sconfiggere la miopia e gli altri difetti di visione. Quando si può fare, quando è sconsigliabile

Scritto da Alma Valente |    Maggio 2004    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Occhio al laser
Letteralmente la parola miope
significa "colui che stringe gli occhi per vedere". Una definizione che, in senso popolare, viene anche attribuita ad una persona che non vede più lontano del proprio naso: cioè un limitato nelle proprie prospettive. Ma è proprio vero? No! Perché, almeno secondo la scienza, la miopia è solo un errore di rifrazione dell'occhio, molto spesso su base ereditaria che, se di grado elevato, può portare a conseguenze importanti quali ad esempio il distacco di retina. La risoluzione della miopia è effettuata tradizionalmente con l'uso di occhiali, ma adesso, oltre alle lenti a contatto (e in commercio ce ne sono per tutte le esigenze ed a prezzi accessibili) esistono nuove tecnologie chirurgiche. Per avere qualche ulteriore informazione ci siamo rivolti al dottor Alessandro Franchini, dirigente medico della clinica oculistica dell'Azienda Universitaria-Ospedaliera di Careggi. «La chirurgia refrattiva ha oggi raggiunto un elevato standard di efficacia e sicurezza tanto che, negli ultimi 10 anni, sono circa 400.000 le persone che in Italia si sono sottoposte a questo tipo di intervento. Se poi si pensa che i miopi rappresentano il 20% della popolazione mondiale e che solo in Italia vi sono circa 12 milioni di persone colpite da questo difetto visivo, è facile immaginare l'impatto e l'importanza di queste nuove metodiche».

Ma qual è lo scopo di questo tipo di intervento chirurgico?
«Lo scopo di questa chirurgia - continua il dottor Franchini - è essenzialmente quello di modificare il potere refrattivo della cornea portando ad una correzione del difetto simile a quella che si potrebbe ottenere con una lente a contatto. E' importante osservare che tale chirurgia non risolve eventuali patologie, per esempio retiniche, associate al difetto refrattivo e che possono compromettere il recupero di una buona visione».

Questo tipo di chirurgia si applica solo alla miopia?
«Oggi i chirurghi che si occupano di chirurgia refrattiva sono in grado di correggere con successo tutti i tipi di vizi refrattivi (miopia, ipermetropia ed astigmatismo) facendo ricorso a metodiche diverse».

Attualmente, quali sono i metodi più comunemente utilizzati?
«Le tecniche più eseguite per la riduzione di questi difetti - ci dice il dottor Franchini - sono la PRK (Photo Refractive Keratectomy) e la LASIK (Laser in situ cheratomileusis), che si avvalgono dell'utilizzo di un laser ad eccimeri e l'impianto di lenti intraoculari. La PRK, particolarmente indicata per la correzione di miopie ed astigmatismi di bassa e media entità, è oggi l'intervento refrattivo più diffuso in Italia. Tramite l'utilizzo del suddetto laser, infatti, si determina l'evaporizzazione del tessuto corneale determinandone una modificazione della curvatura». L'intervento, che dura pochi minuti, è assolutamente indolore e viene eseguito in anestesia locale tramite instillazione di un collirio anestetico. In fase post-operatoria poi, il dolore, di media entità, scompare in media dopo 24-48 ore e può essere tenuto sotto controllo con l'utilizzo di analgesici. «Comunque - sottolinea Franchini - sebbene il paziente fin dai primi istanti si renda conto della riduzione del difetto visivo e del miglioramento dell'acuità visiva, sarà necessario attendere 1-2 mesi per una definitiva stabilizzazione ed ottimizzazione dei risultati».

E l'altro tipo di metodica chiamata Lasik in che consiste?
«E' un intervento "misto" dove, dopo aver creato una lamella corneale, l'asportazione di tessuto viene eseguita direttamente nell'impalcatura del tessuto stesso. A fine intervento la lamella tagliata a libro viene messa nuovamente in sede senza applicazione di punti di sutura. Con questa tecnica, indicata anche per astigmatismi e miopie di grado medio ed elevato e per la ipermetropia, non si ha praticamente dolore nei giorni successivi all'intervento ed anche il recupero visivo è estremamente rapido».

Ma quanto sono sicuri questi interventi, oggetto ultimamente di importanti dibattiti anche a livello di stampa e televisione?
«Ovviamente la chirurgia refrattiva, come d'altronde qualsiasi atto medico, anche il più banale, non è completamente esente da complicanze, che tuttavia possono essere ridotte a percentuali minime sconsigliando l'intervento ai pazienti più a rischio e seguendo scrupolosamente i protocolli».

E per quanto riguarda le controindicazioni cosa ci dice?
«Accanto a quelle assolute, l'oculista dovrà verificare caso per caso se il paziente è idoneo a questa chirurgia e quale tecnica è la più adatta o se viceversa è consigliabile ricorrere all'uso di lenti templari od a contatto. Inoltre, al di là del tipo e del grado del difetto visivo, grande importanza sulla opportunità di ricorrere a questa chirurgia hanno eventuali fattori psicologici: per alcune persone portare gli occhiali è causa di frustrazione e la loro eliminazione permetterà di recuperare nella vita di tutti i giorni una disinvoltura ed una sicurezza impensabili. Va infine ricordato che questa chirurgia è sconsigliata ai soggetti di età inferiore ai 20 anni o comunque ai pazienti in cui il difetto refrattivo non sia stabile da almeno 1-2 anni. Questo eviterà di dover ricorrere ad ulteriori interventi. E' necessario inoltre far presente ai pazienti di età superiore ai 40-45 anni che l'intervento non escluderà l'uso di occhiali da vicino per la correzione della presbiopia».

I difetti correggibili
Miopia -
Occhio al laser
Si manifesta quando il bulbo oculare è troppo lungo o la cornea è troppo curva. Questo fa sì che quando il paziente miope guarda lontano l'immagine si forma davanti alla retina e la visione risulta sfuocata. Per riportare l'immagine sulla retina il vostro oculista prescriverà lenti correttive negative.
Ipermetropia - Si verifica quando il bulbo è più corto oppure quando la cornea è più piatta del normale. L'immagine si forma dietro la retina e sono necessarie lenti positive. Il paziente ipermetrope avrà quindi maggiori difficoltà nella visione da vicino.
Astigmatismo - E' un vizio rifrattivo legato al fatto che la superficie anteriore dell'occhio, la cornea, ha una curvatura irregolare. Pertanto i raggi che entrano nell'occhio si focalizzano in due punti distinti. A causa della curvatura anomala della cornea il paziente astigmatico percepirà delle immagini distorte sia da lontano che da vicino.

Le controindicazioni
1. Patologie corneali congenite (cheratocono) ed acquisite
2. Gravi alterazioni sia qualitative che quantitative del film lacrimale
3. Gravi astigmatismi irregolari
4. Glaucoma o ipertensione oculare
5. Cheratite herpetica
6. Opacità del cristallino
7. Alterazioni retiniche
8. Marcato decentramento pupillare
9. Malattie del collageno con tendenza allo sviluppo di cheloidi
10. Paziente monocolo

Consigli utili
1. Rivolgersi sempre a centri pubblici o privati ed a professionisti con una solida esperienza in questo campo
2. Esigere un'adeguata informazione su tutto ciò che riguarda le tecniche, i risultati e le possibili complicanze, sia verbale sia tramite l'utilizzo di pubblicazioni
3. Esigere una visita adeguata con una accurata valutazione di tutti i parametri che possono consigliare o sconsigliare l'intervento
4. Diffidare di chi si dimostra troppo frettoloso e superficiale