Un consumo critico per un commercio equo

Scritto da Laura Sposato |    Giugno 1998    |    Pag.

Nord chiama sud
Un'economia per la pace, che sia compatibile con l'ambiente e anteponga i diritti degli uomini agli interessi del mercato. Un'economia per la giustizia, che faccia finalmente tornare i conti in una realtà dove il Nord del mondo, in cui dimora solo il 23 per cento della popolazione, consuma l'80 per cento delle risorse, mentre gli altri vivono in povertà.

La parola chiave per affrontare il problema è 'consumo critico', cioè consapevole e solidale, perché in questo 'villaggio globale' ogni azione individuale (la spesa quotidiana, il consumo di acqua e luce, la spazzatura...) può incidere sulla vita degli altri.

´Non si tratta di consumare meno o di non comprare più - spiega don Gianni Fazzini, promotore della campagna nazionale 'Bilanci di Giustizia' sulla rivista 'Volontariato' -. Si tratta di cambiare abitudini, cercando di consumare con maggiore oculatezza. Proponiamo una vita che riduca lo spreco, che si faccia carico dei bisogni altrui, senza lasciarsi fuorviare dalla pubblicitàª.

I bambini schiavi per cucire i palloni, per fare tappeti; i diritti fondamentali dei lavoratori calpestati, nei Paesi poveri; lo scempio delle mine antiuomo, fabbricate anche in Italia; il turismo sessuale, un'infamia che macchia gli italiani, secondi solo ai tedeschi in questa scellerata ricerca del piacere. Sono solo alcune drammatiche verità, che hanno superato la cortina del silenzio, grazie all'impegno di uomini e di associazioni che si battono per riuscire a farsi ascoltare nella roboante società dell'informazione, dove a prevalere sono le parole del potere economico.

Ma qualcosa si può fare

Su questa strada c'è già chi ha cominciato a marciare. E' il caso del Centro 'Nuovo modello di sviluppo', nato a Pisa nel 1985, su iniziativa di Francesco Gesualdi, allo scopo di far conoscere la realtà delle multinazionali e di sensibilizzare l'opinione pubblica con campagne informative e di boicottaggio. L'obiettivo è rendere critico il consumatore, attento cioè non solo al rapporto prezzo-qualità dei prodotti, ma anche alla storia e ai comportamenti delle aziende. Così fare la spesa significa scegliere, dopo essersi informati, in modo coerente con i propri principi etici. Per aiutare i consumatori il Centro ha curato una 'Guida al consumo critico' (Emi editore di Bologna, tel. 051/326027), che introduce al mondo del boicottaggio e del mercato etico. Attualmente sta lavorando a una proposta di legge popolare per obbligare le imprese alla trasparenza sui prodotti e sull'attività all'estero.

Chi aderisce alle 'Famiglie dei bilanci di giustizia' invece (in Italia al momento sono circa 300) si impegna a mettere in pratica un diverso stile di vita, seguendo un modello di sobrietà nei consumi e scegliendo i prodotti in base a principi etici. Ogni mese vengono annotate con scrupolo le voci del bilancio familiare, cercando di spostare una parte delle entrate a favore della solidarietà (iniziative di volontariato, banca etica...).

Anche a Firenze c'è un gruppo di 'Bilanci di giustizia' (via delle Mimose 14, tel. 055/7332104, fax 055/705767), che propone ai neofiti di mettersi alla prova con una forma di adesione meno drastica, il 'Bilancio leggero'.

Per saperne di più
Centro nuovo modello di sviluppo
, via della Barra 32, 56019 Vecchiano (Pisa), tel. 050/826354, fax 050/827165, e-mail: coord@cnms.it, http://www.citinv.it/org/CNMS
Beati costruttori di pace, tel. 041/5381479 da lunedì a giovedì, fra le 16 e le 19, e-mail: magve@ve.scinline.it
Equonomia, rivista del consumatore critico, curata dal Centro nuovo modello di sviluppo di Pisa
Manitese, mensile dell'Associazione omonima, organismo contro la fame e per lo sviluppo dei popoli (tel. 02/48008617)
Volontariato, la rivista della Fivol (Fondazione italiana per il volontariato), tel. 06/474811, fax 06/4871811
Centro missionario diocesano, piazza San Giovanni 3, Firenze, da lunedì a venerdì (9-13, 14-17), tel. 2710730
Comboni Time, c/o missionari Comboniani, via Aldini 2, 50131 Firenze, tel. 055/579068, fax 055/575107, e-mail: comboni@ats.it.