Piante decorative, profumate e robuste, adatte a tutti

Scritto da Càrola Ciotti |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 42,43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Foto F. Magonio

Fiori

I cosiddetti gerani, che spesso adornano i nostri balconi e giardini, sono fra le piante ornamentali più diffuse e facilmente reperibili; ma alcuni forse ignorano che il loro nome corretto è pelargoni. Per capire meglio le caratteristiche di queste piante, molto semplici da coltivare e adatte a svariati usi, abbiamo interpellato la signora Tiziana Meluzzi, una delle poche vivaiste italiane specializzate nella coltivazione di pelargoni rari, profumati e di antiche specie.

La passione di Tiziana per queste piante nacque in tenera età, quando accudiva con la nonna i pelargoni sul terrazzo di casa. Ha iniziato poi quasi per gioco la sua attività, ricercando un po’ ovunque specie rare, da coltivare e collezionare per suo piacere e, in seguito, riproducendo le sue prime piante da collezione per farne dono alle amiche.

Nel 2003, Tiziana apre il vivaio L’Antico Fiore a Nettuno, nel Lazio, dove custodisce e coltiva, con metodi artigianali e naturali, oltre trecento specie di pelargoni rari che propone al pubblico nelle fiere florovivaistiche organizzate in Italia.

«È bene chiarire subito il malinteso sul nome dei pelargoni – precisa Tiziana – cui, da sempre, si attribuisce erroneamente il nome di gerani, che sono invece piante completamente diverse, pur se appartenenti alla stessa famiglia botanica (Geraniacee). I veri gerani, che hanno origine in Europa, America settentrionale e Tibet, sono, a dir la verità, non molto conosciuti e altrettanto poco commercializzati; non amano il caldo, prediligono l’ombra e resistono al gelo; nulla a che vedere, quindi, coi pelargoni che teniamo sul terrazzo».

La maggior parte dei pelargoni, per l’appunto, sono originari del Sud Africa, soprattutto della zona di Città del Capo, dove si possono trovare specie spontanee che vivono sulle spiagge; questi pelargoni selvatici hanno caratteristiche simili alle piante succulente, tanto che presentano spine sui fusti. Altre specie provengono da Australia e Nuova Zelanda o Asia Minore.

Date le origini, si può capire facilmente che amano i climi asciutti e caldi; sono piante molto rustiche, bisognose di poche cure, caratteristica interessante per chi non ha un pollice verdissimo o magari si può dedicare poco al giardino, ma non per questo vuole rinunciare al piacere di coltivare fiori.

Foto di F. Magonio

I pelargoni sono arbustivi, perenni e suffruticosi, talvolta anche succulenti. Le varietà più conosciute e comunemente in commercio sono i classici zonali, a foglia d’edera (parigini), e i grandiflorum (imperiali o regali).


«Il terreno adatto a coltivare pelargoni – spiega Tiziana – deve essere acidofilo e piuttosto sciolto: circa il 60% di torbe miscelate con sabbia di fiume, ghiaino o breccia, in modo che dreni bene. La funzione che deve svolgere il substrato è di assorbire facilmente l’acqua e altrettanto facilmente rilasciarla: consiglio di usare i materiali suddetti e non la solita argilla espansa, che ritengo non adatta a questo scopo».


Buona norma è dare sempre poca acqua ai pelargoni, anche in estate, aspettando che il terreno sia ben asciutto prima di annaffiare di nuovo. I pelargoni sopportano meglio la siccità piuttosto che un’irrigazione abbondante; così agendo, manterremo in salute piante che amano il clima secco e caldo. In inverno si consiglia di porre al riparo dalla pioggia i vasi di pelargoni, proprio per non farli inzuppare di acqua; durante i mesi freddi basta bagnare con un sorso ogni trenta giorni e tutto andrà bene.

«Il metodo di coltivazione che uso per le mie piante – sottolinea Tiziana – è del tutto naturale: la mia esperienza conferma che non forzare la crescita con concimi chimici irrobustisce le piante, che così si sviluppano vigorose e forti e si ammalano di meno».

Il solo stallatico si rivela la scelta vincente per i pelargoni: occorre concimare bene al momento del rinvaso e poi, per mantenere la pianta ben nutrita, è sufficiente somministrarlo due volte l’anno, in primavera e in autunno, evitando il clima troppo caldo o troppo freddo. In primavera, prima di concimare, è utile smuovere il terriccio in superficie per arearlo e far penetrare meglio le innaffiature.

La loro coloratissima fioritura a ombrello inizia a primavera e termina coi primi freddi; il clima molto caldo tende a rallentare la produzione di fiori. Operazione consigliata da Tiziana è quella della pulizia delle foglie secche e delle fioriture finite, allo scopo di stimolare la rigenerazione della pianta. Inoltre, se la fioritura è abbondante, è utile anche “cimare”, cioè asportare qualche bocciolo in modo da non sottoporre la pianta a uno sforzo eccessivo.

I fiori di pelargone sono riuniti in infiorescenze e ogni fiore è formato da cinque petali: i due superiori sono di forma – e a volte anche di colore – diverso dai tre inferiori. I colori spaziano dal bianco al rosso, con svariate sfumature di rosa e violetti, spesso con toni bicolore. Di fiori esistono molteplici forme e alcuni non sembrano neppure pelargoni: come il Caffrum, una specie particolare, con fiori dai petali sfrangiati di colore bordeaux che sfumano al giallo crema. Le foglie del Caffrum si presentano frastagliate e simili a quelle della felce.

Inoltre, esistono specie profumatissime e adatte a tenere lontane zanzare e insetti, in generale. Nei pelargoni, sono le foglie che emettono il profumo, spesso tanto intensamente che si può percepire il loro odore anche dalle stanze di casa che affacciano sugli spazi esterni dove si trovano le piante. Fra le specie intensamente profumate, troviamo il più famoso pelargone antizanzare, il Pelargonium graveolens, con foglie così belle che, già di per sé, adornano il giardino. Questa specie contiene una resina che protegge la pianta dagli insetti nocivi e emette il massimo del profumo all’alba e al tramonto.


L’intervistata: Tiziana Meluzzi, vivaista

L’Antico Fiore

via V stradone del Sandalo di Levante 7, Nettuno (Rm)

3283834957, 3471558158, www.lanticofiore.com

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