Una mamma che diventa freelance, relatrice, docente, scrittrice, per raccontare il proprio percorso

Scritto da Sara Barbanera |    Maggio 2016    |    Pag. 28

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Incontro con una scuola primaria di Bangalore, India

Adozioni e affidi

Affido o adozione? E se adozione, nazionale o internazionale? Con quali requisiti? E come orientarsi?

Per rispondere a queste e a molte altre domande, le sezioni soci Coop di Montevarchi e San Giovanni Valdarno, in collaborazione con l’azienda Usl Toscana Sud Est, hanno organizzato due incontri con Anna Genni Miliotti, scrittrice e mamma adottiva che in materia ha un’esperienza quasi trentennale e tante tante storie ed emozioni da raccontare.

Madre di due bambini russi adottati 27 anni fa, Anna ha preso confidenza con il mondo dell’adozione quando era qualcosa di molto complicato: non che oggi sia tutto facile, ci dice lei, ma le cose sono cambiate, e l’Italia è piuttosto avanti dal punto di vista istituzionale.

Inoltre l’Italia, checché se ne dica, è un paese votato all’accoglienza, che non ha paura di aprirsi a un’esperienza emotivamente così forte, come racconta Anna: «Siamo una società accogliente: si pensa sempre che ad adottare siano le coppie sterili ma non è così! Molte e in aumento sono le coppie italiane con figli propri che adottano un bambino e accettano anche i casi più problematici. L’adozione non è una scelta obbligata, l’ultima spiaggia per chi non ha alternative».

È una scelta di accoglienza fatta non per compensare una mancanza, ma per dare. Deve passare il messaggio che adottare è dare una famiglia a un minore: anche giuridicamente, non si parla di diritto dell’adulto di adottare ma di diritto del minore di trovare e avere una famiglia.

Presentazione del libro Ho deciso di tornare

Nazionale e internazionale: quale tipo di adozione scegliere?

«Non è facile rispondere: l’adozione nazionale è difficile, perché le domande sono molte di più dei bambini adottabili. All’estero le possibilità sono maggiori ma i tempi sono lunghi, anche tre anni di attesa, perché mancano efficaci politiche per l’infanzia: ad esempio la Russia, con cui l’Italia collabora molto, ha chiuso le adozioni a tutti i paesi dove anche i single possono adottare, ultima la Francia che lo scorso anno ha aperto a questa possibilità. Sebbene il rapporto fra adozioni nazionali e internazionali resti di 1 a 4, a oggi quelle internazionali sono in forte calo, di circa il 40%, anche per i costi altissimi, che possono arrivare a 30.000 euro».

Sul tema la Toscana è molto avanti: oltre ai prestiti a tasso zero, sono stati creati 4 Centri per l’adozione di area vasta dei Comuni di Firenze, Pisa, Prato e Siena (www.minoritoscana.it): in collaborazione con i servizi socioassistenziali e sanitari, i Centri valutano le aspiranti coppie, le preparano prima dell’adozione e le assistono nell’inserimento del bambino, con una funzione di accompagnamento fondamentale per la riuscita dell’intero percorso. L’associazionismo in Italia si sta consolidando anche grazie al Care, Coordinamento Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete (www.coordinamentocare.org).

«Vivendo l’adozione come esperienza personale - conclude Anna Genni Miliotti -, come non scriverne? Lo faccio da 25 anni, con progetti e libri per bambini, ragazzi e adulti, per diffondere la cultura dell’accoglienza e dell’adozione. Nei miei libri, come Ho deciso di tornare e Mamma di pancia, mamma di cuore, parlo della ricerca delle radici, spesso dolorosa, per chi lascia il proprio paese di origine attraverso l’adozione, ma anche delle domande “scomode” che ogni mamma adottiva si sente fare».

Proprio per condividere questo patrimonio è nata anche l’associazione Officina adozioni, che organizza iniziative culturali, di formazione e di incontro, fra cui il raduno dei bambini adottati in Italia, in calendario per il 14 e 15 ottobre a Firenze: “Siamo adottati e stiamo bene” e nel titolo c’è già tutto il significato intero di una vita.

Info: www.adozioneinternazionale.net - contact@annagennimiliotti.it

Gli incontri con Anna Genni Miliotti si tengono nello spazio delle sezioni soci a Montevarchi il 7 maggio alle 17, e a San Giovanni Valdarno il 14 maggio alle 10.