Il racconto sui minatori che forano le montagne

Scritto da Sara Barbanera |    Gennaio 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

«Prendo spunto da storie e persone vere . L'ultimo libro è nato dalla mia tesi di laurea: un'indagine sociologica sui cantieri della Tav nel Mugello. Le interviste ai lavoratori sono storie di vita: di migrazione dal sud, di mobbing, di solitudine e sradicamento».
Così esordisce Simona Baldanzi (nella foto a destra) nel presentare il suo ultimo libro Mugello sottosopra.
Il Mugello dov'è nata nel 1977 e dove vive tuttora, è lo scenario anche del suo primo romanzo Figlia di una vestaglia blu; anche lì si parla dei minatori, di gente semplice, del sud, venuta a forare le montagne. Simona, figlia di operai, quando era studentessa di Scienza della Politica a Firenze, decide di scrivere una tesi di laurea su questi minatori. Distribuisce questionari e poco alla volta intesse rapporti umani con queste persone, che lavorano duramente nelle gallerie e che mangiano, dormono e vivono nei campi base. E queste persone sono i protagonisti di Mugello sottosopra, presentato nell'ottobre scorso. «I miei romanzi sono come istantanee - prosegue Baldanzi -, con fatti, dati, nomi e volti veri: il realismo, come etichetta, non mi spaventa ma non perseguo intenzionalmente un filone».


«Un libro sulla Tav non cambia le cose ma può portare alla luce un mondo sommerso, raccontando attori e dinamiche cicliche delle grandi opere edili. L'utilità dello scrittore sta nel suo sguardo critico, che dipinge uno spaccato di società utile ad istituzioni, politica e società». Questo lo scopo del romanzo, per l'autrice.
Il libro è dedicato ad un operaio della Tav: «La morte di Pietro, durante la stesura del romanzo, mi ha messo in crisi: Pietro Mirabelli, un operaio già protagonista del mio primo romanzo, è morto in Svizzera, il 22 settembre 2010, nella galleria del San Gottardo dove era "lancista" di cemento. Pietro raccontava con ostinazione la sua storia per dare voce ad un mondo sommerso che non vede riconosciuta l'importanza del proprio lavoro. Il filo rosso tra i miei personaggi è proprio il bisogno di riconoscimento. La scrittura non ha salvato Pietro ma almeno ha dato visibilità alla sua storia di minatore moderno».

I nostri lettori conoscono Simona Baldanzi per essere stata protagonista, insieme al regista Federico Bondi e Leonardo Sacchetti, di Storie Mobili: in giro con il camper per centri commerciali, nell'autunno 2010, a raccogliere e filmare le storie raccontate dalle persone che casualmente si trovavano lì. Da quella esperienza, oltre ai filmati ancora visibili su internet (www.storiemobili.it), sono nati anche i quattro inserti dell'"Informatore" (Donne al centro, Resistenze, Lavorando, Il dì di festa).

Testi semplici, colloquiali, che danno conto di una ricchezza umana anche in un luogo dispersivo come un grande centro commerciale. Una ricchezza che si ritrova anche nell'ultimo romanzo al quale auguriamo la miglior fortuna.

Simona Baldanzi presenterà il libro al Palazzo Pretorio di Barberino di Mugello in collaborazione con la Sez. Soci Coop. Informazioni sul sito www.simonabaldanzi.it

Simona Baldanzi - Mugello sottosopra
Ediesse - collana Cartabianca - € 10