Uguali nella forma ma non nella qualità

Mirtilli veri e falsi
Ha lo stesso colore, la stessa forma rotondeggiante. Cresce pure sulle stesse montagne, anche se privilegia altitudini più elevate. Ma il sapore è assai meno gustoso e la polpa è più densa, quasi bianca. Scientificamente si chiama 'Vaccinium gaultherioides Bigelow.', ma è stato ribattezzato più semplicemente il 'falso mirtillo'. Come il vero mirtillo nero cresce spontaneamente al limitare dei boschi, o in brughiere di crinale in zone al di sopra dei 1200-1300 metri.

Il mirtillo in Toscana
In Toscana i suoi arbusti, alti circa 30 cm, sono molto diffusi nel comprensorio appenninico, soprattutto sull'Appennino pistoiese, nell'alta Garfagnana e nell'alta Lunigiana. Una risorsa economica - e ambientale - molto importante per gli abitanti di quelle montagne, minacciata però dalla diffusione del falso mirtillo. Il fenomeno è stato studiato dai tecnici dell'Arsia, l'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo-forestale, con un'indagine mirata ad individuarne le cause ecologiche. I risultati sono stati raccolti in una pubblicazione presentata a fine giugno, nel palazzo comunale dell'Abetone, durante un convegno sul mirtillo nero spontaneo dell'Appennino organizzato dall'Arsia in collaborazione con l'Orto botanico-forestale dell'Abetone e la Comunità montana dell'Appennino pistoiese.
«Il mirtillo nero tende a colonizzare pascoli impoveriti e successivamente abbandonati - spiega Tiziana Mazzei, che ha curato il progetto e la pubblicazione dell'Arsia per la tutela del mirtillo nero - le zone di terreno scoperto come le piste da sci, i bordi delle strade e dei sentieri e le zone di camminamento del bestiame». Proprio l'abbandono dei pascoli e una naturale evoluzione degli arbusti avrebbe favorito lo sviluppo del 'falso' mirtillo.

Come e quando si raccoglie
Generalmente il mirtillo nero si raccoglie dalla metà di luglio alla metà di settembre. Andare per mirtilli può essere divertente, ma anche molto faticoso: per raggiungere i vaccinieti è necessario camminare a lungo su sentieri ripidi e le ore migliori sono quelle di prima mattina, quando il sole è meno forte e la luce è migliore per individuare le bacche.
I mirtilli si raccolgono con il 'pettine' che viene utilizzato per staccare il frutto senza danneggiare foglie e rami. In alcune zone però l'uso del pettine è vietato e la raccolta può essere fatta soltanto a mano. Un mirtillaio esperto può arrivare a raccogliere anche 70 kg di mirtilli in una mattinata; per i gitanti della domenica il limite massimo, in Toscana, è stato fissato dalla legge regionale (n. 82/82) in 1 kg giornaliero pro capite il quantitativo da non superare. Ci sono poi aree protette dove la raccolta è vietata.

Nero ma buono
La polpa della bacca è succosa, dolce-acidula, con un aroma piacevole ma molto particolare. Si consuma fresco, al naturale, condito con zucchero e limone o con gelato e panna. E' indicato anche per marmellate, gelatine, sciroppi, puro succo, yogurt. Un prodotto tipico dell'Appennino pistoiese, molto apprezzato dai turisti e non solo, è la grappa al mirtillo. Il periodo di conservazione - in frigo, a temperature medie - è assai breve; si conserva meglio congelandolo.
Il mirtillo ha proprietà rinfrescanti, battericide, antinfiammatorie, astringenti, toniche, ipoglicemizzanti e diuretiche e svolge un'azione protettiva per i vasi sanguigni e per la retina.