Note al bilancio consuntivo 1997 dell'Unicoop Firenze

Scritto da Giuliano Vannini |    Giugno 1998    |    Pag.

Direttore amministrativo Unicoop Firenze

Meno margine, più utili
Il bilancio del 1997 presenta l'utile più alto mai raggiunto dalla cooperativa, 144 miliardi e 136 milioni e forse mai come adesso è opportuna qualche precisazione su come è venuto a formarsi, considerando che l'ambiente economico in cui ha operato la cooperativa non è stato dei più favorevoli.

Lo scenario
L'anno appena chiuso è stato pieno di eventi importanti, a livello nazionale, locale e anche all'interno della cooperativa stessa.
In primo luogo l'inflazione. Che sarebbe scesa lo sapevamo tutti, ma che potesse essere addirittura negativa per il comparto degli alimentari lo credevano in pochi. Ciò ha avuto una notevole influenza sulle vendite, tanto che, se avessimo venduto la stessa quantità di merci del 1996, il fatturato sarebbe stato inferiore.
Inoltre si è avuta l'apertura nell'area fiorentina del più grande centro commerciale con ipermercato d'Italia, cosa che ha inciso notevolmente sugli equilibri della distribuzione locale e certamente non favorendo le vendite dei concorrenti.
Infine i tassi di interesse hanno continuato la loro discesa in modo deciso, con importanti ripercussioni sulla gestione finanziaria.

La risposta
Di fronte a questo scenario la cooperativa ha fatto delle scelte per contrastare gli elementi negativi e per accentuare l'efficacia e la visibilità della propria missione.
Si è accentuata l'azione calmieratrice sui prezzi, riducendo quelli dei generi alimentari dell'1,9 per cento rispetto all'anno precedente, contro una diminuzione dello 0,1 per cento registrata dall'Istat a livello nazionale. Così facendo abbiamo mantenuto la leadership sui prezzi rispetto non solo ai supermercati ma anche agli ipermercati concorrenti.
Siamo riusciti, inoltre, a contenere la riduzione del tasso di rimunerazione del prestito sociale di un solo punto percentuale, confermando la funzione non speculativa e di tutela dei soci prestatori.
Tutto ciò mentre la cooperativa, oltre a portare avanti la gestione delle attività correnti, provvedeva a concludere felicemente la fusione con l'Unicoop Cooperative pisane riunite e il Consorzio cooperative consumo di Pisa e ad attivare la Società minimercati cooperativi per la gestione specifica dei piccoli supermercati. Inoltre ha proseguito la politica degli investimenti tesi ad ampliare, qualificare, ammodernare la rete di vendita e i magazzini. A proposito di sviluppo e investimenti, è opportuno ricordare l'apertura nel '97 dell'ipermercato di Lastra a Signa e del nuovo centro commerciale di Pontassieve e anche dei piccoli supermercati di Sovigliana e di via Trento a Poggibonsi; infine ricordiamo le importanti e onerose ristrutturazioni dei supermercati di Campi Bisenzio, del Neto a Sesto Fiorentino e a Firenze in via Cimabue. Complessivamente la cooperativa ha investito, per lo sviluppo aziendale e in particolare della rete di vendita, 127 miliardi e 417 milioni. Unico neo di questo sviluppo è la città di Firenze, dove ancora una volta non è consentito alla cooperativa uno sviluppo adeguato alle aspettative dei propri soci e clienti.

I soci
Al 31 dicembre '97 i soci erano 487 mila 892, con un incremento del 7 per cento rispetto al 1996. Oltre che ad usufruire delle iniziative commerciali ad essi riservate, i soci hanno partecipato alle 33 assemblee in cui è stato discusso il bilancio 1996 e ad un'intensa attività di carattere culturale, ricreativo e sociale effettuate nel corso del 1997. I risultati conseguiti spronano la cooperativa a proseguire ed intensificare queste iniziative, a dimostrazione che il proprio obiettivo non è solo di natura commerciale ma anche un modo originale di rapportarsi alla socialità e un modo più consapevole di approccio ai consumi di tutti i giorni.
I soci che hanno aderito al prestito sociale nel 1997 sono stati 135 mila 815, oltre 11 mila in più rispetto al '96. Il prestito sociale al 31 dicembre '97 superava i 2 mila 148 miliardi al netto degli interessi maturati, con un incremento di 259 miliardi rispetto al 1996. Questa disponibilità finanziaria ha permesso alla cooperativa di far fronte ai propri investimenti senza far ricorso ad altri finanziamenti esterni e di aumentare il portafoglio titoli di oltre 170 miliardi, remunerando i propri soci ben oltre le similari forme di investimento.

Gestione commerciale
Le vendite dei negozi, Iva compresa, sono state 1.592 miliardi e 678 milioni con un incremento dell'1,90 per cento sul 1996. Questa percentuale acquista valore se si considerano le difficoltà di mercato in cui ha agito la cooperativa, l'andamento dei prezzi interni in diminuzione, la chiusura per ristrutturazione di due supermercati e, soprattutto, che in questo incremento non sono comprese le vendite del nuovo ipermercato di Lastra a Signa, quelle di Montecatini e di Montevarchi, gestite da specifiche società del gruppo e pertanto con un bilancio autonomo.
A tenere bassi i prezzi ha contribuito anche il margine lordo, che infatti è diminuito dello 0,34 per cento, ad ulteriore conferma della scelta di operare a salvaguardia del potere d'acquisto di soci e consumatori.
In questa situazione di mercato, in mancanza di incrementi significativi di vendite e soprattutto in presenza di un forte impegno per lo sviluppo futuro e il miglioramento del servizio nei punti di vendita, i costi hanno in pratica confermato i valori del 1996, facendo chiudere la gestione commerciale con un utile di 13 miliardi e 710 milioni: un valore più contenuto rispetto all'anno scorso, ma di piena soddisfazione se si pensa al contesto in cui è stato conseguito.

Gestione finanziaria
Anche quest'anno la gestione finanziaria è quella che ha dato il maggior contributo al risultato aziendale, ma bisogna scindere in due parti ben distinte il risultato conseguito. Una è quella ordinaria, diminuita rispetto al 1996 (66 miliardi e 136 milioni contro i 76 miliardi e 561 milioni dell'anno scorso) per effetto del maggior calo dei tassi di investimento rispetto al tasso di rimunerazione del prestito sociale. Una parte consistente dell'utile finanziario è stato invece ottenuto sfruttando le favorevoli condizioni di mercato e vendendo vecchi titoli che hanno prodotto plusvalenze per oltre 66 miliardi: questo è da considerarsi un fatto eccezionale e per certi versi imprevedibile. Sarebbe stato un errore non sfruttare una occasione simile che difficilmente potrà ripetersi nei prossimi anni, e sicuramente non in queste dimensioni.

Destinazione dell'utile
Il Consiglio di amministrazione ha proposto all'assemblea generale, che si è tenuta il 30 maggio a Prato, di destinare l'utile conseguito come segue: il 3 per cento, pari a 4 miliardi e 324 milioni, al Fondo per la promozione e lo sviluppo della cooperazione 'Gestifom Lega spa' e il rimanente 97 per cento, pari a 139 miliardi e 812 milioni, al Fondo di riserva ordinario, indivisibile, fra i soci. In tal modo verranno soddisfatti i requisiti mutualistici contenuti nello Statuto sociale e le disposizioni delle leggi speciali sulla cooperazione.