La moda degli antiossidanti. Scarsi i riscontri scientifici alla loro efficacia

Scritto da Antonio Comerci |    Gennaio 2012    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

«Tutti noi abbiamo sotto gli occhi un coltello ossidato , cioè arrugginito, oppure un frutto tagliato che esposto all'aria e alla luce diventa scuro. L'ossidazione è sempre associata ai processi di decadimento degli alimenti e degli oggetti della vita quotidiana.
Da qui l'enorme popolarità delle teorie sul "danno ossidativo".
Cominciò Bruce Ames, grande ricercatore americano negli anni ‘80, con la dimostrazione che le differenze di danno ossidativo sono correlate alla durata della vita: una specie con danno ossidativo elevato (ad esempio i roditori), avrà una vita breve (alcuni anni), altre con basso danno ossidativo (ad esempio gli esseri umani, le tartarughe, gli elefanti), potranno almeno in teoria vivere a lungo (diversi decenni).Gli scienziati di ogni parte del mondo dimostrarono che il danno ossidativo può essere la causa delle più comuni malattie umane: arteriosclerosi, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson e, persino della "malattia" meno curabile fra tutte: l'invecchiamento
».

Il professor Piero Dolara (nella foto sopra), ordinario di Tossicologia all'Università di Firenze, spiega il continuo bombardamento mediatico a favore dei prodotti che contengono antiossidanti. Ha appena scritto un articolo sull'argomento su "Toscana Medica", la rivista rivolta ai medici. Abbiamo colto l'occasione per rivolgergli alcune domande.

Professor Dolara, come si limitano i danni ossidativi e quindi l'invecchiamento?
«Il metodo più efficace è avere una dieta equilibrata, non aumentare di peso, fare esercizio fisico costante, non fumare e non abusare di bevande alcoliche. La maggior parte degli alimenti vegetali contengono sostanze antiossidanti, ed è documentato che i vegetariani si ammalano meno dei carnivori e campano più a lungo.
Ma è possibile ottenere buoni risultati anche con una dieta mista, purché si faccia un uso abbondante di verdura e di frutta.
Ha un'importanza fondamentale anche l'eccesso di calorie, da cui siamo universalmente afflitti: riducendo in maniera intelligente l'apporto calorico si riduce il danno ossidativo e si allunga la vita. Purtroppo pochi sono disposti a fare queste cose relativamente semplici, e cercano una scorciatoia. Almeno in teoria sembra infatti possibile mantenere una dieta ipercalorica, magari con un eccesso di grassi animali, e prevenire le malattie degenerative con l'assunzione di antiossidanti. Purtroppo questa scorciatoia non conduce da nessuna parte
».

Ci sono riscontri scientifici sull'efficacia degli integratori a base di antiossidanti?
«Negli ultimi trenta anni in tutto il mondo sono stati fatti centinaia di studi per trovare uno o più antiossidanti "magici", ossia un "elisir di lunga vita" per gli anni duemila. Questi studi hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone sane e malate in tutti i paesi del mondo e sono state pubblicate sui più importanti giornali scientifici. Si sono affiancate alla ricerca operazioni di promozione commerciale e di informazione del pubblico, di solito con contenuto scientifico modesto. La maggior parte degli studi clinici controllati dimostra che somministrare integratori vitaminici e antiossidanti non ha alcun effetto di prevenzione o di cura delle malattie più frequenti. Alcuni studi dimostrano anzi che assumere per lunghi periodi antiossidanti e vitamine aumenta la mortalità per malattie cardiovascolari e la frequenza di alcuni tumori. Una minoranza di ricerche dimostra un effetto favorevole sulla mortalità».

Quindi gli integratori con antiossidanti sono inutili e qualche volta dannosi?
«Quando la popolazione era malnutrita somministrare vitamine e antiossidanti aveva un senso, perché si ripristinavano livelli ottimali di queste sostanze in soggetti carenti. Alcune vitamine e integratori hanno ancora una funzione (ad esempio la vitamina D ha eliminato il rachitismo infantile e il calcio negli anziani può ridurre l'osteoporosi).
Tuttavia è necessario ricordare che adesso la maggior parte delle popolazioni del mondo ha una dieta ipercalorica e con sufficiente apporto di alimenti vegetali. Somministrare supplementi di antiossidanti e di vitamine, a soggetti normali con abbondanti dosi, in alcuni casi non ha effetti, in altri può provocare un iperdosaggio, in particolare per i carotenoidi e la vitamina E di cui, fra l'altro, dopo quasi cento anni di studi, non si conosce il dosaggio ottimale.
La raccomandazione che mi sento di dare, alle persone bombardate da messaggi pubblicitari sui benefici degli antiossidanti, è questa: non prendete vitamine e integratori se avete una dieta bilanciata. Riducete il consumo di carne, aumentate il consumo di alimenti vegetali e controllate il peso. Nonostante il rischio di pesticidi, frutta, verdura e olio extravergine d'oliva sono alimenti salutari, assai migliori delle pillole antiossidanti. Salvaguarderete il portafoglio, e avrete la possibilità di vivere a lungo e con meno malattie
».

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)