Pecorino, Marzolino tutto l’anno; Ortaggi, per tutte le stagioni

Scritto da Laura D'Ettole e Melania Pellegrini |    Marzo 2015    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Marzolino tutto l’anno

Il formaggio della Salcis di Monteriggioni

Non solo è artigianale - fatto, girato e rigirato a mano - ma la forma di questo Marzolino Salcis ha anche una curiosa origine. La storia comincia parecchi anni fa, perché le radici del caseificio Salcis si rintracciano a Siena nel 1941 durante la guerra, ma allora non si lavoravano formaggi, bensì suini. Da qui questo singolare acronimo che sta per “Società anonima lavorazione carne insaccata Siena”. Il caseificio vero e proprio nasce a Monteriggioni nel 1962. Oggi il caseificio Salcis conta dieci dipendenti e lavora due milioni di litri di latte di pecora raccolto in provincia di Siena e Viterbo. Vende un po’ in tutta Italia ed esporta all’estero, soprattutto in Europa, circa il 20% dei suoi formaggi: tutti di pecora, ma con stagionature diverse.

L’origine del nome “marzolino” deriva dal fatto che all’inizio della primavera i contadini facevano il formaggio con quel po’ di latte avanzato dall’allattamento degli agnellini. Oggi in realtà il Marzolino è un formaggio fresco che si trova tutto l’anno. La procedura di lavorazione è questa: la cagliata è messa nello stampo, salata e pressata a mano. Viene girato ogni tre o quattro giorni e dopo un mese di stagionatura è pronto: con quel suo sapore fresco, gradevole e quella pasta morbida che deriva dalla lavorazione a mano. Con i baccelli è “la morte sua”.

Ortaggi

Per tutte le stagioni

Il finocchio sempre in vendita, dietetico e ricco d’acqua

Un prodotto che non manca mai nel reparto ortofrutta è il finocchio, perché è coltivato in tutte le stagioni. Ha bisogno, però, di una zona agricola adatta alle condizioni climatiche del periodo dell’anno in cui si vuole procedere alla coltura: in questo modo si ottengono ottimi risultati.

Il finocchio si coltiva in pieno campo, ma per lo più le piantine vengono trapiantate dopo che sono cresciute in serra per il primo mese di vita. Solo in alcuni casi il finocchio si pianta direttamente.

Esistono più varietà di pianta di finocchio, da quelle a ciclo precoce, pronte a 2 mesi dal trapianto, a quelle tardive, pronte in circa 6 mesi. È una specie che in assenza di situazioni di stress non ha bisogno di particolari tecniche di coltivazione. Il terreno in genere viene preparato e concimato con il letame qualche mese prima della messa a dimora delle piante, poi si concima con azoto e potassio.

Fondamentale per il finocchio è l’acqua, elemento di cui l’ortaggio è ricco: rappresenta circa il 93% del suo peso. Questo grande bisogno di acqua però può favorire l’insorgenza di malattie fungine e di marciumi.

La coltivazione nei periodi molto caldi è invece disturbata dagli insetti che si alimentano del fogliame e possono compromettere il raccolto. Per proteggere i finocchi si può ricorrere alla lotta integrata o ad antiparassitari a base di rame contro i marciumi e di piretroidi contro gli insetti: è un tipo di lotta con un impatto ambientale praticamente nullo, spiegano dall’ufficio qualità Agrifondo, l’azienda da cui in questo periodo arrivano nei nostri punti vendita le cassette di finocchi da 2 chili.

I finocchi Agrifondo sono tutti italiani: provengono da zone particolarmente vocate alla produzione di questa pianta, come la Piana del Fucino, in Abruzzo, il Tavoliere delle Puglie, la Piana del Sele, in Campania, e Capo Rizzuto, in Calabria.

Il finocchio è un ortaggio molto apprezzato, indispensabile nelle diete equilibrate, e apprezzato in quelle dimagranti, per il basso valore energetico e l’alto contenuto di fibre e vitamine A e C. Ottimo mangiato in pinzimonio, il suo aroma si sprigiona appieno cuocendolo: lesso, gratinato o passato in forno con la besciamella, in tavola è sempre il benvenuto.

La cassetta da 2 chili è in offerta per i soci dal 1° al 15 marzo