Anche la Comunità di San Patrignano collabora per il panificio di Koupela

Scritto da Olivia Bongianni |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 31

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Foto M. Ponticelli

Burkina Faso

La sua forma è quella di una treccia, di un “abbraccio”, ad esprimere i valori della cooperazione e della solidarietà. Rispetto a una baguette tradizionale, l’impasto contiene una percentuale più elevata di olio e il gusto è particolare anche grazie ai chicchi di sesamo distribuiti in superficie.

Stiamo parlando del Pane Shalom, letteralmente “Pane della Pace”, sfornato nel 2003 a Loumbila, nel primo forno che Unicoop Firenze e Movimento Shalom hanno inaugurato in Burkina Faso, come progetto solidale di Il Cuore si scioglie.

Fra i suoi ideatori c’è Marco Ponticelli, responsabile del settore forneria di Unicoop Firenze, che ha preso parte a varie missioni in Burkina Faso, insieme a tanti altri dipendenti della cooperativa coinvolti nel progetto.

«Decidemmo di inventare un prodotto nuovo rispetto alla baguette consumata in Burkina – ricorda Ponticelli –. Una ricetta vincente, tant’è che la metà degli introiti per il panificio deriva da questo prodotto».

L’esperienza è stata ripetuta con il secondo forno inaugurato a Fada ‘n Gourma nel 2012; non solo: «visto il successo ottenuto dall’iniziativa – prosegue Ponticelli – a dicembre 2013 abbiamo deciso di mettere in vendita il Pane Shalom anche nei supermercati di Unicoop Firenze, destinando parte del ricavato al finanziamento di nuovi panifici in Africa».

Oggi il Pane Shalom, realizzato da Cerealia, è disponibile in oltre 80 punti vendita della cooperativa, quelli in cui è presente il forno ventilato per la cottura della baguette.

È ben riconoscibile anche grazie al sacchetto dedicato che, con poche e semplici parole, ne racconta la particolarità: acquistando Il pane che aiuta il pane si sostiene la costruzione di nuovi panifici, con un gesto di solidarietà da portare in tavola ogni giorno e da accompagnare a tutto il resto.

Proprio in vista dell’apertura di un terzo forno a Koupela, in programma per metà ottobre, è nata una collaborazione tra Movimento Shalom, Fondazione Il Cuore si scioglie e, per la prima volta, Comunità di San Patrignano.

Qui è presente un laboratorio per la produzione di pane e pasticceria, gestito dai ragazzi coinvolti nel percorso di recupero e reinserimento: dai primi di maggio alla metà di giugno il laboratorio ha ospitato due panettieri speciali, Hasmado e Ferdinand, venuti in visita dal Burkina Faso per apprendere le principali tecniche di panificazione e per imparare prima di tutto la ricetta del Pane Shalom.

I lavori sono in corso e rispondono a un preciso disegno, come spiega Luca Gemignani, direttore del Movimento Shalom: «queste esperienze ci hanno dato modo di sperimentare che l’abbinamento fra un’attività produttiva, il panificio, e un’attività sociale, come l’orfanotrofio di Loumbila, funziona; quindi replicheremo l’idea anche a Koupela, dove il panificio affiancherà una scuola materna. È un modello che offre la possibilità di svolgere un lavoro dignitoso rimanendo in loco e, allo stesso tempo, sostiene strutture e servizi sociali fondamentali per la comunità. La collaborazione con la comunità di San Patrignano rappresenta un valore aggiunto, perché associa l’uscita da una situazione di disagio a un’esperienza formativa in uno dei Paesi più poveri del mondo».

Nella fase di avviamento del forno saranno proprio alcuni dei ragazzi di San Patrignano, insieme a operatori e dipendenti Unicoop, a recarsi per alcuni giorni in Burkina, per proseguire l’esperienza di formazione nel segno della solidarietà e dell’integrazione.

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