Tutte le uova vendute alla Coop saranno di galline allevate a terra


(foto di Carlo Valentini)

 

Ogni anno sul territorio dell'Unione Europea sono allevate oltre 400 milioni di galline ovaiole, il 70 per cento delle quali sono rinchiuse nelle gabbie di batteria degli allevamenti intensivi. La Direttiva Europea del 1999 sulla protezione delle galline ovaiole negli allevamenti, ha messo al bando le gabbie di batteria convenzionali dal 1° gennaio 2012.

«Ma c'è il rischio che in Italia la legge non venga rispettata da tutti - avverte Roberto Bennati, vicepresidente della Lega Antivivisezione (Lav) - perché il decreto del 2006 che recepisce la Direttiva prevede un sistema sanzionatorio assolutamente ridicolo con multe di appena 1500 euro a chi continuerà ad allevare le galline nelle gabbie-prigione».

I produttori che già si sono messi in regola, chiedono di modificare il decreto per non consentire ai soliti furbi di cavarsela con una misera contravvenzione. Dunque è probabile che la battaglia contro il lager della gallina non finisca il 1° gennaio 2012. «Per questo è importante sensibilizzare i consumatori poiché anche dalle loro scelte di acquisto può dipendere la piena attuazione della legge», dice Roberto Bennati.

 

Tutte giù per terra

Già da molti anni le uova a marchio Coop provengono da allevamenti a terra o biologici, nei quali le galline possono razzolare liberamente. Le uova Coop sono poi controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire requisiti igienici e di sicurezza alimentare molto elevati. Per esempio, i controlli Coop garantiscono la provenienza delle uova da galline nate e allevate in Italia, senza l'utilizzo di mangimi con Ogm (Organismi geneticamente modificati) e senza coloranti. E a partire dal 4 ottobre tutte le uova vendute nei punti vendita Coop, anche quelle con altri marchi, proverranno rigorosamente da allevamenti a terra. Dunque Coop chiude le porte alle uova degli allevamenti intensivi dove le sventurate galline ovaiole sono costrette a vivere in gabbie poco più grandi di un fazzoletto, impedite nei movimenti, soggette a malattie, obbligate da un meccanismo spietato a mangiare e sfornare uova a ripetizione.

Grazie a questa iniziativa di Coop, saranno "liberate" altre 560.000 galline e non una dei 330 milioni di uova che si vendono ogni anno alla Coop proverrà da allevamenti intensivi. «Molti produttori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e crudele - spiega Claudio Mazzini, responsabile Innovazione e Valori di Coop Italia -. Auspichiamo che molti concorrenti ci seguano, e confidiamo che questa nostra scelta dia un chiaro indirizzo al mondo della produzione».

 

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Occhio al codice

Su ogni confezione di uova c'è un codice di 13 cifre e lettere che è la "carta d'identità" dell'uovo che stiamo acquistando. La prima cifra indica il tipo d'allevamento, poi c'è la sigla di due lettere del Paese d'allevamento, quindi tre cifre per indicare il Comune, due lettere per la provincia, infine tre cifre identificano l'allevamento.

Ecco cosa indica la prima cifra:

Codice "0": allevamento biologico,le galline possono razzolare liberamente su un terreno coltivato con metodo biologico e sono alimentate con cibi biologici, integrati al massimo con un 20% di mangimi convenzionali.

Codice "1": allevamento all'aperto, le galline possono razzolare all'aperto per alcune ore al giorno (1 gallina ogni 4 mq). Le uova possono essere deposte sul terreno o nei nidi.

Codice "2": allevamento a terra , le galline vengono allevate in capannoni all'interno dei quali possono muoversi liberamente (4 galline per 1 mq); non hanno accesso all'esterno

Codice "3": allevamento in gabbia. Le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, (circa 16 - 18 galline per metro quadrato), all'interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie.