Un film sull’Arno, nell’anniversario dell’alluvione

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2016    |    Pag. 4, 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Anniversario Arno

In duemila per l'Arno il 17 settembre (Foto D. Madio)

L’evento

Il volto buono dell’Arno che, in occasione del cinquantesimo dall’alluvione, diventa protagonista di una grande giornata di eventi e di un film girato lungo le sue sponde.

La giornata è quella in calendario presso il nuovissimo cinema La Compagnia a Firenze, dove Fondazione Sistema Toscana ha organizzato un open day dedicato all’Arno in tutte le sue sfaccettature. È qui che, fra memorie e progetti, troverà spazio una proiezione speciale, quella del film 241 chilometri al mare firmato dal regista Tobia Pescia e realizzato nell’ambito del progetto “Arno 2016” di Unicoop Firenze.

Il progetto, per chi ne ha seguito le numerose tappe, si è sviluppato nel corso di un intero anno e ha toccato luoghi e persone di tutta la Toscana: da Arezzo a Pisa, le attività hanno coinvolto oltre 5000 persone che hanno preso parte a laboratori, conferenze, escursioni sul fiume o, semplicemente, hanno contribuito con una loro testimonianza, una foto del tempo, uno scritto sul fiume, così da arricchire questo grande contenitore chiamato “Arno 2016”.


Dal centro alle Cascine

Per citare un evento su tutti, lo scorso 17 settembre la passeggiata organizzata a Firenze ha coinvolto 2000 partecipanti di ogni età che, da tutta la Toscana, sono venuti ad abbracciare simbolicamente l’Arno, dopo un percorso a piedi dal centro storico al Parco delle Cascine: prova, questa, di come il fiume sia un punto di riferimento e un luogo di aggregazione che il progetto “Arno 2016” ha voluto rileggere in chiave positiva, nella sua forza vitale, anziché solo negativa e minacciosa, come appare nei ricordi dell’alluvione.

In effetti, il fatidico 4 novembre non sarà una giornata qualunque per nessun toscano che, toccato o no dall’alluvione del 1966, ha ben impresso quel grande trauma collettivo di cui c’è un prima e un dopo: e in mezzo, la violenza distruttiva della natura che sembra ribellarsi a ogni capacità umana di controllo.

A 50 anni da un evento così forte, molti ricordano quei momenti e li raccontano ancora con la voce tremante; altri, all’epoca bambini, sommano alle memorie sfocate, tutte quelle sentite e risentite nel tempo, attraverso i resoconti di nonni e genitori, le foto sbiadite e i video in bianco e nero che hanno fatto il giro del pianeta e chiamato in Toscana volontari da ogni luogo del mondo.

È stato un evento indimenticabile che ha portato la Toscana all’attenzione della cronaca mondiale e che, al tempo stesso, ha messo in luce le pesanti problematiche ambientali della Toscana e non solo: da qui la necessità di prevenire danni disastrosi come quelli e di prendersi cura del territorio in modo più puntuale e corale.

Il fiume è di tutti, è luogo intorno al quale da millenni le comunità sorgono e vivono e ad esso legano il proprio destino. Al di là di ogni tempo, il progetto “Arno 2016” ha voluto recuperare questo significato, valorizzando il senso di appartenenza a un luogo e il ruolo che ancora oggi il fiume può svolgere: lavoro, uso, costruzioni, flora, fauna e storia, l’Arno è un patrimonio di tutta la comunità che ne può godere e lo deve custodire.

Foto tratta dal film 241 chilometri al mare per concessione di Fondazione Sistema Toscana/Tobia Pescia


Sei personaggi

Questo è anche lo spirito che pervade il film prodotto da Fondazione Sistema Toscana, con il contributo di Unicoop Firenze. Arno. Storie e vite di fiume è il sottotitolo di questa opera che, per 55 minuti, scorre lungo il fiume, raccontato da sei personaggi nati e cresciuti intorno al corso d’acqua, come spiega il regista stesso: «Ho deciso di “navigare” il fiume da capo a bocca: il film è un percorso che segue il fiume attraverso le voci di chi lo conosce. È curioso che alcuni racconti tornino da un luogo all’altro, si sovrappongano, si congiungano, proprio a dimostrazione che il fiume lega le storie della gente, trasformando tante persone diverse in una comunità. A partire dal titolo, ho voluto ricostruire questo senso dello scorrere delle storie dalla terra al mare, in un itinerario che ricostruisce la toscanità, in tutti i suoi risvolti culturali, naturalistici e di tradizione popolare».

Tobia Pescia


Casa del cinema

Questi saranno i tanti volti del fiume raccontati anche nella giornata del 4 novembre al cinema La Compagnia, la nuova casa del cinema aperta il 27 ottobre da Fondazione Sistema Toscana.

In cartellone, video d’epoca, filmati inediti, dibattiti, testimonianze sull’alluvione e non solo presso il cinema, come racconta Stefania Ippoliti, responsabile area cinema Fondazione Sistema Toscana: «Sarà una giornata di ricordi, certamente, ma narrati in chiave costruttiva, per capire cosa è successo in questi 50 anni e come oggi viviamo il fiume. La potenza delle immagini evocherà emozioni forti, ma accanto a questo e alla naturale commozione, ci sarà il racconto di oggi, ad esempio di tanti sindaci toscani che si sono confrontati con le emergenze, di chi le ha vissute e di come ha reagito. Vorremmo spostare il dibattito dalla sola commemorazione alla progettazione, anche grazie al contributo di esperti, scienziati, tecnici che possono indicarci la strada giusta. Il tema, in sostanza, non è come dominare la natura ma, al contrario, come costruire un rapporto quotidiano con l’ambiente che ci circonda. La qualità da sviluppare è la resilienza, quella capacità dell’uomo di reagire attivamente ai cambiamenti perché, positivi o no, questi possano significare crescita individuale e progresso collettivo. In fondo il cinema e l’arte servono a questo: a non perdere memoria degli eventi ma anche a progettare ciò che ancora non c’è. A sognare ciò che vorremmo essere: una comunità che sa dove ritrovarsi e come prendersi cura di quei beni comuni che rappresentano le fondamenta e le radici della società stessa». 

Stefania Ippoliti


L’open day dedicato all’Arno si terrà il 4 novembre, presso il cinema La Compagnia in via Cavour 50, a Firenze (tel. 055268451). Il film 241 chilometri al mare verrà proiettato alle 16, con ingresso su prenotazione. Info e prenotazioni: 3299160071 (orario 10/18). Nella stessa giornata, a Palazzo Medici Riccardi si potrà visitare una mostra fotografica sull’Arno, e alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze si effettueranno visite guidate con percorsi di realtà aumentata, visibili con il proprio smartphone o appositi occhiali.

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