Invecchiare bene grazie ad una buona alimentazione e ad un corretto stile di vita

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

"Non con le forze, non con la prestezza e l'agilità del corpo si fanno le grandi cose, ma col senno, con l'autorità, col pensiero". "Nessuno è tanto vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno". Non me ne voglia Marco Tullio Cicerone se l'incipit di questo articolo sono due frasi prese dal suo De Senectute (Sulla vecchiaia). Questo per dire come già nel primo secolo avanti Cristo, si riflettesse molto sulla condizione delle persone anziane.
Non v'è dubbio però che ci sono voluti 22 secoli perché la vecchiaia divenisse un argomento di grande eco, anche mediatica, e che ci si ponesse molte domande sia dal punto di vista medico, sociale, politico ed economico.
Una domanda, però, sorge spontanea: quando inizia la vecchiaia? Storicamente i sacri testi di medicina ponevano il limite a 65 anni, ma questa posizione viene sempre più spesso messa in discussione, proprio in virtù del fatto che la durata media della vita tende ancora ad aumentare; molte scuole di pensiero in gerontologia tendono ad "alzare l'asticella" a 75 anni.

I numeri
In base a questi dati, quanti sono gli anziani in Toscana? È d'obbligo riferirsi al numero 34 dei Documenti dell'Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, pubblicato nel giugno 2007 e coordinato dalla compianta dottoressa Eva Buiatti, epidemiologa di chiara fama. Nel 2004 gli ultra-sessantacinquenni nella nostra Regione erano 828.982 pari al 23% della popolazione residente, mentre gli ultra-settantacinquenni erano 318.134 corrispondenti all'11,3%. In entrambi i casi vi era una netta prevalenza del sesso femminile (circa un 3% in più).
In questo importante lavoro sono state fatte anche delle previsioni demografiche al 2010 che indicavano una aspettativa di vita per gli uomini di 78,4 anni e di 84 anni per le donne. Con un continuo miglioramento della qualità della vita. Queste osservazioni pongono la popolazione della Regione Toscana tra le più longeve in Italia.

Perché si invecchia?
Gli scienziati concordano sul fatto che il patrimonio genetico contenuto nelle nostre cellule, teoricamente, ci potrebbe far vivere fino a 120 anni e forse più. Ma questa predisposizione può variare da individuo a individuo, e anche con varie differenziazioni fra le varie etnie. Come sempre accade in medicina, la genetica si deve confrontare con l'ambiente che riduce, in alcuni casi anche pesantemente, questa aspettativa di vita.
Nei paesi sottosviluppati la denutrizione e le infezioni sono le cause principali di morte precoce, mentre nei paesi sviluppati sono le malattie cardiovascolari ed i tumori. In quest'ultimi infatti, indipendentemente dalle malattie, che possono essere opportunamente curate, esistono fattori di rischio come sedentarietà, cattive abitudini alimentari, abuso di alcool e fumo.


Infatti i delicati meccanismi biochimici che regolano le varie funzioni cellulari possono essere danneggiati dal così detto stress ossidativo che, in parole semplici, è costituito dalla rottura di un vero e proprio equilibrio fisiologico tra la produzione e l'eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidanti, e quelle di specie chimiche ossidanti. Quindi l'eccesso di componenti cellulari ossidate in maniera anomala finiscono per funzionare meno e modificare la vitalità delle cellule. L'alcool, il fumo, la sedentarietà, i grassi di origine animale favoriscono l'accumulo di queste sostanze chimiche ossidanti, mentre la frutta, la verdura, l'attività fisica hanno effetto antiossidante.

Regole per l'alimentazione
Per entrare nel dettaglio dell'alimentazione, i cereali, il cioccolato fondente, la frutta secca, le nocciole, il merluzzo sono ricchi di elementi importanti come zinco, selenio e rame. Mentre altri importanti elementi antiossidanti quali il retinolo, la vitamina A, i carotenoidi e i licopeni sono presenti in carote, pomodori, angurie, peperoni, albicocche, meloni, fegato, latte, uova e pesce, soprattutto quello azzurro (che contiene un'alta quantità di omega 3, protettori del nostro sistema cardiovascolare) come alici, sgombri o sarde.
Anche il vino rosso contiene un potente antiossidante: il resveratrolo. Va bevuto, comunque, con moderazione; come ci insegnano gli antichi Romani: "est modus in rebus".

Una ricetta semplice e soprattutto economica consigliata dalla cuoca Daniela Menozzi:

Sgombri al ribes

Dosi per quattro persone; costo medio 10 Euro
Ingredienti:
4 sgombri, 350 g. di ribes, una cipolla piccola, uno spicchio d'aglio, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe q.b., e un cucchiaino da caffè di zucchero.
Preparazione:
Pulire il pesce, incidendolo sul dorso con un taglio non molto profondo per facilitarne la cottura e disporlo in una pirofila. In un tegame, a parte, mettere la cipolla tritata con lo spicchio d'aglio intero, un filo d'olio e fare imbiondire il tutto a fuoco lento. Aggiungere il vino bianco, lo zucchero, il ribes (250 grammi spremuto), sale, pepe e cuocere per circa 10 minuti. Versare il tutto sul pesce, (già adagiato nella pirofila) e cuocere in forno preriscaldato a 180°, per circa 10 minuti, aggiungendo il rimanente ribes intero cuocendolo ancora per circa 7 minuti. Servire il tutto con la salsa di fondo. Magari accompagnato da un bicchiere di vino bianco, rosato o secco.

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)