Questo è la cultura secondo Don Milani. Due mesi per avvicinare il grande pubblico dei supermercati a libri ed eventi culturali

Scritto da Marco Vichi |    Gennaio 2015    |    Pag.

Marco Vichi Scrittore

La famosa e sbrigativa massima attribuita a Machiavelli (che appunto lui non ha mai né scritto né professato nei termini in cui viene spesso citata), “il fine giustifica i mezzi”, in certi casi mi trova d’accordo. Nell’ultimo romanzo del commissario Bordelli (Fantasmi del passato), dopo una lunga cena nella sua casa di Impruneta, i commensali sono invitati come sempre a raccontare una storia; l’amico Ennio Bottarini, detto “Botta”, racconta come abbia scoperto il piacere della lettura: con un ricatto.

Giocando a pallone in un cortile, da ragazzino, ruppe il vetro di una finestra, e la signora che si affacciò per individuare il colpevole, un’insegnante in pensione, per non rivelare a suo padre il misfatto, gli chiese in cambio di andare a casa sua, ogni pomeriggio, per un’ora, a leggere un libro a voce alta.

E così, da quel momento, il Botta scoprì che i libri non erano noiosi, ma erano mondi infiniti e vite parallele in cui tuffarsi, per vivere emozioni e sentimenti e per conoscere meglio gli altri e se stessi. Questa storia è assolutamente vera, mi è stata raccontata dalla persona che ha “subìto” questo bellissimo ricatto… Da quel momento in poi non ha mai più smesso di leggere, e ringrazia quella insegnante di averlo “salvato”.

Il tristemente famoso gerarca nazista, Goebbels, diceva: “quando sento parlare di cultura, metto mano alla pistola.”

Ebbene, ogni iniziativa che cerca di avvicinare la cultura alle persone, soprattutto ai giovani (che troppo spesso la scuola allontana dalle passioni culturali), è doverosa e nobile. “Cultura” significa nutrire la propria coscienza e il proprio spirito critico. Vuol dire sapersi difendere dalle cattive idee, dalla “mala-etica”, dall’egoismo. È un allenamento alla vita sociale, alla considerazione degli altri, alla capacità di individuare dentro di sé i propri difetti per limitarne le conseguenze.

Insomma Cultura è “consapevolezza”: anche di saper vivere con coraggio e con piacere il proprio immaginario. Chi si ciba di cultura non si fa ingannare troppo facilmente, ed è proprio per questo che ogni regime dittatoriale (ma possiamo dire ogni potere non troppo sincero) ha bisogno di un popolo ignorante, che appunto ignora gli strumenti di difesa della libertà individuale e sociale.

Gli ultimi romanzi: Fantasmi del passato (Guanda), La sfida (Guanda). Racconti in antologia: Un inverno color noir (Guanda), Selva oscura (TEA) Raccolte di racconti: Corpo mondo (FuoriOnda)

Non a caso, il tristemente famoso gerarca nazista, Goebbels, diceva: “quando sento parlare di cultura, metto mano alla pistola.” Mentre Don Milani insegnava ai suoi allievi di campagna il valore della cultura, da usare anche come magnifica arma di difesa. “Ogni parola che non impari oggi è un calcio nel culo domani”, diceva. E ancora: “la cultura è l'ottavo sacramento”. Insomma, ogni iniziativa che avvicini le persone alla cultura, in ogni sua forma, è cosa buona e giusta. Ogni mezzo è legittimo, qui davvero “il fine giustifica i mezzi”. Investire sulla Cultura è il migliore investimento, e non solo per il benessere “spirituale” (che è già moltissimo). La Cultura riesce anche a muovere l’economia, a creare ricchezza. E poi - cosa che alcuni ignorano -, la Cultura è divertente.